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Lo sai che? Le differenze tra Tasi, Tari, Trise e Imu

Lo sai che? Pubblicato il 21 ottobre 2013

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> Lo sai che? Pubblicato il 21 ottobre 2013

Chi deve pagare, come si determina la base imponibile, quale sarà il costo e la tipologia dell’immobile soggetto alla tassazione: ecco le risposte a tutte le domande, alla luce delle novità appena introdotte dal Governo con la legge di stabilità e salve comunque le modifiche che apporterà il Parlamento.

Qual è la differenza tra Tari e Tasi? Su cosa si applicano?

Si tratta delle due componenti in cui è suddiviso il Trise, il nuovo tributo sui servizi comunali. La Tari dal 2014 coprirà i costi di gestione del servizio rifiuti. La Tasi, invece, coprirà il costo dei servizi indivisibili erogati dai Comuni (ad esempio, illuminazione pubblica, manutenzione e pulizia delle strade). La Tari si paga in base alla superficie dell’immobile – e ad eventuali indici di produzione dei rifiuti – mentre la Tasi si applica sul valore catastale.

Chi deve pagare le due componenti del nuovo tributo Trise sui servizi comunali?

La Tari dev’essere pagata da chi possiede o detiene a qualsiasi titolo locali o aree scoperte – a qualsiasi uso siano destinati – che siano in grado di produrre rifiuti. La Tasi, invece, dev’essere pagata da chi possiede o detiene fabbricati o aree scoperte, comprese quelle edificabili.

Come sarà determinata la Tari? E cosa vuol dire che sarà applicata in base al principio del «chi inquina paga»?

In realtà si tratta di una possibilità lasciata alla libera scelta del Comune. In alternativa ai criteri fissati dal Dpr 158/1999, ogni municipio può collegare la tariffa alla quantità e qualità media ordinaria di rifiuti prodotta per ogni unità di superficie – secondo il principio dettato dalla direttiva europea 2008/98/Ce – in relazione al tipo di attività svolta nei locali e al costo del servizio rifiuti. In pratica, il Comune potrà determinare le tariffe moltiplicando il costo del servizio al metro quadrato per uno o più coefficienti di produttività di rifiuti. Così, ad esempio, un bar o un verduriere potrebbero trovarsi a pagare molto di più di uno studio professionale di pari superficie.

Per la determinazione della superficie su cui applicare la Tari, dovrà essere presentata una nuova dichiarazione al Comune?

No, il disegno di legge varato dal Governo prevede che restino valide le superfici dichiarate o accertate ai fini degli altri tributi sui rifiuti: Tarsu, Tia 1, Tia 2 o Tares.

È vero che la Tasi sarà pagata dall’inquilino in caso di abitazioni affittate?

Sì e no. L’inquilino dovrà pagare una quota della Tasi compresa tra il 10 e il 30% del totale, in base alle decisioni adottate a livello comunale. La stessa disposizione, però, si applicherà anche a chi affitta immobili diversi dalle abitazioni, e più in generale anche a chi li occupa: una dicitura che include anche chi ha ricevuto un immobile in comodato gratuito. Occupante e titolare del diritto reale saranno titolari di due distinte obbligazioni tributarie: se l’inquilino non paga, quindi, il Comune non potrà rivolgersi al proprietario.

Il Trise dovrà essere versato in acconto e saldo, come l’Imu?

Non necessariamente. Secondo il testo varato dal Governo, il Trise sarà versato – per l’anno di riferimento – in quattro rate trimestrali in scadenza il 16 gennaio, 16 aprile, 16 luglio e 16 ottobre. Ogni Comune, però, potrà variare la scadenza e il numero delle rate, anche allineandole a quelle dell’Imu. Il testo governativo fa salva anche la possibilità pagare in un’unica soluzione entro il 16 giugno.

La Tasi sostituirà l’Imu sull’abitazione principale?

Non esattamente. L’Imu sull’abitazione principale sarà abolita nel 2014, eccezion fatta che per le abitazioni accatastate in categorie di lusso (A/1, signorili; A/8, ville; A/9 castelli e palazzi). La Tasi, invece, sarà pagata su tutti gli immobili, comprese le prime case, con un’aliquota base dello 0,1%, cioè 1 per mille. Il Comune potrà azzerare la Tasi per determinate categorie di immobili, ma potrà anche aumentarla.

Oltre ad azzerare la Tasi, quali margini avrà il Comune nel dettare la disciplina del tributo?

Il Comune potrà disciplinare le riduzioni anche tenendo conto della capacità contributiva della famiglia. Il testo del Governo consente, ma non impone, di utilizzare l’indicatore Isee. Sarà invece obbligatorio per tutti gli amministratori comunali individuare i servizi indivisibili e indicare in modo analitico – per ognuno di essi – i costi alla cui copertura la Tasi è destinata.

Le case date in prestito ai parenti continueranno a pagare l’Imu come seconde case?

Dal 2014 il disegno di legge del Governo permetterà ai Comuni di agevolare anche la casa data in comodato ai parenti in linea retta entro il primo grado – padri e figli, in pratica – che la usano come abitazione principale. Lo sconto sarà però limitato: il Comune potrà azzerare solo l’Imu sulla parte di rendita catastale che non supera i 500 euro, oppure limitarlo al caso se la famiglia del comodatario abbia un Isee fino a 15mila euro.

Nel 2014 cambierà qualcosa per l’Imu sulle case degli anziani ricoverati?

Il disegno della legge di stabilità conferma la possibilità di considerare abitazione principale la casa non affittata di proprietà (o di usufrutto) di anziani o disabili che acquisiscono la residenza in istituti di ricovero o sanitari a seguito di ricovero permanente.


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1 Commento

  1. domanda: l’anno sorso c’era la tares che prese il posto della tia ,ora la tari fa lo stesso con la tares piu o meno. L’anno scorso al momento del cambio tares-tia abbiamo pagato di più in quanto in una delle due rate erano in contemporanea, ora lo stesso con la tari. però io non lo trovo corretto in quanto pago due volte la stessa cosa. Se la tares cambia nome, mi sembra corretto pagare questa tassa col nome nuovo e basta , non che pago il conguaglio della tares e la prima rata della tari,pagando di fatto due volte la stessa cosa, altrimenti ogni anno mettiamo un nome nuovo alle tasse e le paghiamo doppiamente.

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