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Certificato di consistenza per successione

15 Maggio 2020 | Autore:
Certificato di consistenza per successione

Alla dichiarazione di successione va allegata la dichiarazione di consistenza dei rapporti bancari o postali del defunto.

Quando una persona muore il suo patrimonio cade in successione. Ciò significa che tutti i suoi beni, sia mobili sia immobili, passano agli eredi, i quali sono obbligati a comunicare all’Agenzia delle Entrate il subentro nel patrimonio del defunto attraverso la presentazione della dichiarazione di successione.

La dichiarazione di successione va presentata nel luogo dell’ultimo domicilio del defunto entro 12 mesi dall’apertura della successione, che di solito coincide con la data del decesso. Alla dichiarazione bisogna allegare una copiosa documentazione nella quale è ricompreso anche il certificato di consistenza per successione, che viene rilasciato dalla banca o dall’ufficio postale del quale il defunto era cliente. Con la morte si ha il blocco dell’operatività dei rapporti bancari o postali intestati alla persona deceduta.

Pertanto, gli eredi possono ottenere lo svincolo delle somme ereditate o la consegna dei beni detenuti solo se forniscono prova dell’avvenuta presentazione della dichiarazione di successione, portandone una copia in banca o alla posta.

Cos’è il certificato di consistenza per successione

Il certificato di consistenza per successione è una dichiarazione che contiene la descrizione dei rapporti (conti correnti, depositi a risparmio, deposito di titoli, cassette di sicurezza ed ogni altro tipo di rapporto) che il defunto intratteneva con un istituto di credito o un ufficio postale con l’indicazione dei loro valori nominali e di mercato alla data del decesso.

Per quanto riguarda i conti correnti deve essere indicato il saldo a quella data nonché l’estratto conto con i movimenti risalenti ai 4 giorni antecedenti al decesso.

Per ottenere il rilascio di tale certificato gli eredi devono presentare in banca o all’ufficio postale:

  • il certificato di morte;
  • un atto notorio o una dichiarazione sostitutiva di atto notorio;
  • una copia autentica del testamento, se l’eredità è stata devoluta con testamento;
  • la fotocopia dei documenti di identità degli eredi.

La scelta tra la richiesta dell’atto notorio e la dichiarazione sostitutiva di atto notorio è rimessa all’istituto di credito o alla posta.

In particolare, la banca solitamente si accontenta della seconda quando si tratta di importi contenuti mentre esige il primo per importi di una certa consistenza. E’, quindi, utile interpellare l’istituto di credito per sapere in anticipo quale dei due documenti va presentato.

La documentazione sopra indicata viene richiesta al fine di verificare la legittimità dei soggetti che richiedono le informazioni sui rapporti con il defunto, cioè se questi sono effettivamente gli eredi. Una volta consegnata la documentazione la banca o la posta rilascia il certificato di consistenza da allegare alla dichiarazione di successione.

In cosa consiste l’atto notorio per il certificato di consistenza

Nel caso di patrimoni rilevanti, per il rilascio del certificato di consistenza è necessario presentare un atto notorio, in banca o presso l’ufficio postale.

L’atto notorio consiste in una dichiarazione che viene resa dagli eredi (dichiaranti) alla presenza di due testimoni (attestanti), avente ad oggetto stati, qualità personali o fatti che sono a diretta conoscenza dei dichiaranti stessi (ad esempio l’apertura della successione e l’individuazione degli eredi).

La dichiarazione va fatta sotto giuramento dinanzi a un pubblico ufficiale oltre che in presenza dei testimoni.

Gli attestanti devono essere maggiorenni e capaci di intendere e volere. Devono essere, altresì, estranei, cioè né parenti né affini dei dichiaranti e non devono avere alcun interesse all’atto stesso.

Chi è competente a ricevere l’atto notorio

Sono competenti a ricevere l’atto notorio i cancellieri dei tribunali, i notai o i sindaci.

