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Violenza sessuale di gruppo: ultime sentenze

5 Luglio 2022
Violenza sessuale di gruppo: ultime sentenze

Concorso di persone nel reato di violenza sessuale; rafforzamento della volontà criminosa dell’autore; abuso delle condizioni di inferiorità psichica o fisica della persona offesa.

Violenza sessuale di gruppo: elemento costitutivo

Il delitto di violenza sessuale di gruppo (articolo 609-octies del Cp) costituisce una fattispecie autonoma di reato a carattere necessariamente plurisoggettivo proprio, consistente nella partecipazione, da parte di più persone riunite (anche soltanto due), ad atti di violenza sessuale di cui all’articolo 609-bis del Cp in cui la pluralità di agenti è richiesta come elemento costitutivo.

Cassazione penale sez. III, 02/03/2022, n.15659

Il dissenso della vittima

In tema di violenza sessuale, il dissenso della vittima costituisce un requisito implicito della fattispecie e, pertanto, il dubbio sulla sua sussistenza investe la configurabilità del fatto-reato e non la verifica della presenza di una causa di giustificazione e l’errore sul dissenso, quindi, si sostanza in un errore inescusabile sulla legge penale [nella specie, è stato dichiarato inammissibile il motivo di ricorso con cui si prospettava il mancato riconoscimento della scriminante putativa del consenso dell’avente diritto].

Cassazione penale sez. III, 02/03/2022, n.15659

Assunzione di alcolici o stupefacenti

In tema di violenza sessuale, rientrano tra le condizioni di “inferiorità psichica o fisica “, previste dall’articolo 609 bis, comma 2, numero 1, del Cp, anche quelle conseguenti alla volontaria assunzione di alcolici o di stupefacenti, in quanto anche in tali casi la situazione di menomazione della vittima, a prescindere da chi l’abbia provocata, può essere strumentalizzata per il soddisfacimento degli impulsi sessuali dell’agente.

Cassazione penale sez. III, 02/03/2022, n.15659

Contributo causale, materiale o morale, alla commissione del reato

Per la configurabilità del delitto di violenza sessuale di gruppo e per l’affermazione della partecipazione allo stesso non è necessario che tutti i componenti del gruppo compiano atti di violenza sessuale, essendo sufficiente che dal compartecipe sia comunque fornito un contributo causale, materiale o morale, alla commissione del reato, né è necessario che i componenti del gruppo assistano al compimento degli atti di violenza sessuale, essendo sufficiente la loro presenza nel luogo e ne momento in cui detti atti vengono compiuti, anche da uno solo dei compartecipi, atteso che la determinazione di quest’ultimo viene rafforzata dalla consapevolezza della presenza del gruppo.

Cassazione penale sez. III, 02/03/2022, n.15659

Stupro di gruppo: è sufficiente che gli aggressori siano due

Il delitto di violenza sessuale di gruppo costituisce una fattispecie autonoma di reato plurisoggettiva propria, per l’integrazione della quale è sufficiente che gli aggressori siano in due, mentre non rileva quale elemento necessario il previo accordo dei partecipanti alla condotta illecita.

Cassazione penale sez. III, 02/03/2022, n.15659

Diritto al rispetto della vita privata

Costituisce violazione dell’art. 8 Cedu e forma di vittimizzazione secondaria l’argomentazione adottata in una sentenza assolutoria dall’autorità giudiziaria, in un processo penale per violenza sessuale di gruppo, in cui la persona offesa viene sottoposta a valutazioni sulla propria vita privata tali da lederne la dignità.

Corte europea diritti dell’uomo sez. I, 27/05/2021

Omesso appello del pm contro la sentenza di assoluzione

In tema di reati a “concorso necessario” quale la violenza sessuale di gruppo, l’omesso appello del pubblico ministero contro la sentenza di assoluzione di uno dei due imputati (nella specie, per non aver commesso il fatto) non comporta l’implicito accertamento dell’insussistenza del fatto-reato, necessariamente attribuito ad entrambi, poiché il pubblico ministero ha facoltà di chiedere l’esame delle risultanze processuali e l’accertamento della responsabilità anche nei confronti di un solo imputato.

