Dl Rilancio: ecco il nuovo Reddito di emergenza

14 Maggio 2020
Dl Rilancio: ecco il nuovo Reddito di emergenza

Due quote da 400 ad 800 euro erogate in favore di chi non beneficia di altri sussidi ed ha reddito Isee al di sotto dei 15mila euro.

Il Decreto Rilancio approvato dal Consiglio dei ministri introduce il nuovo Reddito di emergenza: una misura di sostegno straordinario per tutelare circa un milione di famiglie in difficoltà economica, che finora erano rimaste escluse da altri sussidi, come il Reddito di cittadinanza.

Potranno beneficiarne coloro che sono residenti in Italia, hanno un Isee inferiore a 15mila euro ed un patrimonio mobiliare familiare al di sotto dei 10mila euro, accresciuto di 5mila euro per ogni componente del nucleo ma con un massimo di 20mila euro.

Il Reddito di emergenza non è compatibile con altre indennità, come quella per i lavoratori autonomi prevista dal Decreto Cura Italia e ora estesa dal Decreto Rilancio ai mesi di aprile e di maggio, o con il Reddito di cittadinanza, e neppure con la percezione di una pensione (ad eccezione dell’assegno ordinario di invalidità) o di un reddito da lavoro superiore alle soglie stabilite [1].

Il Rem sarà erogato in due tranche. Ciascuna delle due quote del Reddito di emergenza è determinata in un ammontare base pari a 400 euro e può essere moltiplicata, in base alla situazione di ciascun richiedente, fino ad un massimo di 2, corrispondente a 800 euro; se nel nucleo familiare sono presenti persone con disabilità grave o non autosufficienti, l’importo potrà raggiungere gli 840 euro.

Il Reddito di emergenza sarà erogato dall’Inps in queste due quote successive. Ora, l’Inps predisporrà il modello di domanda e stabilirà le modalità di presentazione (si potrà chiederlo anche tramite Caf e patronati), il cui termine è stato fissato dal Decreto al 30 giugno 2020.

“Con il Reddito di emergenza aiuteremo concretamente chi oggi è senza sostegno e non riesce a mettere il cibo a tavola per sé e per i propri figli, una somma che arriva fino a 840 euro per i nuclei che hanno al loro interno parenti disabili o non autosufficienti”, ha detto il ministro del Lavoro, Nunzia Catalfo.


note

[1] In base al parametro della scala di equivalenza di cui all’art. 2, comma 4, del Decreto Legge 28 gennaio 2019, n. 4, convertito con modificazioni in Legge 28 marzo 2019, n. 26.


Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube