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Registro cattivi pagatori

9 Agosto 2020 | Autore:
Registro cattivi pagatori

Tutto quello che serve sapere sulla blacklist nella quale vengono iscritte le persone che le banche considerano poco affidabili.

In tempi di crisi come quelli attuali, può succedere di non riuscire più a pagare un mutuo o un prestito e di trovarsi iscritti nella “lista nera” delle banche, un elenco di soggetti ai quali gli istituti di credito rifiutano i finanziamenti. Per potersi adeguatamente difendere e, possibilmente, evitare che ciò accada è bene sapere a cosa ci si riferisce quando si parla di registro dei cattivi pagatori e quali sono le norme che banche e finanziarie devono seguire prima di iscrivervi un debitore.

Cosa si intende per registro dei cattivi pagatori?

Il registro dei cattivi pagatori è un elenco, consultabile dagli Istituti di credito, nel quale vengono iscritti coloro che non rimborsano regolarmente le rate di un finanziamento o non le pagano affatto.

Esistono due tipi di elenchi tra i quali non bisogna fare confusione. Essi, infatti, hanno funzioni diverse, e diversi sono i presupposti perchè vi si venga iscritti. Precisamente, bisogna distinguere tra:

  • gli elenchi gestiti dalle Società di informazioni bancarie (dette Sic). Qui vengono inseriti i nominativi di coloro che chiedono finanziamenti agli Istituti di credito, a prescindere dal fatto che poi li rimborsino o meno regolarmente;
  • la Centrale rischi della Banca d’Italia (detta Cr). Qui vengono registrati coloro che, ottenuto un finanziamento, sono in ritardo nel rimborso di un certo numero di rate oppure hanno del tutto interrotto i pagamenti. E’ questo il vero e proprio registro dei cattivi pagatori.

Vediamo a cosa servono questi due tipi di elenchi, in quali casi avviene l’iscrizione in ognuno di essi e per quanto tempo vi si rimane inseriti.

A cosa servono gli elenchi delle Sic?

Le Società di informazione creditizia sono delle società private (come ad esempio Crif, Experian, Consorzio tutela credito, Assilea) che tengono degli elenchi nei quali vengono iscritti tutti coloro che accedono a un finanziamento.

I dati che vengono inseriti negli elenchi sono i seguenti:

  • la semplice richiesta di finanziamento a una banca o una finanziaria;
  • l’eventuale rifiuto del finanziamento o la rinuncia da parte del richiedente;
  • la concessione del finanziamento;
  • il regolare pagamento delle rate da parte del debitore;
  • ogni ritardo nel pagamento delle rate, anche se di piccola entità.

Come vedi, negli elenchi tenuti dalle Sic vengono inserite tutte le notizie riguardanti i finanziamenti. Quindi vi vengono iscritti anche coloro che pagano le rate con regolarità. Si tratta di informazioni utili per gli Istituti di credito. Quando, infatti, una persona si rivolge a una banca o a una finanziaria per avere denaro in prestito, è facile accertare se si tratta di un soggetto che fa fronte ai suoi impegni con puntualità. In presenza di pagamenti regolari sarà più facile ottenere un finanziamento; al contrario, ciò sarà più difficile per chi risulta poco preciso nel rimborsare le rate.

Questi elenchi consentono, inoltre, di fare un’altra valutazione, riguardante anche i debitori puntuali nei pagamenti. Consultandoli è infatti possibile sapere se una persona ha più finanziamenti in corso. In tal caso, l’Istituto di credito potrebbe rifiutare di prestarle altro denaro, ritenendo impossibile che, con il suo reddito, possa sostenere il pagamento di diverse rate.

Per rendere meglio l’idea ti faccio un esempio.

Anna si reca presso una finanziaria, chiedendo un prestito per l’acquisto di alcuni elettrodomestici. La finanziaria, come sempre avviene, le chiede i documenti necessari a dimostrare il suo reddito, dai quali risulta che percepisce uno stipendio di 1.500 euro mensili. Facendo una ricerca negli elenchi delle Sic l’Istituto di credito rileva che Anna ha in corso un mutuo per l’acquisto della casa e un finanziamento che ha utilizzato per comprare l’auto; in totale paga già 800 euro al mese, anche se è molto puntuale nel farlo. La finanziaria quindi, ritenendo che lo stipendio di Anna non sia sufficiente a sostenere il pagamento di un’altra rata, le nega il finanziamento.

Se ci fai caso, si tratta di un sistema che tutela gli Istituti di credito, ma anche i debitori, che così evitano di assumere impegni oltre le loro possibilità.

Come avviene l’iscrizione negli elenchi delle Sic?

L’iscrizione negli elenchi delle Sic avviene su segnalazione di banche e finanziarie, che periodicamente segnalano le richieste di finanziamento che ricevono e tutte le vicende  ad esse relative: accettazione, rifiuto, rinuncia, pagamenti, ritardi.

Per quanto riguarda le segnalazioni negative, l’iscrizione avviene anche per importi minimi e per piccoli ritardi. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione [1], secondo cui la funzione di questi elenchi è esclusivamente quella di informare gli Istituti di credito sul comportamento complessivo del debitore e non ha gravi conseguenze a carico di quest’ultimo.

In definitiva, la banca o la finanziaria potrebbe considerare un ritardo nel pagamento di una o due rate come un episodio non grave, che non esclude l’affidabilità del debitore, e decidere di dargli ulteriore credito. Pensa al caso del lavoratore dipendente che riceve in ritardo lo stipendio: questo non gli consente di pagare puntualmente le rate di un mutuo, ma ciò non significa che si tratti di un soggetto poco affidabile.

Il Garante per la privacy [2] ha stabilito che la segnalazione deve essere preceduta da una comunicazione dell’Istituto di credito al debitore, fatta mediante sms: ciò gli può consentire di affrettarsi ad effettuare il pagamento.

Come cancellarsi dagli elenchi delle Sic?

La cancellazione dei dati contenuti negli elenchi delle Sic non avviene su richiesta degli interessati, ma automaticamente, decorso un certo periodo di tempo. In particolare, per quanto riguarda le iscrizioni “negative”, relative a ritardi nei versamenti delle rate, la cancellazione avviene trascorsi 12 mesi dalla data in cui l’Istituto di credito ha comunicato che il debitore ha effettuato il versamento di quanto dovuto.

A cosa serve la Centrale rischi di Bankitalia?

La Centrale rischi della Banca d’Italia, a differenza degli elenchi tenuti dalle Sic, è un vero e proprio registro di cattivi pagatori. Infatti, vi vengono iscritti coloro che sono gravemente in ritardo nel pagamento delle rate di un finanziamento.

Come avviene l’iscrizione nella Centrale rischi?

La segnalazione da parte degli Istituti di credito non può  avvenire per il ritardo nel pagamento di una o due rate. Occorre, secondo la Cassazione [3], che vi sia una condizione di insolvenza del debitore, vale a dire una situazione di grave difficoltà economica non risolvibile, tale da escludere che l’interessato possa regolarizzare i pagamenti.

Sempre secondo la Suprema Corte, la banca o la finanziaria, prima di procedere alla segnalazione, deve avvisare il debitore con una raccomandata a.r., dandogli un termine per provvedere al versamento di quanto dovuto.

Le suddette precauzioni dipendono dalle gravi conseguenze che la segnalazione comporta per il debitore: l’impossibilità assoluta di ottenere finanziamenti o fidi sul conto corrente, oltre al divieto di utilizzare la carta di credito e di emettere assegni.

Come cancellarsi dal registro dei cattivi pagatori?

Anche nel caso della Centrale rischi di Bankitalia, la cancellazione avviene automaticamente, al verificarsi di certe condizioni.

A cancellazione avvenuta, tuttavia, devono trascorrere tre anni perchè un nominativo non sia più visibile dagli Istituti di credito. Questi ultimi, infatti, possono accedere ai dati dell’ultimo triennio. Per capire questo meccanismo facciamo l’esempio di un debitore che chiameremo Franco. Quest’ultimo viene cancellato dall’elenco nel 2019, ma una banca che consulta la Centrale rischi nel 2020 può apprendere che Franco, fino a una certa data, vi era iscritto. Infatti, ha la possibilità di accedere ai dati degli anni precedenti, fino al 2017.

Le situazioni che comportano la cancellazione sono le seguenti:

  • il pagamento, da parte del debitore o di altre persone, dell’intera somma dallo stesso dovuta;
  • la circostanza che il debitore abbia cominciato a rimborsare il finanziamento, anche in parte. Ciò fa presumere che egli non si trovi più in una condizione di insolvenza;
  • la rinuncia, da parte della banca o della finanziaria, al recupero del credito, qualora ciò sia considerato impossibile o almeno molto difficile. Si pensi al caso di un debitore che non possiede nessun bene da pignorare;
  • il ricorso, da parte del debitore, alla procedura prevista dal Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza [4] (codiddetta esdebitazione), che consente, in molti casi, di ridurre considerevolmente l’importo dei propri debiti;
  • l’avvenuta prescrizione del credito della banca o della finanziaria. La prescrizione è l’estinzione di un diritto come conseguenza del decorso del tempo [5]. Nel caso specifico, perchè ciò avvenga devono passare 10 anni dalla scadenza di ciascuna rata non pagata. Occorre inoltre che l’Istituto di credito non abbia inviato al debitore una formale richiesta di pagamento: in tal caso infatti la prescrizione si interrompe e ricomincia a decorrere per intero dalla data di ricezione della richiesta;
  • la cessione del credito a terzi da parte della banca o della finanziaria. In tal caso vi è una società che acquisisce il credito (pagando un corrispettivo), confidando nella possibilità di poterlo recuperare.

Mi hanno iscritto come cattivo pagatore: cosa posso fare?

Se sei stato iscritto nel registro dei cattivi pagatori perchè gravemente in ritardo nel rimborso di un finanziamento, non puoi chiedere l’immediata cancellazione; devi prima attivarti in uno dei seguenti modi:

  • pagare il tuo debito, in tutto o per buona parte, o trovare un amico o un familiare che accetti di farlo per te;
  • ricorrere alla procedura di esdebitazione di cui ti ho parlato sopra.

Se non hai la possibilità di attuare una delle suddette soluzioni, devi aspettare che il credito vada in prescrizione e, nel frattempo, augurarti che la banca rinunci a recuperarlo o lo ceda.

Può anche essere però che la segnalazione del tuo nominativo sia avvenuta per errore; oppure che l’Istituto di credito non ti abbia fatto prima una formale richiesta di pagamento con raccomandata. In tal caso, puoi agire per ottenere l’immediata cancellazione dal registro dei cattivi pagatori e il risarcimento del danno. A tal fine, puoi rivolgerti al giudice, oppure, con una procedura certamente meno costosa, all’Arbitro Bancario Finanziario, un organismo indipendente competente a decidere le controversie con gli Istituti di credito.


note

[1] Cass. sent. n. 7958/2008.

[2] Provv. n. 163 del 12.09.2019.

[3] Cass. sent. n. 7958/2008.

[4] D. Lgs. n. 14/2019.

[5] Art. 2934 e ss. cod. civ.


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