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Come contestare una multa online

15 Maggio 2020 | Autore: Alberto Melotto
Come contestare una multa online

Se hai ricevuto una multa che ritieni ingiusta potrai contestarla direttamente dal pc di casa senza l’assistenza di un avvocato.

A tutti sarà capitato almeno una volta di ricevere una multa, ossia l’ordine di pagare una somma di denaro entro il termine di 60 giorni. Viene comunemente definito «multa» il verbale consegnato da polizia o carabinieri subito dopo una trasgressione al codice della strada o che viene recapitato a casa dopo qualche settimana.

La multa è irrogata da un’autorità amministrativa e non da un giudice. In altre parole, il giudice irroga una sanzione al termine di un processo, mentre l’autorità amministrativa commina la sanzione senza un processo, il quale può svolgersi solo se il cittadino ritiene la sanzione non corretta e la impugna. Se hai ricevuto una multa e la ritieni non corretta, devi contestarla per sperare che venga annullata. Ricorrere contro una multa è rischioso perché se il tuo ricorso viene rigettato ti troverai a dover pagare una somma molto più alta di quella che pagheresti accettando il verbale di contestazione.

Tuttavia, se sei sicuro di avere ragione e vuoi ottenere l’annullamento della sanzione senza rivolgerti ad un avvocato, qui ti spiegheremo come contestare una multa online. Ciò è possibile innanzitutto inviando un ricorso al prefetto mediante una semplice pec: tuttavia questa soluzione richiede il possesso di una casella di posta elettronica certificata, che non tutti hanno. Infatti, solo professionisti ed imprenditori sono tenuti per legge ad averla, mentre gli altri cittadini possono aprire un account di posta elettronica certificata solo se vogliono.

Un rimedio accessibile a tutti è costituito, invece, dal ricorso al giudice di pace: ora il ricorso può essere compilato ed inoltrato direttamente online e senza l’assistenza di un avvocato. Puoi, dunque, opporti ad una multa direttamente dal tuo pc, senza l’ausilio di un professionista e a costi bassissimi o pari a zero.

Cos’è la multa?

La sanzione che viene disposta in seguito alla violazione di una norma del codice della strada viene comunemente definita «multa». In realtà tale termine è improprio, perché la multa tecnicamente consiste in una sanzione penale, cioè una sanzione irrogata da un giudice al termine di un processo. Ciò che il codice della strada prevede invece è una sanzione amministrativa pecuniaria, ossia l’ordine di pagare una somma di denaro disposta da un’autorità amministrativa, senza alcun processo e senza alcun giudice.

Tuttavia, il termine multa è largamente diffuso nel linguaggio popolare e quindi lo utilizzeremo per indicare la sanzione che segue ad una violazione del codice della strada. Le multe vengono irrogate direttamente dagli organi accertatori, quali vigili urbani, polizia stradale e carabinieri e può essere consegnata al trasgressore subito dopo la violazione o a distanza di qualche settimana. Il codice della strada prevede che primariamente debba avvenire la contestazione immediata della trasgressione.

Nel caso in cui ciò non sia possibile, la contestazione può essere inviata al trasgressore anche successivamente. Pensa, ad esempio, il verbale di accertamento. In ogni caso, però, la comunicazione della violazione non può avvenire oltre 90 giorni dal fatto. La notifica tardiva, dunque, può essere un valido motivo per fare annullare una multa.

Cosa posso fare contro una multa?

Se ti è stata notificata una multa per la violazione di una norma del codice della strada, hai a disposizione essenzialmente due strumenti:

  • il ricorso al giudice di pace entro 30 giorni dalla notifica del verbale di accertamento;
  • il ricorso al prefetto entro 60 giorni dalla notifica.

In caso di contestazione immediata, il momento della notifica coincide con la trasgressione. In caso invece di contestazione successiva, il termine da cui contare i giorni per proporre il ricorso coincide con il giorno in cui ti è arrivata a casa la contestazione.

I ricorsi contro le multe non sempre sono convenienti: essi ti possono esporre a spese legali e soprattutto ti espongono al rischio, nel caso in cui vengano rigettati, di dover pagare una sanzione molto più alta di quella originaria.

La multa può essere pagata nella misura:

  • del minimo previsto dalla legge se il pagamento avviene entro 60 giorni;
  • nella misura del minimo ridotto di un’ulteriore 30 % se il pagamento avviene entro 5 giorni dalla contestazione [1]. Questa possibilità però non è sempre prevista.