Cassazione penale sez. III, 03/12/2020, n.6535

Reato di violenza sessuale di gruppo: configurabilità

Ai fini della configurabilità del reato di violenza sessuale di gruppo, previsto dall’art. 609-octies c.p. non è richiesto che tutti i componenti del gruppo compiano atti di violenza sessuale, essendo sufficiente che dal compartecipe sia comunque fornito un contributo causale, materiale o morale, alla commissione del reato, né è necessario che i componenti del gruppo assistano al compimento degli atti di violenza sessuale, essendo sufficiente la loro presenza nel luogo e nel momento in cui detti atti vengono compiuti, anche da uno solo dei compartecipi, atteso che la determinazione di quest’ultimo viene rafforzata dalla consapevolezza della presenza del gruppo.

Il concetto di “partecipazione“, quindi, non può essere limitato nel senso di richiedere il compimento, da parte del singolo, di un’attività tipica di violenza sessuale (ciascun compartecipe, cioè, dovrebbe porre in essere, in tutto o in parte, la condotta descritta nell’art. 609-bis c.p.), dovendo invece – secondo un’interpretazione più aderente alle finalità perseguite dal legislatore – ritenersi estesa la punibilità (qualora sia comunque realizzato un fatto di violenza sessuale) a qualsiasi condotta partecipativa, tenuta in una situazione di effettiva presenza non da mero “spettatore”, sia pure compiacente, sul luogo ed al momento del reato, che apporti un reale contributo materiale o morale all’azione collettiva (nella specie, la parte era risultata essere presente nel luogo della perpetrata violenza sessuale durante tutto il tempo in cui si erano verificati i fatti, realizzando anche un video e manifestando, in ogni caso, una chiara adesione alla violenza di gruppo che rafforzava il proposito criminoso).

Cassazione penale sez. III, 21/07/2020, n.29096

Violenza sessuale di gruppo: l’affermazione della partecipazione

Per la configurabilità del delitto di violenza sessuale di gruppo e per l’affermazione della partecipazione allo stesso non è necessario che tutti i partecipi abbiano preso parte a tutti i segmenti della condotta, né che tutti i componenti del gruppo compiano atti di violenza sessuale, essendo sufficiente che dal compartecipe sia comunque fornito un contributo causale alla commissione del reato, anche nel senso del rafforzamento della volontà criminosa dell’autore dei comportamenti tipici di cui all’articolo 609-bls del Cp.

Cassazione penale sez. III, 12/06/2020, n.19987

Violenza sessuale di gruppo: limiti di applicabilità dell’attenuante

In tema di violenza sessuale di gruppo, la circostanza attenuante del contributo di minima importanza di cui all’articolo 609-octies, comma 4, del Cp può essere riconosciuta solo quando l’apporto del concorrente, tanto nella fase preparatoria quanto in quella esecutiva, sia stato di minima, lievissima e marginale efficacia eziologica, e, quindi, del tutto trascurabile nell’economia generale della condotta criminosa, sicché non è sufficiente, per la sua configurabilità, la minore efficienza causale del correo rispetto a quella degli altri, ma è necessaria la “minima” efficienza causale dell’attività compiuta.

Cassazione penale sez. III, 12/06/2020, n.19987

Gravi indizi di colpevolezza

In tema di misure cautelari personali, in caso di ricorso per cassazione per vizio di motivazione del provvedimento emesso dal tribunale del riesame in ordine alla sussistenza dei gravi indizi di colpevolezza ex art. 273 c.p.p., il giudice di legittimità deve limitarsi alla verifica delle censure inerenti l’adeguatezza delle ragioni addotte dal giudice di merito rispetto ai canoni della logica e ai principi di diritto nei termini di legge che governano l’apprezzamento delle risultanze probatorie, omettendo il controllo di quelle censure che, pur investendo formalmente la motivazione, si risolvono in realtà nella prospettazione di una diversa valutazione di circostanze già esaminate dal giudice di merito.

[Nel caso di specie, la S.C. ha ritenuto immune da censure l’ordinanza del tribunale del riesame che aveva confermato l’applicazione della custodia cautelare in carcere nei confronti del ricorrente, gravemente indiziato del reato di violenza sessuale di gruppo, individuando i gravi indizi di colpevolezza a suo carico con una rigorosa ed approfondita analisi di tutti gli elementi di indagine, articolata e priva di qualsiasi difetto argomentativo, prendendo in esame il vissuto della persona offesa (ritenuta non credibile dalla difesa perché condizionata da problematiche di natura psichica), ma ritenendolo irrilevante nell’ottica della vicenda alla luce della sostanziale identità e coerenza delle dichiarazioni rese da quest’ultima e dei relativi riscontri].

