Cronaca | News

Coronavirus: la linea di Conte sulle riaperture

14 Maggio 2020 | Autore:
Coronavirus: la linea di Conte sulle riaperture

Il premier vuole coinvolgere il Parlamento nelle decisioni: addio ai Dpcm, sì ai decreti legge. Novità in arrivo oggi sulla ripresa da lunedì.

Ci eravamo abituati a queste quattro lettere: Dpcm. Stanno per Decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Ci sono entrate nell’orecchio a forza di sentire Giuseppe Conte illustrare i provvedimenti restrittivi durante l’emergenza coronavirus. Misure che, appunto, entravano in vigore grazie ai vari Dpcm. D’ora in poi, non sarà più così: il premier vuole che, a partire dalla prossima settimana, sparisca questa formula e che eventuali ulteriori restrizioni piuttosto che le riaperture vengano decise con un decreto legge.

Così ha detto lo stesso Conte durante la conferenza stampa in cui ha presentato il decreto Rilancio: «Proporrò ai ministri di adottare un decreto legge, dovremo vedere la possibilità anche tecnica. Sarebbe la soluzione migliore per coinvolgere più intensamente il Parlamento e perché siamo in fase di allentamento». In altre parole: non preoccupatevi, non sarò più il solo a decidere.

La linea del presidente del Consiglio, dunque, è questa. E il suo obiettivo è quello di dare delle indicazioni sulle riaperture – con una o con l’altra formula – già domani, venerdì.

I presupposti per tracciare uno schema su quello che succederà da lunedì 18 maggio ci sono. Dopo le linee guida per bar, ristoranti e spiagge, ieri si sono aggiunte quelle per i parrucchieri. Tuttavia, possono essere riviste dalle Regioni, che hanno già avvisato: ogni territorio ha le sue peculiarità, si cercherà di essere il più flessibili possibile ma non è detto che se in una regione riapre un parrucchiere possa farlo quello di un’altra zona.

Molto dipenderà dai dati che verranno pubblicati oggi sull’andamento di questi primi giorni di fase 2, cioè dalla fine del lockdown il 4 maggio. Il governatore della Lombardia, Attilio Fontana, ha firmato ieri sera la sua ordinanza in cui, però, si parla solo dei vincoli per i datori di lavoro. Prescrizioni «più restrittive di quelle statali», che saranno valide dal 18 al 31 maggio. Tra queste, c’è la necessità di «sottoporre il personale, prima dell’accesso al luogo di lavoro, al controllo della febbre». Se la temperatura è superiore ai 37,5 gradi, non sarà consentito l’accesso o la permanenza nei luoghi di lavoro. Sulle riaperture, toccherà attendere. Anche se Fontana, come altri presidenti, vorrebbero già prendere qualche decisione entro sera. Se non altro, per dare la possibilità di organizzarsi e di attrezzarsi per bene a chi potrà eventualmente tirare su la serranda da lunedì.

A questo proposito, le ultime regole decise dall’Inail e dal Comitato tecnico-scientifico riguardano i parrucchieri. Potranno aprire anche nelle giornate in cui abitualmente sono chiusi, cioè la domenica e il lunedì. I centri sportivi non riapriranno prima del 25 maggio, mentre per lo spostamento da una regione all’altra bisognerà attendere il mese di giugno.



Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube