Decreto Rilancio: le agevolazioni Imu

14 Maggio 2020
Decreto Rilancio: le agevolazioni Imu

Eliminata per alberghi, pensioni, agriturismi e stabilimenti balneari la prima rata in scadenza il 16 giugno 2020. Cancellata anche la Tosap per bar e ristoranti.

Il Decreto Rilancio approvato dal Consiglio dei ministri e in attesa di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale contiene anche alcune norme in materia di agevolazioni Imu, l’imposta municipale sugli immobili.

Riguardano in particolare i settori economici più colpiti dall’emergenza economica Coronavirus, il turistico ed alberghiero, che hanno sofferto più di altri a causa del protratto lockdown e per i quali è ancora incerta la ripresa, perché ancora non è stata stabilita in via definitiva la riapertura e le relative condizioni. Si teme uno scarso afflusso di clienti soprattutto durante il periodo estivo nel quale, probabilmente, permarranno alcune restrizioni agli spostamenti, come gli arrivi di turisti esteri.

Così, con il turismo ancora congelato, il Governo ha stabilito, nell’art.184 del Decreto, intitolato “Esenzioni dall’imposta municipale propria – Imu per il settore turistico”, l’abolizione del versamento della prima rata dell’Imu, quella con scadenza il 16 giugno 2020, in favore dei possessori di immobili classificati nella categoria catastale D/2, vale a dire alberghi e pensioni. Ma l’esenzione spetta anche agli agriturismi, villaggi turistici, ostelli della gioventù e campeggi.

Il Decreto blocca sia la quota comunale dell’Imu sia quella statale, che gli alberghi sono tenuti a corrispondere essendo classificati come imprese commerciali. L’unica condizione per beneficiare dell’agevolazione è che i possessori degli immobili siano anche i gestori delle attività turistico-ricettive svolte in essi.

La medesima abolizione della prima rata Imu spetterà ai gestori degli stabilimenti balneari, marittimi, lacuali e fluviali ed agli immobili degli stabilimenti termali.

Un ulteriore beneficio previsto dal Decreto è l’esenzione dalla Tosap per i bar e ristoranti sugli spazi aggiuntivi di suolo pubblico che potranno occupare per rispettare il distanziamento sociale stabilito nelle nuove linee guida per la riapertura delle attività.

I Comuni saranno ristorati delle minori entrate con un Fondo istituito presso il ministero dell’Interno, con una dotazione di 158,7 milioni di euro per l’anno 2020.



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