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Statali: in busta paga, taglio del 10,5%

21 ottobre 2013


Statali: in busta paga, taglio del 10,5%

> Diritto e Fisco Pubblicato il 21 ottobre 2013



Gli impiegati perderanno fino a 4-5mila euro a causa del mancato rinnovo dei contratti e, quindi, per via dell’inflazione; i tagli aumentano se si considera, oltre a ciò, anche l’ulteriore allungamento dei tempi per il pagamento della buonuscita (TFR).

Ci saranno almeno 4-5 mila euro in meno nella busta paga degli statali, medici compresi. È questo l’effetto del mancato rinnovo dei contratti e degli stipendi individuali dei dipendenti pubblici disposto, anche per il 2014, dalla legge di stabilità appena varata dal Governo e che potrebbe essere prorogato fino a tutto il 2017. Il taglio deriverà dunque dalla perdita del potere d’acquisto reale dello stipendio, ormai – più che rosicchiato – divorato dall’inflazione.

Se il Parlamento non cambierà la norma, il prossimo sarà il quinto anno di seguito di stasi delle buste paga per i dipendenti dello Stato: in totale circa 6-7 milioni di persone (quasi 1 italiano su 10).

Il sacrificio, invece, sarà massimo per i dirigenti. Questi perderanno fino a 21mila euro. In questo caso, gli effetti in busta si fanno sempre più pesanti.

Il sacrificio sarà proporzionale all’importo dello stipendio di ogni dipendente pubblico. Ecco qualche esempio.

Un impiegato ministeriale, per esempio, che guadagna in media circa 27.500 euro lordi, ha già visto sfumare, per mancati aumenti nel 2010-2012, circa 2.000 euro e ne ha persi altri 411 nel 2013; dovrà inoltre rinunciare ad altrettanti 411 euro nel 2014, per un totale di 2.879 euro all’anno, che diventano 4.003 se lo stop ai contratti fosse confermato per 2015 e 2016.

La perdita cresce fino a 8.902 euro per un dirigente di seconda fascia, e sfiora i 19mila per un ministeriale apicale.

Un docente scolastico, con uno stipendio base di circa 31.889 euro, ha perso già 2.200 euro per via del mancato aumento tra il 2010 e il 2012, e perderà altri 1.148 per il blocco per il 2013-2014, per un totale di 3.348 euro.

La perdita dal 2010 al 2014 sarà di 4.598 euro per un ricercatore universitario, di 6.589 per un professore universitario associato e di 9.542 per un ordinario (quest’ultimo con uno stipendio base di 90.880 euro annui).

I tagli non risparmieranno neanche i magistrati per i quali il mancato guadagno ammonterà a circa 12.682 euro tra il 2010 e il 2014.

Ai medici, infine, il blocco porterà via 7.547 euro dalla busta paga.

Ma non c’è solo questo. La legge di Stabilità 2014 amplia il meccanismo dell’erogazione a rate per la buonuscita (TFR), prevedendo il pagamento in due anni se l’indennità supera i 50mila euro e in tre anni se si sale oltre quota 100mila euro. Con il risultato di allargare la perdita in termini di mancati interessi per il ritardo dei versamenti.

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