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Insonnia: ultime sentenze

9 Giugno 2020
Insonnia: ultime sentenze

Leggi le ultime sentenze su: insonnia; sofferenze morali; richiesta di risarcimento dei danni morali per l’esposizione ad agenti patogeni; abuso dei mezzi di correzione o di disciplina e malattia della mente; turbamenyo psichico del lavoratore; nozione di malattia.

Risarcimento del danno morale 

Va risarcito il danno morale subito dalla consorte estrinsecatosi nelle sofferenze morali causatele dal trauma derivatole dall’incidente stradale occorso al marito, dalla incertezza della prognosi relativa a quest’ultimo per le gravissime lesioni patite, da tutte le attività di assistenza morale e materiale prestate continuativamente al coniuge per i primi cento giorni nei quali l’infortunato accusava totale immobilizzazione, sofferenze concretizzantesi in ansia, depressione ed insonnia.

Corte appello L’Aquila, 25/11/2019, n.1934

Cura insonnia: messaggi ingannevoli

Sono ingannevoli i messaggi che, contrariamente al vero, pubblicizzano l’attività – di affiliati a una catena di franchising facente capo a un centro antifumo – con la quale il trattamento per i pazienti è effettuato attraverso interventi di elettrostimolazione, proposti come terapia risolutiva – tutelata da brevetto internazionale, riconosciuto dall’Associazione italiana antifumo – ampiamente utilizzata con successo per eliminare la dipendenza dal tabacco e per la cura dei problemi di obesità ed insonnia in condizioni di sicurezza.

Garante concorr. e mercato, 18/01/2006, n.15130

Reato di abuso dei mezzi di correzione

La nozione di malattia rilevante ai fini del reato di abuso dei mezzi di correzione o di disciplina è più ampia di quella relativa al reato di lesione personale, comprendendo ogni conseguenza rilevante sulla salute psichica del soggetto passivo, dallo stato d’ansia all’insonnia, dalla depressione ai disturbi del carattere e del comportamento.

Cassazione penale sez. VI, 03/02/2016, n.9954

Pericolo di malattia nel corpo o nella mente

In tema di abuso dei mezzi di correzione o di disciplina, la nozione di malattia nella mente (il cui rischio di causazione implica la rilevanza penale della condotta) è più ampia di quelle concernenti l’imputabilità o i fatti di lesione personale, estendendosi fino a comprendere ogni conseguenza rilevante sulla salute psichica del soggetto passivo, dallo stato d’ansia all’insonnia, dalla depressione ai disturbi del carattere e del comportamento.

Cassazione penale sez. VI, 07/02/2005, n.16491

Abuso dei mezzi di correzione: la nozione di malattia

In tema di abuso dei mezzi di correzione o di disciplina, la nozione di malattia nella mente (il cui rischio di causazione implica la rilevanza penale della condotta) è più ampia di quelle concernenti l’imputabilità o i fatti di lesione personale, estendendosi fino a comprendere ogni conseguenza rilevante sulla salute psichica del soggetto passivo, dallo stato d’ansia all’insonnia, dalla depressione ai disturbi del carattere e del comportamento.

Cassazione penale sez. VI, 16/02/2010, n.18289

Abuso dei mezzi di correzione o di disciplina: l’insonnia

In tema di abuso dei mezzi di correzione o di disciplina, la nozione di malattia è più ampia di quella del fatto di lesione personale, estendendosi fino a comprendere ogni conseguenza rilevante sulla salute psichica del soggetto passivo, quali stato d’ansia, insonnia, disagio psicologico, disturbi del carattere ed alimentari.

Cassazione penale sez. VI, 22/01/2020, n.7969

Insonnia e divieto di detenere armi e munizioni

È illegittimo il divieto di detenere armi e munizioni ove non risulti precisata, alla luce della natura del farmaco assunto e del disturbo (mera insonnia) da curare, l’incidenza che la sua assunzione potrebbe riflettere sull’idoneità psico-fisica del ricorrente, quale presupposto per detenere armi e munizioni in condizioni di sicurezza ed affidabilità: né può ritenersi sufficiente, al fine di giustificare una valutazione d’inidoneità psico-fisica dell’interessato, il generico riferimento allo psicofarmaco assunto, a meno che esso non possieda una specifica ed intrinseca attitudine riduttiva delle condizioni psico-fisiche che devono richiedersi al detentore di armi affinché il loro possesso non sia foriero di rischi per l’incolumità del detentore e dei terzi, oltre che, più in generale, per le esigenze di ordine e p.s. tutelate dall’amministrazione, attitudine in ordine alla quale, tuttavia, è compito di quest’ultima fornire, nel contesto motivazionale del provvedimento negativo, persuasivi elementi probatori: onde, nella rinnovazione del provvedimento nella specie annullato, la p.a. dovrà verificare se si siano verificati mutamenti nella situazione dell’interessato e, in particolare, se perduri l’assunzione dei farmaci determinante il provvedimento impugnato, oltre che valutare ogni altra eventuale circostanza sopravvenuta, di carattere oggettivo e soggettivo.

T.A.R. Parma, (Emilia-Romagna) sez. I, 12/04/2011, n.110

Turbamento psichico e insonnia del lavoratore

In caso di esposizione ad agenti patogeni, il dipendente, che abbia reso prestazioni lavorative in ambiente inquinato, può ottenere il risarcimento del danno morale anche se non ha contratto alcuna malattia, ma la prospettata condizione di sofferenza e di disagio non può essere desunta dalla mera prestazione lavorativa, spettando allo stesso dimostrare, secondo i generali principi che regolano l’onere della prova in materia di responsabilità aquiliana, di aver subito un turbamento psichico che, al pari di qualsiasi altro stato interiore, assume rilievo quando ricorrono elementi obiettivi riscontrabili, desumibili da altre circostanze di fatto esterne, quali la presenza di malattie psico-somatiche, insonnia, inappetenze, disturbi del comportamento o altro.

Cassazione civile sez. lav., 17/11/2017, n.27324

Abuso dei mezzi di correzione: la salute psichica del soggetto

La nozione di malattia ai fini del reato di abuso dei mezzi di correzione o di disciplina è più ampia di quelle concernenti l’imputabilità o il reato di lesione personale, comprendendo ogni conseguenza rilevante sulla salute psichica del soggetto passivo, dallo stato d’ansia, all’insonnia, dalla depressione, ai disturbi del carattere e del comportamento.

Cassazione penale sez. VI, 13/04/2016, n.19850

Prestazione lavorativa in ambiente inquinato: turbamento psichico 

La situazione di turbamento psichico conseguente al proseguimento della prestazione lavorativa in ambiente inquinato, se non può formare oggetto di prova diretta, al pari di qualsiasi altro stato psichico interiore del soggetto, può essere tuttavia desunta da altre circostanze di fatto esterne, quali la presenza di malattie psico-somatiche, insonnia, inappetenze, disturbi del comportamento o altro.

Conseguentemente, il lavoratore che, impiegato in cantiere esposto all’inalazione di polveri di amianto, chiede il risarcimento dei danni per l’esposizione ad agenti patogeni, pur non avendo contratto alcuna malattia, non è liberato dalla prova di aver subito un effettivo turbamento psichico e questa prospettata situazione di sofferenze e disagio non può essere desunta dalla mera prestazione lavorativa in ambiente inquinato.

(Principio affermato in controversia in cui i lavoratori deducevano che il patema d’animo causato dalla consapevolezza della seria e concreta esposizione ultratrentennale all’amianto non poteva essere oggetto di accertamento o di riscontro medico legale, ma poteva essere desunto dai dati di comune esperienza; la S.C. ha confermato la decisione della corte territoriale che aveva respinto la domanda di risarcimento per non avere i lavoratori fornito alcuna prova in ordine alla gravità dell’evento ed all’asserito turbamento, né alla dipendenza causale del turbamento dall’esposizione all’agente patogeno) .

Cassazione civile sez. lav., 06/11/2006, n.23642

Sindrome psicotica neurotica con insonnia da causa di servizio

Deve essere respinta la domanda tendente ad accertare che l’infermità sofferta dal lavoratore (nella specie, sindrome psicotica neurotica con insonnia) derivi da causa di servizio, con conseguente condanna del datore al pagamento delle somme dovute a tale titolo, allorchè manchi un’adeguata e sufficientemente puntuale descrizione dei fatti che avrebbero generato la patologia nonché l’allegazione del nesso di causalità tra i fatti asseritamente verificatesi sul luogo di lavoro e le patologie riscontrate, risultando insufficiente una generica affermazione dell’esistenza di un ambiente ” ostico “.

Cassazione civile sez. lav., 04/04/2016, n.6495



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3 Commenti

  1. In questo periodo di Coronavirus, la mia insonnia è decisamente peggiorata… Dormo ed ho dormito pochissimo. A parte la preoccupazione per questa pandemia, avevo mille pensieri che affollavano la mia testa, tra cui quelli per i miei cari lontani che hanno dovuto affrontare alcuni problemi di salute oppure per chi ha avuto infarto, che ha diabete e altre gravi situazioni patologiche che sicuramente sarebbero stati più esposti al rischio di contagio da coronavirus.

  2. Ormai, io e l’insonnia conviviamo da mesi. Mi sono abituata ed ora cerco di sfruttare il tempo in cui non riesco a dormire per fare qualcosa a cui non riesco a dedicarmi durante la giornata. Tipo piccole faccende domestiche… Certo, poi un po’ ne risento, però mi concedo il riposino pomeridiano

  3. Ma chissà se il sonno che non riesco a fare durante la notte posso recuperarlo prima o poi?! Prima facevo il barista nelle discoteche, ora sono in pausa da un po. Lavoro in un bar. Prima stavo tutta la notte a lavorare e tornavo all’alba e le giornate erano capovolte per me. Ovviamente, il sonno che fai la notte non è lo stesso di quello che fai durante la giornata. Ne ho risentito per un po’, eprò durante questa pandemia ho ripreso le vecchie sane abitudini, anche perché non potevo lavorare. Quindi, ora ho valutato un po’ di cose e penso che continuerò a lavorare nei bar di giorno…

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