La facoltà di pagare la sanzione in misura minima o ridotta è preclusa in caso di proposizione di un ricorso. In tale evenienza, il ricorrente sarà condannato a pagare:

  • nel caso di rigetto del ricorso al giudice di pace, una somma compresa tra il minimo ed il massimo previsto dalla legge per la violazione commessa, oltre le spese legali;
  • nel caso di rigetto di ricorso al prefetto, una somma pari al doppio del minimo previsto dalla legge, oltre le spese del procedimento.

Facciamo un esempio.

se entri con la tua automobile in una zona a traffico limitato senza permesso, il codice della strada prevede una sanzione compresa tra 83 euro e 328 euro. Se la paghi entro 5 giorni potrai cavartela con il pagamento di soli 58 euro (il minimo ridotto del 30 %), oltre le spese di notifica del verbale di accertamento. Se la paghi entro 60 giorni, la sanzione sarà pari al minimo, ossia 83 euro oltre le spese di notifica. Se proponi ricorso al giudice di pace e poi il giudice ti dà torto, potrai essere costretto a pagare una somma compresa tra 83 euro e 328 euro oltre alle spese legali. Se proponi, invece, ricorso al prefetto e ti va male sarai obbligato a pagare la somma di 166 euro (pari al doppio del minimo) oltre le spese del procedimento.

In poche parole, contestare una multa senza avere argomenti, ma solo per guadagnare tempo può essere molto costoso.

Come si presenta il ricorso al prefetto?

Il ricorso al prefetto deve essere proposto entro 60 giorni dalla notifica della contestazione ed è alternativo al ricorso al giudice di pace. Se hai già pagato la multa o se hai già proposto ricorso al giudice di pace, non potrai più ricorrere al prefetto. Il ricorso è particolarmente conveniente perché può essere inoltrato:

  • con posta elettronica certificata, senza nemmeno sostenere i costi di una raccomandata. Ai sensi del codice dell’amministrazione digitale, infatti, la pec equivale in tutto e per tutto ad una raccomandata con ricevuta di ritorno. I siti istituzionali di alcune prefetture italiane già prevedono espressamente la possibilità dell’invio telematico, indicando anche l’indirizzo pec al quale inviare il ricorso: in ogni caso il ministero dell’Interno con una sua circolare ha invitato anche le altre prefetture ad aggiornare i loro siti istituzionali, in modo da offrire al cittadino un’adeguata informazione circa i rimedi contro una multa [2]. La pec può essere inviata all’indirizzo risultante sul sito istituzionale della prefettura competente, che corrisponde a quella del luogo in cui è avvenuta la violazione. Il ricorso deve essere necessariamente firmato con firma digitale oppure firmato in modalità cartacea e scansionato in formato pdf allegandolo alla pec;
  • senza la necessaria assistenza di un avvocato. Questo rende il ricorso al prefetto una procedura molto economica. La legge non richiede particolari requisiti di forma per il ricorso: l’importante è che la multa contestata sia chiaramente individuata, che siano indicato i motivi per cui si ritiene la sanzione errata e che il ricorso sia firmato dal ricorrente.

Per agevolare il cittadino alcune prefetture hanno predisposto un fac simile e alcuni modelli precompilati sono reperibili anche online (leggi Modello ricorso al prefetto).

Vantaggi ricorso al prefetto

Il ricorso al prefetto:

  • è economico e facile da presentare;
  • il rigetto del ricorso può essere poi impugnato davanti al giudice di pace;
  • prevede dei termini perentori per la sua decisione: ciò significa che se il prefetto non si esprime entro il termine massimo di 180 giorni dalla presentazione del ricorso, questo si intende accolto. Puoi dunque anche sperare che il prefetto, oberato di ricorsi, si dimentichi di darti una risposta entro 180 giorni: in questo caso, la multa si intende annullata.

Svantaggi ricorso al prefetto

Gli svantaggi della procedura sono i seguenti:

  • il prefetto non è un’autorità terza ed imparziale, ma è il superiore gerarchico dell’organo accertatore che ha irrogato la sanzione;
  • in caso di rigetto, la sanzione raddoppia;
  • il procedimento davanti al prefetto non è un processo e quindi le prove che si possono portare a proprio sostegno sono limitate. Ad esempio, non potrai portare testimoni, ma solo documenti scritti.

Come si presenta il ricorso al giudice di pace?

In alternativa al ricorso al prefetto, puoi impugnare la multa presso il giudice di pace del luogo dove è stata commessa la violazione entro il termine di 30 giorni dalla notifica della contestazione. I vantaggi di questa procedura sono:

  • a decidere è un giudice, terzo ed imparziale;
  • la controparte, ossia il prefetto, dovrà esibire al giudice la documentazione su cui si fonda l’accertamento: in questo modo tu potrai fin da subito impostare la tua difesa «a carte scoperte»;
  • potrai portare ogni prova, anche testimoniale.

