Incentivi per sanificazione e adeguamento ambienti di lavoro

14 Maggio 2020
Incentivi per sanificazione e adeguamento ambienti di lavoro

Credito d’imposta del 60% delle spese sostenute nel 2020 sugli interventi di riapertura in sicurezza delle attività imprenditoriali, commerciali e professionali.

Il Decreto Rilancio varato dal Consiglio dei ministri estende gli incentivi per la sanificazione e per l’adeguamento degli ambienti di lavoro. Si tratta degli interventi necessari per il rispetto dei protocolli da adottare nella Fase 2 dell’emergenza Covid-19, imposti alle varie categorie produttive: attività industriali, negozi ed altri esercizi commerciali, uffici e studi professionali.

Gli incentivi vengono attribuiti in forma di credito d’imposta – che potrà essere utilizzato in via diretta oppure anche ceduto – e sono previste dall’art. 129 del provvedimento due tipologie, anche cumulabili fra loro in capo al medesimo soggetto:

  • una per l’adeguamento degli ambienti di lavoro, dove è previsto un credito di imposta dell’60% delle spese sostenute nel 2020 per la riapertura in sicurezza degli esercizi aperti al pubblico, nei limiti di 80.000 euro per beneficiario;
  • l’altra per la sanificazione degli ambienti di lavoro: ai soggetti esercenti attività d’impresa, arte o professione, alle associazioni, alle fondazioni e agli altri enti privati (compresi gli enti del terzo settore), viene riconosciuto un credito d’imposta in misura pari al 60% delle spese sostenute nel 2020. Qui il credito d’imposta spetta fino a un massimo di 60.000 euro per ciascun beneficiario.

A questi incentivi si aggiungono le agevolazioni già introdotte dal Decreto Cura Italia e potenziate dal Decreto Liquidità per l’acquisto di dispositivi di protezione individuale come le mascherine chirurgiche, Ffp2 e Ffp3, i guanti, le visiere e gli occhiali protettivi, le tute, i calzari ed anche per l’acquisto di altri dispositivi di sicurezza per i lavoratori dall’esposizione al Covid-19, come le barriere o pannelli protettivi. In questi casi il credito d’imposta è attribuito a ciascun beneficiario, fino all’importo massimo di 20.000 euro, nella misura del 50% delle spese sostenute fino al 31 dicembre 2020.



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