Per quanto riguarda l’atto notorio richiesto in tribunale, i documenti da depositare in cancelleria sono:

  1. la fotocopia del documento di riconoscimento degli eredi;
  2. la fotocopia del documento di riconoscimento del defunto;
  3. le marche da bollo;
  4. la fotocopia dell’eventuale testamento;
  5. le fotocopie dei documenti di riconoscimento degli attestanti.

Quanto costa il rilascio dell’atto notorio

La spesa per il rilascio dell’atto notorio in tribunale è rappresentata dal costo delle marche da bollo da apporre sulle varie copie. Se è richiesto il rilascio con urgenza, la spesa è maggiore.

Nel primo caso, bisogna allegare alla richiesta:

  • 2 marche da bollo da 16 euro ciascuna;
  • 1 marca da bollo da 11,06 euro.

In caso di urgenza occorre portare 3 marche da bollo da 11,06 euro ciascuna o 1 sola marca da 33,18 euro oltre alle 2 marche da bollo da 16 euro ciascuna.

Se il rilascio dell’atto notorio è richiesto ad un notaio va pagata anche la prestazione del pubblico ufficiale.

Cos’è la dichiarazione sostitutiva per il certificato di consistenza

Nelle ipotesi di patrimoni poco consistenti l’atto notorio può essere sostituito da una dichiarazione sostitutiva di atto notorio, che consiste in una dichiarazione resa dagli eredi personalmente con firma autenticata da un pubblico ufficiale abilitato (ad esempio un notaio, un cancelliere, un segretario comunale, ecc.). Salvo esenzioni, per il rilascio di detta dichiarazione è necessario pagare l’imposta di bollo e gli eventuali diritti per l’autentica.

Se la dichiarazione sostitutiva deve essere presentata alle poste va sottoscritta dagli eredi davanti all’addetto oppure va presentata unitamente ad una fotocopia non autenticata dei loro documenti di identità. In tal caso non è dovuta l’imposta di bollo.

Qual è il termine per il rilascio del certificato di consistenza

Quando il certificato di consistenza deve essere rilasciato dalla banca è la legge che stabilisce il termine per l’adempimento. Più precisamente, gli eredi hanno diritto di ottenere, a proprie spese, entro un congruo temine e comunque non oltre 90 giorni, copia della documentazione inerente a singole operazioni poste in essere dal defunto negli ultimi dieci anni [1]. Per il rilascio vanno corrisposti solo i costi di produzione della documentazione.

Cosa succede in caso di ritardo della banca

Se la banca non ottempera nel termine di 90 giorni gli eredi possono presentare un esposto dalla Banca d’Italia, preferibilmente alla filiale dove l’intermediario ha la direzione generale. Ciò al fine di stimolare una risposta e soprattutto l’ottenimento della documentazione da parte della banca.

In caso di non ottemperanza, la banca può anche essere sanzionata dalla Banca d’Italia, quale organo di vigilanza del sistema bancario.

Come si presenta la dichiarazione di successione

Una volta ottenuto il rilascio del certificato di consistenza dalla banca o dall’ufficio postale gli eredi possono predisporre la dichiarazione di successione inserendo i dati ivi contenuti. In particolare dovranno essere riportati i rapporti bancari/postali intestati o cointestati al defunto ed il saldo alla data di decesso.

La dichiarazione di successione va presentata all’Agenzia delle Entrate per via telematica:

  1. direttamente dal contribuente, se abilitato all’uso di Fisconline;
  2. dagli intermediari abilitati come ad esempio dottori commercialisti, notai, consulenti del lavoro, Caf;

La presentazione può avvenire anche presso l’ufficio territorialmente competente per il successivo inoltro telematico.

Se gli eredi sono più di uno, l’obbligo di presentazione della dichiarazione di successione ricade su tutti ma è sufficiente che la stessa venga predisposta da uno solo di essi.