Cassazione penale sez. III, 01/04/2020, n.15320

Presenza del genitore sul luogo del compimento degli atti sessuali sul figlio

Risponde del reato di violenza sessuale di gruppo, e non di concorso nel reato di violenza sessuale, il genitore che, pur non partecipando materialmente alla commissione del fatto, sia presente sul luogo del compimento di atti sessuali sul figlio e ne agevoli la commissione, sollecitando la vittima a lasciarsi andare e a non opporsi a tali atti, in tal modo abbattendone la capacità di difesa e di autodeterminazione.

Cassazione penale sez. IV, 06/11/2019, n.19215

Concorso morale con l’autore materiale della condotta criminosa

Il concorso di persone nel reato di violenza sessuale di cui all’art. 609-bis c.p. è configurabile solo nella forma del concorso morale con l’autore materiale della condotta criminosa, ove il concorrente non sia presente sul luogo del delitto, configurandosi, invece, nel caso di un contributo materiale il delitto di violenza sessuale di gruppo.

Cassazione penale sez. III, 29/10/2019, n.49723

Reato di violenza sessuale di gruppo: configurabilità

Ai fini della configurabilità del reato di violenza sessuale di gruppo non è necessario l’accordo preventivo dei partecipanti, essendo sufficiente la consapevole adesione, anche estemporanea, all’altrui progetto criminoso.

(In motivazione, la Corte ha precisato che è necessaria la simultanea, effettiva presenza dei correi nel luogo e nel momento della consumazione del reato, in un rapporto causale inequivocabile, senza che, peraltro, ciò comporti anche la necessità che ciascun compartecipe ponga in essere un’attività tipica di violenza sessuale).

Cassazione penale sez. III, 04/04/2019, n.29406

L’aggravante della minorata difesa 

L’aggravante della minorata difesa non può essere ritenuta sulla base della mera constatazione che la condotta dell’autore del reato è stata posta in essere di notte ed in luoghi isolati, dovendo il giudice accertare se dette condizioni abbiano facilitato l’azione criminosa. (Fattispecie relativa ad una violenza sessuale di gruppo commessa di notte, in strade isolate ed in spiaggia).

Cassazione penale sez. II, 19/12/2018, n.23153

Contributo causale alla commissione del delitto

Ai fini dell’integrazione del reato di violenza sessuale di gruppo, non è necessario che tutti i componenti del gruppo compiano atti di violenza sessuale, ma è sufficiente che dal compartecipe sia comunque fornito un contributo causale alla commissione del delitto.

Cassazione penale sez. II, 07/12/2018, n.2721

Violenza sessuale di gruppo: la volontà criminosa

La violenza sessuale di gruppo deve ritenersi integrata ove ogni compartecipe abbia fornito un contributo causale alla commissione del reato, anche qualora tale supporto debba rinvenirsi in un incentivo alla volontà criminosa dell’autore delle condotte di cui all’art. 609 bis c.p.; non è necessario che i partecipi dell’azione criminosa siano stati presenti contestualmente al compimento degli atti sessuali da parte di uno dei componenti del gruppo, per tutta la durata della violenza, permanendo comunque l’effetto intimidatorio derivante dalla consapevolezza, da parte della vittima, di essere stata in balia di un gruppo di persone, con accrescimento, quindi, del suo stato di prostrazione e di ulteriore diminuzione della possibilità di sottrarsi alla violenza.

Tribunale Bari sez. uff. indagini prel., 19/10/2018

Violenza sessuale di gruppo: riprese con telefono cellulare

Ai fini dell’integrazione del reato di violenza sessuale di gruppo non occorre che tutti i componenti del gruppo compiano atti di violenza sessuale, essendo sufficiente che dal compartecipe sia comunque fornito un contributo causale alla commissione del reato, anche nel senso del rafforzamento della volontà criminosa dell’autore dei comportamenti tipici di cui all’art. 609-bis cod. pen. (Fattispecie di partecipazione a violenza sessuale di gruppo mediante riprese, con telefono cellulare, di parte degli atti sessuali posti in essere, sulla persona offesa, dal coimputato).

Cassazione penale sez. III, 20/02/2018, n.16037

Condizioni di inferiorità psichica o fisica della vittima

Integra il reato di violenza sessuale di gruppo, con abuso delle condizioni di inferiorità psichica o fisica, la condotta di coloro che inducano la persona offesa a subire atti sessuali in uno stato di infermità psichica determinato dall’assunzione di bevande alcoliche, essendo l’aggressione all’altrui sfera sessuale connotata da modalità insidiose e subdole, anche se la parte offesa ha volontariamente assunto alcol e droghe, rilevando solo la sua condizione di inferiorità psichica o fisica seguente all’assunzione delle dette sostanze.

