Coronavirus, così ripartono gli ortopedici

13 Maggio 2020
Coronavirus, così ripartono gli ortopedici

Tutte le regole per la ripresa di visite in ambulatori e attività chirurgiche semi-urgenti.

Non rialzano le saracinesche solo parrucchieri, barbieri ed estetisti (leggi l’articolo: Coronavirus, le regole per parrucchieri ed estetisti): la cura del corpo è, prima ancora che un fatto estetico, una questione di salute. Con la Fase 2 dell’emergenza Coronavirus, si ripristinano anche tutte quelle attività mediche da svolgersi in ambulatorio e non urgenti, rimaste sospese causa elevato rischio di contagio. Gli interventi improrogabili erano, invece, stati garantiti per tutta la Fase 1. Le modalità attraverso le quali si svolgerà questa ripresa delle attività sono annunciate dalla Società italiana di ortopedia e traumatologia (Siot); ce ne parla una nota dell’agenzia di stampa Adnkronos.

Il distanziamento sociale, come in tutte le attività professionali, resta la priorità per impedire occasioni di contagio. Per farsi visitare bisognerà prendere appuntamento e calibrare la durata di ognuno, per evitare sovrapposizioni e affollamenti e fare in modo che, all’interno di una singola struttura o sala d’attesa, si formino assembramenti. Questo comporterà inevitabilmente una riduzione delle visite nell’arco della giornata.

Riprendono gli interventi di artoprotesi (anca, ginocchio, spalla, gomito, caviglia), chirurgia vertebrale (laminectomia e artrodesi), per la cura di patologie degenerative del rachide, osteosintesi di fratture chiuse inveterate, interventi per sindromi da compressione neurologica cronica (ad esempio il tunnel carpale) e interventi di traumatologia dello sport.

“Per le procedure a carattere semi-urgente, sarà demandato a un comitato formato da professionisti di area perioperatoria di  ciascun centro (rappresentanti di chirurgia, anestesia e assistenza enfermieristica) – osservano gli ortopedici – stabilire i criteri di accesso all’intervento per quei pazienti ritenuti idonei (più urgenti) al trattamento chirurgico. L’accesso all’intervento terrà conto delle caratteristiche del paziente, della patologia e dei benefici attesi rispetto ai rischi legati al contagio del Covid-19”.

Le linee guida di Siot prevedono, tra l’altro, percorsi dedicati per i pazienti che vanno al pronto soccorso per problemi o traumi muscolo-scheletrici minori. Ricorso minimo agli esami radiologici e altri metodi di indagine per avere il minor impatto possibile sulle strutture.

“Con i chiari segnali di un miglioramento della curva pandemica in tutti i suoi aspetti, seppur diversi da regione a ragione – spiega Francesco Falez, presidente Siot, ad Adnkronos – l’ortopedia è in procinto di riprendere. Anche durante la fase più acuta della pandemia l’ortopedia ha sempre lavorato nell’urgenza, seguendo tutti i protocolli di sicurezza previsti. Ora, riprenderà gradualmente la chirurgia di elezione, sempre in base alle migliori pratiche cliniche nella massima sicurezza e seguendo scelte riguardanti lo stato di salute del paziente“.



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