Dl Rilancio: arriva l’infermiere di comunità

14 Maggio 2020
Dl Rilancio: arriva l’infermiere di comunità

Per rinforzare la sanità territoriale, è prevista l’assunzione di 9.600 unità di personale, 8 ogni 50mila abitanti.

Il Decreto Rilancio approvato dal Consiglio dei ministri, nell’obiettivo di potenziare la sanità territoriale, istituisce ‘per legge’ l’infermiere di comunità, o di famiglia.

Si tratta di una figura già presente in alcune Regioni, dove a giudizio della Fnopi (Federazione nazionale degli Ordini delle professioni infermieristiche) ha dato “risultati eccellenti: riduzione del 20% dei ‘codici bianchi’ al Pronto soccorso, del 10% delle ospedalizzazioni, interventi più rapidi sul territorio con un taglio dei tempi di percorrenza dal 33 al 20%, maggior gradimento dei cittadini”.

Adesso la figura viene potenziata per fronteggiare le esigenze di cura e di assistenza ai malati determinate dall’emergenza Coronavirus: il Decreto Rilancio rafforza tutti i servizi infermieristici dei distretti sanitari territoriali e autorizza l’assunzione di un numero massimo di 9.600 infermieri di comunità, che si occuperanno della presa in carico dei soggetti infettati dal Covid-19 ma anche dell‘assistenza domiciliare integrata ai pazienti in isolamento domiciliare e ai malati cronici, ai disabili ed alle persone con disturbi mentali o in situazioni di fragilità.

L’art. 1 del Decreto, intitolato “Disposizioni urgenti in materia di assistenza territoriale”, prevede che le aziende e gli enti del Servizio sanitario nazionale possano “utilizzare forme di lavoro autonomo, anche di collaborazione coordinata e continuativa, con decorrenza dal 15 maggio 2020 e fino al 31 dicembre 2020, con infermieri che non si trovino in costanza di rapporto di lavoro subordinato con strutture sanitarie e socio-sanitarie pubbliche e private accreditate, in numero non superiore a otto unità infermieristiche ogni 50.000 abitanti”.

Il testo prosegue enunciando che “Per le medesime finalità, a decorrere dal 1° gennaio 2021, le aziende e gli enti del Servizio sanitario nazionale, possono procedere al reclutamento di infermieri in numero non superiore ad 8 unità ogni 50.000 abitanti, attraverso assunzioni a tempo indeterminato” fino a 9.600 nuove unità.

Per le attività assistenziali svolte nel 2020 sarà riconosciuto agli infermieri un compenso lordo di 30 euro ad ora, inclusivo degli oneri riflessi, per un monte ore settimanale massimo di 35 ore. Per le nuove assunzioni sono stanziati 332.640.000 euro. Si aumenta inoltre, con 10 milioni di euro, la disponibilità del personale infermieristico a supporto degli studi di Medicina generale, per fronteggiare l’emergenza.


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