Diritto e Fisco | Articoli

Quando c’è violazione del decoro architettonico

14 Maggio 2020
Quando c’è violazione del decoro architettonico

Condominio: quali opere possono alterare l’estetica del palazzo e quali invece sono consentite?

Una recente sentenza del tribunale di Roma [1] spiega quando c’è violazione del decoro architettonico secondo l’attuale interpretazione della giurisprudenza. 

La pronuncia può essere considerata una sorta di guida generale, volta a indicare quali interventi sono consentiti sulla facciata dell’edificio senza che gli altri condomini possano contestare l’alterazione dell’estetica del fabbricato. Estetica che, come noto, è tutelata dal codice civile tutte le volte in cui vengono eseguite opere sullo stabile che modificano le linee e le originarie forme della costruzione.

Il caso deciso dai giudici della capitale non è tanto importante quanto i principi di carattere generale che vengono dettati. La vicenda si riferisce ai proprietari di un appartamento posto all’ultimo piano che, senza alcuna autorizzazione del condominio, avevano realizzato una piccola scala di accesso alla terrazza posta a copertura dello stabile. L’opera era stata eseguita recidendo una parte della relativa ringhiera, determinando così un’alterazione della facciata. Il tribunale di Roma, nel ritenere che l’intervento fosse del tutto lecito perché di piccole dimensioni e di minimo impatto visivo, ne ha tratto l’occasione per spiegare quando c’è violazione del decoro architettonico. Ecco quali sono i punti essenziali della pronuncia.

Cos’è il decoro architettonico?

Quando si parla di decoro architettonico si intende l’estetica data allo stabile dall’insieme delle linee e delle strutture che lo caratterizzano e gli “regalano” una sua fisionomia armonica. 

Sono essenzialmente due le norme del codice civile che tutelano il decoro architettonico: 

La laconica definizione legale di decoro architettonico è stata integrata dalla giurisprudenza. La Cassazione ha spiegato che il decoro architettonico non è altro che l’estetica «data dall’insieme delle linee e delle strutture architettoniche che connotano il fabbricato e che gli imprimono una determinata, armonica fisionomia».

Se vuoi approfondire la definizione di decoro architettonico, ti consigliamo alcune delle nostre guide sull’argomento:

Quando c’è violazione del decoro architettonico?

A conclusione della sentenza richiamata in apertura, il tribunale di Roma spiega che l’alterazione del decoro si verifica nell’ipotesi in cui si realizzino opere che – pur modificando l’aspetto originario soltanto per alcuni elementi o punti dell’edificio – siano tali da riflettersi sull’insieme del suo aspetto. E ciò, a prescindere dall’eventuale pregio artistico dell’edificio. Sicché, anche un palazzo vecchio, di periferia o senza alcun pregio estetico può avere un suo decoro architettonico. Il decoro è, infatti, la conformità del palazzo alla sua originaria concezione. Ogni opera che realizzi il classico “pugno nell’occhio” rispetto all’uniformità del palazzo può essere considerata una violazione del decoro architettonico. 

A tal fine, quindi, una veranda abusiva o le tende di colore nettamente diverse dalle altre possono realizzare una violazione dell’estetica tanto in un edificio del centro storico quanto della periferia o di una zona residenziale. 

Il decoro architettonico non è quindi un concetto legato semplicemente al gusto o all’estetica, che sono chiaramente soggettivi (ad esempio, un architetto potrebbe ritenere bella un’opera che, per un altro, è troppo evidente), ma deriva dal raffronto – oggettivo – dell’opera in contestazione con l’intero edificio e con la sua originaria struttura.

La violazione del decoro architettonico viene valutata alla luce delle condizioni dello stabile al momento dell’opera in contestazione. Sicché, se lo stesso risulta essere stato interessato già da precedenti interventi che ne hanno alterato la fisionomia, non sarà certo l’ultimo di questi ad essere responsabile per l’alterazione. Sicché, in caso di un edificio già “snaturato” rispetto all’originaria struttura, non sarà così facile rivendicare la violazione del decoro architettonico.

I piccoli interventi non creano alterazione del decorso. Secondo i giudici romani, a pesare sulla bilancia è solo l’alterazione visibile e significativa della particolare struttura e della complessiva armonia che conferiscono all’edificio una propria specifica identità (parere questo già fornito in passato dalla Cassazione [2]). 

Ebbene, nella vicenda in oggetto, la realizzazione di una piccola scala inserita in prossimità di un’altra scala tesa ad accedere ad altro lastrico solare, non era (vista la situazione complessiva e la peculiarità della costruzione) affatto idonea ad alterare in senso peggiorativo le linee dello stabile o di una sua porzione, essendo le parti sommitali interessate arretrate rispetto alla strada e, quindi, non visibili. 


note

[1] Trib. Roma, sent. n. 3120 del 12.02.2020.

[2] Cass. sent. n. 14455/2009.


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube