Dl Rilancio: assistenza e servizi per la disabilità

14 Maggio 2020 | Autore:
Dl Rilancio: assistenza e servizi per la disabilità

Il Fondo per l’assistenza alle persone con disabilità grave prive del sostegno familiare e il Fondo di sostegno per le strutture semiresidenziali per persone con disabilità.

Il Decreto Rilancio, all’articolo 111, fa riferimento al potenziamento dell’assistenza, dei servizi e dei progetti di vita indipendente per le persone con disabilità gravissima e non autosufficienti gravi e al sostegno di coloro che se ne prendono cura. Nel primo comma, si prevede dunque un incremento del Fondo per le non autosufficienze di ulteriori 90 milioni di euro per l’anno 2020, di cui 20 milioni sono destinati alla realizzazione di progetti per la vita indipendente.

Il Fondo per la non autosufficienza è stato istituito nel 2006 con Legge 27 dicembre 2006, n. 296 (art. 1, co. 1264), allo scopo di fornire sostegno a coloro che presentano una gravissima disabilità e agli anziani non autosufficienti. L’intento è favorire una dignitosa permanenza presso il proprio domicilio evitando il rischio di istituzionalizzazione, nonché per garantire, su tutto il territorio nazionale, l’attuazione dei livelli essenziali delle prestazioni assistenziali.

Gli interventi finanziabili a valere sulle risorse del Fondo “sono andati specializzandosi in tre tipologie” (le uniche ammissibili dal 2015):

  • assistenza domiciliare diretta;
  • assistenza «indiretta» mediante trasferimenti monetari sostitutivi di servizi o per il care-giver;
  • interventi complementari ai precedenti anche nella forma di ricoveri di sollievo (esclusi comunque i ricoveri a ciclo continuativo non temporaneo)”.

Inoltre, è indicato che i destinatari dei benefici sono i disabili gravissimi ed i non autosufficienti, e le loro famiglie o coloro che ne hanno cura. Nel Piano per la non autosufficienza 2019-2021, è espressamente previsto che, oramai, “gli interventi a valere sulle risorse del Fondo non vanno più intesi come addizionali rispetto a quelli definiti a livello regionale e locale, ma devono costituire il nucleo delle prestazioni rivolte a beneficiari nelle medesime condizioni in tutto il territorio nazionale”.

Per l’anno 2020, appare evidente la necessità di aumentare il Fondo a causa dei complessivi maggiori oneri e costi, che derivano con riferimento alla tutela dei disabili gravissimi ed i non autosufficienti in considerazione della emergenza da Covid 19. Invero, la riferita emergenza oltre a imporre un aumento e riorganizzazione delle diverse prestazioni ed attività di assistenza, richiede, maggiori spese per lo sviluppo degli interventi e dei servizi necessari per la progressiva definizione dei livelli essenziali delle prestazioni sociali da garantire su tutto il territorio nazionale, in ragione dalla necessità di riorganizzare i suddetti interventi anche per continuare a contrastare e ridurre il rischio epidemiologico, pure al termine dello stato di emergenza.

La tutela dei disabili gravissimi ed i non autosufficienti, tenuto conto della loro vulnerabilità e maggiore esposizione al rischio di contagio e di eventuale ricovero ospedaliero, richiede, sia per loro sia per chi ne ha l’assistenza, l’adozione di standard di sicurezza particolarmente elevati.

Inoltre, il Fondo, prevede anche una quota da destinare a progetti di vita indipendente, che nell’attuale contesto di rischio assumono una maggiore rilevanza, sì che un incremento del fondo è volto a favorire anche le riferite progettualità nella misura di 20 milioni di euro specificamente dedicati.

Fondo per l’assistenza alle persone con disabilità grave prive del sostegno familiare

Il secondo comma dell’articolo 111 del Decreto Rilancio prevede un incremento del Fondo per l’assistenza alle persone con disabilità grave prive del sostegno familiare.

Le risorse del Fondo per l’assistenza alle persone con disabilità grave prive del sostegno familiare sono aggiuntive rispetto a quelle già destinate alle prestazioni e ai servizi a favore delle persone con disabilità grave prive del sostegno familiare da parte delle Regioni, nonché da parte delle autonomie locali.

Esse sono finalizzate, di regola, per:

  • percorsi programmati di accompagnamento per l’uscita dal nucleo familiare di origine ovvero per la deistituzionalizzazione; – interventi di supporto alla domiciliarità;
  • programmi di accrescimento della consapevolezza, di abilitazione e di sviluppo delle competenze per la gestione della vita quotidiana e per il raggiungimento del maggior livello di autonomia possibile e, in tale contesto, tirocini finalizzati all’inclusione sociale, all’autonomia delle persone e alla riabilitazione;
  • interventi di realizzazione di innovative soluzioni alloggiative;
  • in via residuale, interventi di permanenza temporanea in una soluzione abitativa extrafamiliare. In questo quadro, appare, dunque, evidente la necessità di aumentare ulteriormente per l’anno 2020 il Fondo a causa dei complessivi maggiori oneri e costi, che derivano con riferimento alla tutela delle persone con disabilità grave prive del sostegno familiare in considerazione della emergenza da Covid 19, in quanto le prossime fasi di c.d. convivenza con il virus rendono ancora più urgente l’adozione, tra l’altro, di forme di c.d. deistituzionalizzazione e di interventi di supporto alla domiciliarità, nonchè di maggiore attitudine alla vita autonoma quotidiana, volte a ridurre, in ambienti domestici e alloggiativi adeguati, i rischi di contagio delle persone con disabilità grave, già fisiologicamente più esposte.

Fondo di sostegno per le strutture semiresidenziali per persone con disabilità

In conseguenza dell’emergenza epidemiologica da Covid-19, è stato istituito il “Fondo di sostegno per le strutture semiresidenziali per persone con disabilità” al fine di garantire il riconoscimento di una indennità agli enti gestori delle strutture semiresidenziali, comunque siano denominate dalle normative regionali, a carattere socio-assistenziale, socio-educativo, polifunzionale, socio-occupazionale, sanitario e socio-sanitario per persone con disabilità. Il limite di spesa è di 40 milioni di euro per l’anno 2020.

In particolare, attraverso questo fondo, gli enti gestori di queste strutture potranno richiedere un’indennità volta a favorire l’adozione di dispositivi di protezione individuale o nuove modalità organizzative per la prevenzione del rischio di contagio.



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