Il ricorso al giudice di pace ti può però sembrare sconvieniente perché più costoso del ricorso al prefetto, ma in realtà può non essere così. Il ricorso può essere presentato:

  • online, tramite il portale dei servizi telematici del giudice di pace;
  • senza l’assistenza obbligatoria di un avvocato [3].

In altre parole, anche il ricorso al giudice di pace potrà essere da te proposto da solo, senza un avvocato e direttamente dal pc di casa. Tuttavia, è opportuno precisare che dovrai comunque portare materialmente o spedire per posta al giudice competente la nota di iscrizione a ruolo (una sorta di ricevuta di presentazione del ricorso).

Per proporre il ricorso online occorre:

  • •  recarsi sul sito e selezionare l’ufficio del giudice di pace competente (corrispondente a quello del luogo dove è avvenuta l’infrazione);
  • cliccare «compila il ricorso > opposizione a sanzione amministrativa» nella stringa di sinistra;
  • compilare il modulo con i propri dati personali. È opportuno indicare di voler ricevere informazioni sul ricorso e quindi specificare il proprio indirizzo email (e indirizzo pec se posseduto). Questo permette di ricevere una comunicazione ogniqualvolta vi sia un aggiornamento nel procedimento (per esempio, ti verrà comunicato a quale giudice è stata assegnata la causa e quando è fissata la prima udienza ecc.). Ad ogni schermata cliccare su «avanti»;
  •  nella schermata successiva, nell’oggetto del ricorso selezionare l’opzione «violazione al codice della strada» e alla voce «si vuole compilare anche il ricorso?» impostare l’opzione «sì»;
  • il modulo successivo è settato di default su alcune impostazioni base che possono essere considerate già di per sè sufficienti. Tuttavia, è consigliabile specificare di richiedere la sospensione del termine di pagamento del verbale di accertamento in attesa della decisione del giudice. Le richieste da fare al giudice sono già preimpostate, si può eventualmente aggiungere la richiesta di condanna della controparte al pagamento delle spese processuali. Inoltre si possono specificare ulteriori elementi di prova (documenti e testimoni) che si intende sottoporre all’attenzione del giudice. Occorre invece obbligatoriamente indicare i motivi del ricorso, ossia le ragioni per cui si ritiene che l’accertamento della violazione non sia corretto e occorre allegare la scansione del verbale impugnato;
  • nella schermata successiva occorre indicare gli estremi identificativi della multa contestata (numero, autorità emittente, data di contestazione, data di notifica ecc.);
  • al passaggio successivo si devono specificare i dati della controparte. Per violazioni al codice della strada la controparte sarà il prefetto del luogo della trasgressione;
  • nell’ultimo passaggio occorrerà indicare l’importo della sanzione e l’ammontare del contributo unificato, ossia una tassa da versare allo Stato per l’instaurazione del ricorso. Questo sarà dunque l’unico costo sostenuto per presentare il ricorso al giudice di pace, sempre che tu decida di non avvalerti della prestazione di un professionista;
  • terminata la procedura ti verrà fornito un numero di registrazione e ti verrà inviato un link dove stampare i documenti generati con la procedura online. Occorrerà poi stampare la nota di iscrizione a ruolo ed il ricorso; quest’ultimo va sottoscritto in originale in 5 copie, le quali vanno presentate, unitamente alla nota di iscrizione a ruolo e ad una copia dei documenti alla cancelleria del giudice di pace competente. In alternativa, questi possono essere spediti con raccomandata, ma sempre nel termine di 30 giorni dalla notifica del verbale.

Una volta completata l’iscrizione, sarà possibile tenere costantemente monitorato lo stato del ricorso in due modi:

  • mediante le email di aggiornamento che verranno inoltrate dalla cancelleria;
  • mediante accesso al portale servizi telematici del ministero della giustizia. A tale portale si potrà accedere anche tramite apposita app, denominata «giustizia civile»: inserendo nella app i dati del procedimento che ti saranno stati forniti dal sistema di registrazione ti sarà possibile consultare lo stato della causa in ogni momento e salvare in agenda la data d’udienza.


Di Alberto Melotto

note

[1] Art. 202 cod. strada.

[2] Circolare ministero dell’interno, prot. n. 17166 dell’11.11.2014.

[3] Art. 7 co. 8 D. Lgs. 150/2011.


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