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Banca: segnalazione alla centrale rischi del cliente moroso. Quando è illecita

22 Ottobre 2013
Banca: segnalazione alla centrale rischi del cliente moroso. Quando è illecita

Prima della messa a sofferenza, è necessaria una valutazione complessiva del cliente e una comunicazione scritta con raccomandata; solo dopo si potrà iscrivere il correntista moroso alla Centrale rischi.­

Quando un cliente è potenzialmente insolvente, la banca ha l’obbligo di segnalarlo alla Centrale rischi, una banca dati che ha il compito di raccogliere notizie sulla solvenza dei cittadini.

Tale segnalazione, però, non può avvenire già immediatamente dopo un semplice ritardo di pagamento del debito. Al contrario la cosiddetta “appostazione a sofferenza che in questi casi fanno le banche prima di procedere alla segnalazione, deve essere preceduta da una valutazione, da parte dalla banca stessa, della situazione finanziaria complessiva del cliente [1].

Si può considerare in “sofferenza” il credito vantato nei confronti di soggetti che versino in stato di insolvenza, anche se non accertato dal giudice, o che si trovino in situazioni equiparabili [2].

La banca deve accertare in modo inequivocabile l’insolvenza del debitore, attenendosi alle istruzioni della Banca d’Italia. Una erronea segnalazione presso la Centrale rischi può cagionare danni all’immagine e alla reputazione economica del cliente segnalato. A quest’ultimo, in tal caso, non resterà che ricorrere al giudice per ottenere il risarcimento [3].

Se il danno però non può essere provato nell’esatto ammontare (o è molto difficile provare il pregiudizio), pur essendone certa l’esistenza, si può chiedere al giudice una liquidazione in via equitativa [4].

In ogni caso, prima della segnalazione alla Centrale, l’Istituto di credito deve sempre inviare una comunicazione al cliente con raccomandata a.r.; diversamente la segnalazione è illegittima e si può chiedere il risarcimento (leggi l’articolo “Segnalazioni alla Centrale rischi illegittime senza avviso al destinatario”)

La banca non può, prima di revocare gli affidamenti, segnalare i propri clienti con saldi negativi alla Centrale rischi. Tale comportamento non è lecito e non risponde ai canoni di diligenza professionale, codificati nelle regole emanate dalla Banca d’Italia. Il che comporta, per la Banca, una responsabilità.


note

[1] Cass, sent. n. 7958 del 1.04.2009.

[2] La nozione di insolvenza, come si deduce dalle “Istruzioni” emanate dalla Banca d’Italia, sulla base delle direttive del Cicr, non si identifica con quella dell’insolvenza fallimentare, ma indica una valutazione negativa della situazione patrimoniale, connotata come “deficitaria” o come “grave difficoltà economica”, quindi tale da giustificare l’inserimento del credito nella categoria delle “sofferenze”. Cass. sent. n. 21428 del 12.10.2007.

[3] Una responsabilità sia di tipo contrattuale che di tipo extracontrattuale Cass. sent. n. 12626 del 24.05.2010.

[4] Cass. sent. n. 7958 del 1.04.2009. La valutazione in via equitativa si ha quando un danno non può essere determinato nel suo preciso ammontare; in tal caso il giudice segue un criterio più discrezionale, secondo quanto a questi stesso appare congruo ed equo, alla luce dell’esperienza pratica.


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1 Commento

  1. Vorrei cortesemente sapere, se la segnalazione è d’obbligo nel caso di sequestro del conto con un saldo assolutamente insufficiente a ripagare il creditore, grazie.

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