Dopo la presentazione, l’ufficio del servizio telematico effettua un controllo e, quindi, mette a disposizione una copia semplice della dichiarazione di successione, contenente gli estremi di registrazione e il protocollo telematico di acquisizione, che costituisce prova dell’avvenuta presentazione.

Il contribuente può comunque sempre richiedere in qualsiasi ufficio territoriale dell’Agenzia delle Entrate una copia conforme della dichiarazione, pagando i relativi oneri.

Cosa avviene dopo la presentazione della dichiarazione di successione

Successivamente alla presentazione della dichiarazione di successione, l’Agenzia delle Entrate calcola l’imposta di successione e previa correzione di eventuali errori materiali e di calcolo commessi nella determinazione della base imponibile, notifica agli eredi l’avviso di liquidazione, il quale contiene tutte le informazioni necessarie per il suo pagamento.

Come si calcola l’imposta di successione

Per conteggiare l’imposta di successione occorre quantificare l’asse ereditario, cioè l’eredità totale su cui va applicata.

In altre parole, occorre sommare il valore di tutti i beni mobili ed immobili che facevano capo al defunto (attivo ereditario) e dal totale lordo vanno detratte le passività rappresentate dai debiti del defunto, dalle spese mediche sostenute per suo conto dagli eredi negli ultimi 6 mesi di vita e dalle spese funerarie. Si ottiene così l’asse ereditario sul quale applicare le aliquote dell’imposta di successione. Infatti, a seconda del grado di parentela intercorrente con la persona deceduta e gli eredi sono previste aliquote diverse e anche delle franchigie.

Quindi, se il valore del patrimonio caduto in successione è inferiore a determinate soglie gli eredi non pagano l’imposta di successione.

Andando nel dettaglio:

  • per i coniugi e i parenti in linea retta (nonno, genitore, figlio, nipote)  è prevista una franchigia di 1.000.000 euro per ciascun erede. Se il valore dell’eredità supera la predetta franchigia (per ciascun erede) sulla parte eccedente è dovuta l’imposta nella misura del 4%;
  • per i fratelli e le sorelle la franchigia è di 100.000 euro (per ciascuno dei fratelli e delle sorelle); oltre tale limite di valore, sull’eccedenza si applica l’imposta di successione nella misura del 6%;
  • per i parenti fino al quarto grado, gli affini in linea retta e gli affini in linea collaterale fino al terzo grado non è prevista alcuna franchigia. Deve essere corrisposta l’imposta nella misura del 6% sul valore dei beni della quota ereditaria;
  • per tutti gli altri eredi non è prevista alcuna franchigia e l’imposta va corrisposta nella misura dell’8% sul valore dei beni ereditari;
  • per le persone portatrici di handicap gravi è prevista una franchigia fino a 1.500.000 euro, senza distinzione di grado, vi sia o meno un rapporto di parentela.

Se l’eredità comprende dei beni immobili vanno versate anche le imposte ipotecaria e catastale nella misura rispettivamente del 2% e dell’1% sul valore catastale dell’immobile (senza franchigia) con un versamento minimo di 200 euro.

Come si pagano le imposte di successione, ipotecaria e catastale

Il pagamento dell’imposta di successione avviene tramite il modello F24 allegato alla comunicazione dell’Agenzia delle Entrate presso gli agenti della riscossione, in banca o alla posta.

Il pagamento può essere effettuato anche tramite addebito in conto corrente. In tal caso va compilato un apposito modello scaricabile online sul sito dell’Agenzia delle Entrate e consegnato all’ufficio.

Le imposte ipotecaria e catastale vanno pagate prima della presentazione della dichiarazione di successione, utilizzando il modello F24. Ci sono da versare anche la tassa ipotecaria di 35,00 euro e l’imposta di bollo di 64,00 euro, che devono sempre comparire nel modello F24.


note

[1] Art. 119 co. 4 TUB (D. Lgs. n. 485/1993).


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