Cassazione penale sez. III, 19/01/2018, n.32462

Violenza sessuale di gruppo: assunzione di alcol o droga 

In tema di violenza sessuale di gruppo, rientrano tra le condizioni di “inferiorità psichica o fisica “, previste dall’art. 609-bis, secondo comma, n. 1, cod. pen., anche quelle conseguenti alla volontaria assunzione di alcolici o di stupefacenti, in quanto anche in tali casi la situazione di menomazione della vittima, a prescindere da chi l’abbia provocata, può essere strumentalizzata per il soddisfacimento degli impulsi sessuali dell’agente.

Cassazione penale sez. III, 13/02/2018, n.16046

Violenza sessuale di gruppo: compartecipe mantiene ferma la vittima

È sufficiente ai fini della realizzazione del reato di violenza sessuale di gruppo di cui all’art. 609-octies c.p., che uno o più dei compartecipi, pur non avendo avuto un ruolo sostanziatosi in atti di violenza sessuale in senso stretto, abbiano mantenuto ferma la vittima mentre un’altra persona perpetrava i veri e propri abusi di natura sessuale.

Tribunale Napoli Nord sez. II, 01/10/2018, n.2219

Atti violenza sessuale di gruppo e concorso di persone di reato di violenza sessuale

La commissione di atti di violenza sessuale di gruppo si distingue dal concorso di persone nel reato di violenza sessuale, perché non è sufficiente, ai fini della sua configurabilità, l’accordo della volontà dei compartecipi, ma è necessaria la contemporanea ed effettiva presenza dei correi nel luogo e nel momento della consumazione del reato, in un rapporto causale inequivocabile.

Cassazione penale sez. III, 06/02/2018, n.44835

Violenza sessuale di gruppo: frazione del fatto tipico

Perché si configuri il reato di violenza sessuale di gruppo non serve prender parte alla violenza sessuale, basta che il soggetto ponga in essere una frazione del fatto tipico.

Cassazione penale sez. III, 01/02/2017, n.13109

Violenza sessuale di gruppo: sussiste quando gli autori del reato sono due?

Ai fini della configurabilità del reato di violenza sessuale di gruppo l’espressione “più persone” contenuta nell’art.609-octies cod pen. comprende anche l’ipotesi che gli autori del fatto siano due.

Cassazione penale sez. III, 07/02/2017, n.52629

L’aggravante del numero di persone

La circostanza aggravante di cui all’art. 112, comma primo, n. 1, cod. pen., è applicabile nei reati plurisoggettivi necessari (nella specie, violenza sessuale di gruppo, per la quale è richiesto il numero minimo di due partecipanti) perchè in questi ultimi è essenziale la contestualità nella fase esecutiva del comportamento illecito plurisoggettivo, mentre un numero di agenti maggiore di quello minimo richiesto dalla norma ben può costituire un “quid pluris” apprezzabile quale fattore circostanziale che manifesta un carattere di più intensa pericolosità e idoneo a determinare maggior allarme sociale.

Cassazione penale sez. III, 09/11/2017, n.6714

Conduzione della vittima nel luogo della violenza

In tema di violenza sessuale di gruppo, la circostanza attenuante del contributo di minima importanza di cui all’art. 609-octies, quarto comma, cod. pen. può essere riconosciuta solo quando l’apporto del concorrente, tanto nella fase preparatoria quanto in quella esecutiva, sia stato di minima, lievissima e marginale efficacia eziologica, e, quindi, del tutto trascurabile nell’economia generale della condotta criminosa, sicché non è sufficiente, per la sua configurabilità, la minore efficienza causale del correo rispetto a quella degli altri, ma è necessaria la “minima” efficienza causale dell’attività compiuta.

(Fattispecie in cui l’attenuante è stata esclusa con rifeirmento alla condotta di colui che, alla guida di un’autovettura, aveva condotto la vittima in luogo isolato, l’aveva rassicurata durante il tragitto e poi, postosi accanto ai due ragazzi che l’avevano costretta a subire atti sessuali, ne aveva determinato una maggiore intimidazione neutralizzando ogni possibile forma di reazione).

Cassazione penale sez. III, 10/04/2017, n.38616



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