Diritto e Fisco | Articoli

Cambio merce in saldo

14 Maggio 2020
Cambio merce in saldo

È possibile ottenere la sostituzione di un prodotto acquistato con gli sconti?

Spesso, si legge sugli avvisi esposti all’interno dei negozi di abbigliamento, di elettrodomestici o di altri articoli al consumo, che la merce in saldo non si cambia. Ma è legittimo un comportamento del genere? 

Può il negoziante rifiutare il cambio merce in saldo se il prodotto è difettoso o se, trattandosi di un regalo non gradito (ad esempio, un vestito di una taglia più stretta), viene esibito lo “scontrino cortesia”?

Ecco cosa dice la legge a riguardo.

Ho comprato un articolo in saldo ma poi non andava bene: posso cambiarlo?

Il cambio della merce è previsto dalla legge, e quindi è un diritto dell’acquirente, solo se la ragione è costituita da un vizio preesistente o sopravvenuto alla vendita, ma comunque imputabile alla fabbricazione del prodotto stesso che, pertanto, deve ritenersi difettoso.

Il venditore è obbligato a fornire una garanzia per tutti i difetti di costruzione. Per legge tale garanzia è:

  • di 2 anni, tutte le volte in cui la vendita avviene da un’azienda nei confronti di un consumatore (ossia di chi acquista senza partita Iva, non per un uso destinato al lavoro). In tal caso, il consumatore deve denunciare il vizio entro 60 giorni dal giorno dell’acquisto. La denuncia non è dovuta se il venditore ha riconosciuto anche tacitamente l’esistenza del vizio;
  • di 1 anno in tutti gli altri casi (si pensi a chi chiede la fattura per scaricare l’acquisto dalle tasse). In tal caso, l’acquirente deve fare la denuncia dei vizi entro 8 giorni dal contratto.

Non è sufficiente che il bene funzioni, ma deve avere tutte le caratteristiche promesse dal venditore o indicate dall’etichetta o dallo spot pubblicitario.  

La garanzia si può esercitare anche senza scontrino, purché si dimostri il luogo e la data di vendita (ad esempio, con un estratto conto della carta di credito o del bancomat). 

Dunque, la legge non riconosce il diritto al consumatore di ottenere il cambio della merce per un semplice errore di taglia o per un ripensamento. E ciò vale sia per i prodotti in saldo che per quelli non in saldo.

È chiaramente facoltà del venditore prevedere trattamenti differenti, anche in relazione al rapporto che si instaura con alcuni clienti. Ciò a titolo di cortesia o di politica commerciale, per ingraziarsi i clienti. 

Il venditore potrebbe pertanto garantire il cambio della merce a semplice richiesta, a prescindere dall’esistenza di vizi, subordinando tale possibilità all’esibizione di uno scontrino e/o al pagamento del prodotto a prezzo pieno. Di converso, può anche – e legittimamente –negare il cambio della merce in saldo senza che tale scelta possa essergli contestata dall’acquirente. Non esiste, infatti, alcun obbligo per il venditore di cambiare la merce che non presenta difetti. 

In ogni caso, qualsiasi promessa fatta dal commerciante con cartelli, volantini, avvisi in vetrina o altre comunicazioni al pubblico diventa per lui vincolante. Per cui, tanto per fare un esempio, se dovesse essere esposto l’avviso con la scritta: «la merce si cambia entro una settimana dall’acquisto» il venditore deve effettuare il cambio, anche per la merce acquistata coi saldi.

Acquisti ai saldi: c’è il diritto di recesso?

Come noto, esiste il diritto di recesso che consente al consumatore di restituire l’acquisto fatto entro 14 giorni dal ricevimento dello stesso. Ma tale diritto vale solo per le vendite avvenute non nei negozi, ossia “fuori dai locali commerciali”, il che significa tramite internet, televendite, porta a porta, ecc.

In tali casi, l’acquirente può restituire la merce, anche se è stata scartata e usata, chiedendo la restituzione del denaro speso. 

Cambio merce in saldo

In sintesi, possiamo dire che il cambio della merce in saldo è possibile solo:

  • se la merce è difettosa: in tal caso, il cambio è ammesso fino a due anni. Il vizio non deve dipendere da un uso non conforme fatto dall’acquirente del prodotto;
  • oppure se il venditore l’ha promesso con un cartello o altro avviso esposto al pubblico.


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