Dl Rilancio: stop ai licenziamenti

14 Maggio 2020
Dl Rilancio: stop ai licenziamenti

Il blocco è esteso a cinque mesi e si estende anche alle procedure in corso. Per i pregressi, il datore potrà revocare il recesso se farà richiesta di Cig. 

Il Decreto Rilancio che il Consiglio dei ministri ha approvato ieri sera estende a cinque mesi il termine entro il quale sono vietati i licenziamenti individuali per giustificato motivo oggettivo e quelli collettivi; inoltre sono sospese anche le procedure in corso.

Viene così prolungato di ulteriori tre mesi il precedente blocco, previsto dal Decreto Cura Italia, che aveva stabilito lo stop ai licenziamenti per i primi due mesi. L’art. 83 del nuovo Decreto interviene proprio sul Decreto Cura Italia, sostituendo le parole “60 giorni” con “cinque mesi” ed aggiunge tra i licenziamenti sospesi anche quelli attualmente in corso.

Inoltre, il datore di lavoro che aveva licenziato in precedenza, nel periodo dal 23 febbraio 2020 al 17 marzo 2020, per giustificato motivo oggettivo potrà ora revocare il recesso, a condizione di fare richiesta del trattamento di Cassa integrazione salariale a partire dalla data di efficacia del licenziamento. In tale caso – dispone la norma – “il rapporto di lavoro si intende ripristinato senza soluzione di continuità, senza oneri né sanzioni per il datore di lavoro.”

La ministra del Lavoro, Nunzia Catalfo, spiega che: “Per contrastare il rischio di un aumento della disoccupazione, oltre alla proroga dello stop ai licenziamenti per altri 3 mesi, è stata inserita nel decreto una misura da me fortemente voluta grazie alla quale le imprese possono destinare delle ore alla formazione dei lavoratori, che saranno pagate dallo Stato (compresi i contributi previdenziali e assistenziali) grazie ad un apposito ‘Fondo formazione‘ finanziato con 230 milioni di euro”.



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