Tumori da amianto, aumentati gli indennizzi

14 Maggio 2020
Tumori da amianto, aumentati gli indennizzi

I malati che hanno ottenuto la prestazione tra il 2015 e il 2019 possono chiederne un’integrazione. Ecco come fare. 

I malati di mesotelioma non professionale, ammalatisi tra il 2015 e il 2020 per esposizione all’amianto, o i loro eredi hanno diritto a un aumento delle prestazioni assistenziali a loro dedicate. Lo dice la nuova circolare dell‘Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro (Inail), diramata il 13 maggio. Il mesotelioma è un tipo di tumore che attacca le cellule del mesotelio, il tessuto che riveste le membrane che, a loro volta, avvolgono torace, addome, lo spazio intorno al cuore e gli organi interni in genere. Il principale fattore di rischio è l’esposizione a fibre di amianto.

Il Fondo per le vittime dell’amianto, inizialmente pensato per quei lavoratori che avevano contratto la malattia sul posto di lavoro e per le loro famiglie, è stato poi esteso anche a chi, sempre causa amianto, si è ammalato in contesti extralavorativi.

La nuova circolare Inail chiarisce come accedere al beneficio e come ottenere indennizzi più corposi. Con una legge entrata in vigore il primo marzo 2020, sono state aumentate le erogazioni una tantum da 5.600 a 10mila euro. Chi le ha ottenute tra il 2015 e il 2019, può avere quindi un’integrazione fino a un massimo di 4.400 euro in più. Come? Ve lo spieghiamo qui.

Chi ha diritto agli indennizzi maggiorati

La nuova circolare è rivolta ai malati di mesotelioma non professionale, cioè esposti a fibre di amianto in contesti diversi da quello lavorativo. In particolare, due sono i tipi di esposizione contemplati dalla circolare e, come tali, requisito per accedere alla prestazione: l’esposizione ambientale, cioè il fatto di aver respirato amianto in via prolungata sul territorio nazionale in periodi compatibili con l’insorgenza della malattia, e l’esposizione familiare, cioè la convivenza con familiari che sono stati esposti ad amianto per motivi di lavoro. Le prestazioni del Fondo sono rivolte a chi, indipendentemente dalla sua cittadinanza, si è ammalato di mesotelioma in Italia e agli eredi delle vittime di amianto.

Come chiedere la prestazione 

I malati che chiedono l’indennizzo per la prima volta devono inviare il modulo 190 tramite raccomandata a/r o posta elettronica certificata (Pec), alla sede territoriale Inail competente per domicilio entro 120 giorni dalla data di accertamento della patologia. Allegata alla domanda, documentazione clinica rilasciata da una struttura sanitaria che certifichi la malattia. Chi presenta la richiesta autocertifica, sotto sua responsabilità, i suoi dati anagrafici, i periodi di residenza in Italia e gli elementi che attestino l’esposizione all’amianto. È importante indicare quando è stato diagnosticato il tumore per valutare la compatibilità della malattia col periodo di esposizione all’amianto.

Anche gli eredi di una vittima possono chiedere l’erogazione. Va fatta richiesta entro 120 giorni dal primo marzo 2020, data di entrata in vigore della legge, con modulo 190/E. Oltre questo termine non viene accolta. Se la morte per mesotelioma del proprio parente è avvenuta dopo il primo marzo 2020, si avranno a disposizione 120 giorni dalla data del decesso. L’istanza deve contenere l’indicazione degli eredi, la delega autenticata, la scheda di morte Istat, l’autocertificazione – come sopra – dei propri dati anagrafici, dello status di erede del malato deceduto per mesotelioma non professionale, dei periodi di residenza in Italia del parente deceduto e gli elementi che provano l’esposizione all’amianto. All’istanza deve essere – come sopra – allegata documentazione sanitaria che provi la morte per mesotelioma, con l’epoca della prima diagnosi.

L’Inail precisa che “per effetto della sospensione dei termini di decadenza, disposta dal decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, convertito con modificazioni dalla legge 24 aprile 2020, n. 27 (decreto Cura Italia), detti  termini sono da intendersi sospesi fino al primo giugno. Conseguentemente, il termine ultimo di scadenza per la presentazione delle istanze di accesso alle prestazioni da parte degli eredi, per i decessi avvenuti entro il 1° giugno, è il 29 settembre 2020, mentre per i decessi intervenuti dopo tale data, il termine di presentazione dell’istanza da parte degli eredi rimane quello dei 120 giorni dalla data della morte”.

Come chiedere l’integrazione 

Per chi ha beneficiato dell’erogazione una tantum tra il 2015 e il 2019 e vuole ottenere l’integrazione dell’indennizzo (fino a un massimo di 10mila euro, cioè 4.400 euro in più), il termine per fare domanda è sempre lo stesso: 120 giorni dal primo marzo 2020. Va utilizzato il modulo 190/I. Lo stesso termine di 120 giorni si applica alle istanze di integrazione relative a prestazioni ottenute dopo il 31 dicembre 2019. Anche per le richieste di integrazione, per la sospensione dei termini di decadenza disposta dal decreto-legge Cura Italia, i termini sono sospesi fino al primo giugno e il termine ultimo di scadenza è il 29 settembre 2020. La domanda di integrazione va presentata alla sede territoriale Inail competente per domicilio con raccomandata a/r o Pec.

Se l’istanza di integrazione non riguarda malati di mesotelioma non professionale ma eredi che hanno ottenuto i 5.600 euro tra il 2015 e il 2019 o eredi di beneficiari nel frattempo deceduti, dev’essere presentata solo da uno di loro.



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