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Lo sai che? Come rivalutare l’assegno per il mantenimento dopo la separazione o il divorzio

Lo sai che? Pubblicato il 22 ottobre 2013

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> Lo sai che? Pubblicato il 22 ottobre 2013

L’importo del mantenimento dovuto al coniuge in caso di separazione o divorzio deve essere rivalutato per legge in base agli indici Istat.

Nel provvedimento con cui il giudice pronuncia la separazione o il divorzio dei coniugi e stabilisce la misura dell’assegno di mantenimento dovuto a una delle parti è anche specificato che l’importo dovrà essere rivalutato annualmente in base agli Indici Istat.

 

Cos’è la rivalutazione Istat?

Si tratta di un meccanismo di aggiornamento dell’importo (indicato in sentenza) relativo al mantenimento in favore del coniuge e/o della prole. Ovviamente il discorso che faremo qui innanzi vale per qualsiasi tipo di controversia come, ad esempio, con per i canoni di locazione.

Per quanto concerne il mantenimento, l’aggiornamento Istat costituisce un vero e proprio obbligo stabilito dalla legge [1] sul divorzio, ma che – per via analogica – viene esteso anche alla separazione.

 

Che funzione svolge?

La rivalutazione dell’assegno di mantenimento ha il duplice scopo:

– di adeguare l’importo dovuto al coniuge a un parametro che tiene conto del costo medio della vita, ossia del prezzo medio di un dato genere di beni (come pane, latte, eccetera) di solito rappresentativi del consumatore medio;

– di conservare il potere d’acquisto dell’assegno (ad esempio: se oggi con un euro si può acquistare un litro di latte fresco, il prossimo anno occorrerà un euro e dieci centesimi per lo stesso acquisto).

 

Cosa si rischia se non si rivaluta l’assegno?

A quest’obbligo, spesso, il coniuge tenuto a versare il mantenimento non dà la necessaria importanza, spesso limitandosi a versare all’ex solo l’importo indicato nel provvedimento di separazione o divorzio.

Si tratta di un grave errore. Il mancato versamento, infatti, della somma dovuta all’ex a titolo di rivalutazione dà diritto a quest’ultimo di rivolgersi a un avvocato per richiedere gli arretrati e gli interessi maturati sulle somme non versate nei cinque anni precedenti.

Se il coniuge obbligato non versa la somma rivalutata, l’altro potrà richiedergli il pagamento delle somme non versate senza dover chiedere al giudice di stabilire la misura di tale aggiornamento. In mancanza, l’avente diritto potrà agire in giudizio per vederseli riconosciuti (attraverso un atto di precetto e – in caso di mancato pagamento – attraverso una procedura espropriativa).

È consigliabile, perciò, adeguare in modo periodico la somma indicata in sentenza per non trovarsi, poi, a dover versare un importo che potrebbe risultare gravoso e inaspettato.

 

Quando va fatta la rivalutazione?

L’adeguamento deve essere fatto ogni anno a partire dal mese indicato dal provvedimento di separazione, di divorzio o modifica delle condizioni economiche di uno o dell’altra.

 

Come si effettua il calcolo

Per calcolare la rivalutazione dell’importo dovuto al coniuge, la legge prende come riferimento il parametro FOI, ossia l’indice dei prezzi al consumo per Famiglie di Operai e Impiegati [2] al netto dei consumi dei tabacchi.

Sono reperibili su internet molti programmi abilitati al calcolo automatico della rivalutazione; uno dei più semplici è http://www.rivaluta.it/assegno-di-mantenimento.htm  che è pubblicato dall’Istat; si tratta di un servizio gratuito online per il calcolo delle variazioni percentuali tra gli indici maggiormente utilizzati per i fini previsti dalla legge.

Sarà sufficiente inserire rispettivamente le date della consegna del primo assegno di mantenimento e quella per la quale si vuole ottenere la rivalutazione e richiedere il calcolo al programma.  Si otterrà, così, l’importo dovuto,  comprensivo di rivalutazione. Tale importo costituirà la base per calcolare la rivalutazione dell’anno successivo.

 

note

 

[1] Art. 5 comma 7, L. n.898 del 1.12.1970.

[2] La rivalutazione viene calcolata tenendo in considerazione l’indice FOI  pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale periodicamente e nel sito dell’ISTAT.


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8 Commenti

  1. Ho sempre versato l’assegno di mantenimento, e adeguato solo da questo mese, vi chiedo come si calcolano gli arretrati relativamente alla differenza non versata?

  2. devo rivalutare l’assegno di mantenimento di euro 200,00 che ho cominciato a corrispondere dal 10 luglio 2013. come devo fare il calcolo?
    grazie

  3. da febbrraio 2012 percepisco assegno di mantenimento figli pari a 400 come faccio a calcolare l’adeguamento a oggi mai versato e i relativi interessi?

  4. Da aprile 2003 verso assegno mantenimento per mia figlia di euro 280,00 ed ogni anno aumento l’assegno del 1,8%,trovandomi cosi ora a pagare 372,00. Sto sbagliando i calcoli?s’è si come si calcola?

  5. Dal gennaio 2013, devo riconoscere all’ ex un assegno di mantenimento per € 1.062,00.Quanto sara’ detto assegno rivalutato al 31.03.2017?. Grazie.

  6. Dal gennaio 2013, devo riconoscere all’ ex un assegno di mantenimento per € 1.062,00.Quanto sara’ detto assegno rivalutato al 31.03.2017?. Grazie.

  7. Salve sono Vincenzo G. come faccio a rivalutare l’assegno di mantenimento per i mei figli. ecome faccio a rivalutare l’assegno divorzile per la mia ex. grazie e saluti

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