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App Immuni: come funzionerà il sistema traccia contatti

13 Maggio 2020
App Immuni: come funzionerà il sistema traccia contatti

La ministra dell’Innovazione tecnologica spiega le caratteristiche e risponde agli interrogativi su sicurezza, privacy e mani straniere sui dati.

Si svelano alcuni particolari su come funzionerà la App Immuni, il nuovo sistema traccia contatti messo a punto per contrastare la diffusione dei contagi, avvisando chi ha incontrato persone risultate positive al Covid-19.

Dopo le prime anticipazioni sui contenuti fornite dal Commissario all’emergenza, Domenico Arcuri,  oggi è la ministra dell’Innovazione tecnologica e digitalizzazione, Paola Pisano, ad intervenire al Question time al Senato rispondendo alle domande dei parlamentari, che si sono concentrate in particolare sugli aspetti di sicurezza e privacy. Il resoconto dell’intervento ci è fornito dall’agenzia stampa Adnkronos.

I dubbi sulla privacy

La ministra Pisano ha chiarito, innanzitutto, che “la soluzione italiana di tracciatura digitale dei contatti, contact tracing, finalizzata al contenimento dei contagi di Covid-19″ è “conforme alle normative europea e italiana in materia di protezione dei dati personali” e l’applicazione mira a mettere a punto un modello tecnologico conforme con la Raccomandazione della Commissione Europea dell’8 aprile”.

Questa la risposta al quesito della senatrice di M5S Maria Laura Mantovani, con il quale Pisano ha voluto fugare i possibili dubbi sulla privacy, che rappresentano uno dei principali interrogativi sul funzionamento della nuova app. “Stiamo rispettando i principi generali indicati dalla Commissione nel pacchetto di strumenti, toolbox of practical measures”, ha aggiunto Pisano.

Sicurezza dei dati e mani straniere

Pisano ha poi sottolineato, sempre in risposta all’interrogazione della senatrice Mantovani, che i dati raccolti dall’app di tracciamento italiana “saranno gestiti esclusivamente dalla società pubblica Sogei” e non saranno mai nella disponibilità di “soggetti stranieri, privati”.

La App, ha chiarito la ministra dell’Innovazione tecnologica, “utilizzerà solo infrastrutture pubbliche situate sul territorio nazionale. Il codice verrà rilasciato sotto licenza aperta, verificabile da chiunque”.

“Il codice -indica ancora la titolare del dicastero- è stato concesso alla pubblica amministrazione dalla società Bending Spoons in ‘licenza d’uso aperta, gratuita, perpetua irrevocabile’. La licenza del codice, la sua verifica e tutti i test di sicurezza vengono svolti interamente da soggetti pubblici. Bending Spoons S.p.A. non tratterà in alcun modo i dati raccolti dall’app”, ha assicurato la ministra.

“Posso dunque rassicurare il Parlamento e tutti i cittadini che secondo le procedure definite non sussiste, neppure in astratto, il rischio che i dati raccolti dall’app possano entrare nella disponibilità di soggetti stranieri, privati” scandisce Paola Pisano.

Il chiarimento di oggi aggiunge un tassello a quanto la ministra aveva affermato nella sua precedente audizione parlamentare, in Commissione Affari costituzionali alla Camera dei deputati. Un intervento che non aveva dissipato tutti i dubbi e le perplessità degli esperti. Adesso rimane ancora l’incertezza sui tempi di rilascio, sul quando sarà rilasciata e diventerà funzionante sugli smartphone degli italiani che decideranno di installarla; è prevedibile che non arriverà prima della fine di maggio.



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