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Lo sai che? Ecco perché la Tasi peserà di più sulle case di basso valore rispetto all’Imu

Lo sai che? Pubblicato il 22 ottobre 2013

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> Lo sai che? Pubblicato il 22 ottobre 2013

La Tasi graverà di più sulle abitazioni di basso valore rispetto alle altre: mancheranno le detrazioni per i figli a carico e i Comuni potranno, per altro, contare su una forbice superiore rispetto all’Imu.

La Tasi, in generale, peserà di più dell’Imu. Sarà più leggera solo in un unico caso: per famiglie senza figli che vivano in abitazioni di valore medio-alto. In tutti gli altri casi, gli italiani rimpiangeranno l’Imu. Sarà così, per esempio, nel caso di abitazioni principali di valore medio-basso, seconde case vuote o affittate, negozi, ecc.

Dunque, la Tasi finisce per colpire le abitazioni più modeste, per beneficiare invece quelle che, per il fisco, valgono di più. A determinare questo effetto è l’addio alle detrazioni per figli a carico (200 euro di base, oltre a quella “provvisoria” da 50 euro per ogni figlio).  Infatti, se grazie a tali detrazioni, circa 5 milioni di case di valore medio-basso non hanno pagato l’Imu, la nuova imposta sulla casa non contiene alcun tipo di sconto. Pertanto, la Tasi graverà, in proporzione, più sulle famiglie numerose che su quelle senza prole.

Per esempio: il monolocale anziché pagare i 90 euro del 2012, passerà ai 139 euro del 2014; il bilocale non pagherà più 220 euro, ma 262 euro; il trilocale passa dai 450 euro versati nel 2012 ai 415 del prossimo anno, dopo averne versati 345 nel 2013 (ma se ci fossero stati due figli a carico, l’Imu sarebbe scesa a soli 150 euro).

Non solo. Questo è il quadro che si presenta rispetto all’aliquota base prevista dalla legge statale. Ma i Comuni avranno la possibilità di variare l’imposta: lo potranno fare con un margine di oscillazione di gran lunga superiore rispetto a quanto avevamo visto con l’Imu. È vero: questo margine potrà essere tanto in aumento, quanto in diminuzione, tuttavia i nostri enti territoriali, negli scorsi anni, erano già stati molto solerti nello spingersi fino alle soglie massime di tassazione. Con il nuovo tributo potranno moltiplicare ancora di più le proprie entrate.

I tetti massimi previsti dalla legge di stabilità, 2,5 per mille (solo per il 2014) sull’abitazione principale e 11,6 per mille per la somma di Imu e Tasi sugli altri immobili, possono infatti far volare il nuovo tributo fino a quota 9 miliardi di gettito: una dote da aggiungere ai 17,6 miliardi dell’Imu sugli altri immobili (sempre ad aliquota standard) e alla tassa rifiuti.


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