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Scuola guida: ultime sentenze

19 Agosto 2021
Scuola guida: ultime sentenze

Insegnamento della guida automobilistica; esami di abilitazione alla guida; recupero dei punti della patente.

False attestazioni sulla regolarità delle prove pratiche

È legittima la revoca dell’attività di scuola guida per il venir meno dei requisiti morali nel caso in cui il titolare attesta falsamente la regolare effettuazione delle prove pratiche di alcuni candidati; si tratta, infatti, di condotte gravi e reiterate, che, per il loro contenuto, incidono negativamente sui requisiti morali del titolare, incaricato di un pubblico servizio, al quale spetta il compito di curare la formazione dei futuri automobilisti ed, in particolare, la loro istruzione ed educazione stradale.

T.A.R. Milano, (Lombardia) sez. I, 17/06/2020, n.1101

I corsi di guida automobilistica per il conseguimento della patente

I corsi di guida automobilistica per il conseguimento della patente, categorie B e C1, non rientrano tra gli insegnamenti scolastici o universitari e, dunque, non sono esenti dal pagamento dell’Iva. A chiarirlo è la Corte di giustizia dell’unione europea che si è pronunciata su una vicenda tedesca. Per i giudici di Lussemburgo la nozione di “Insegnamento scolastico o universitario” si riferisce “a un sistema integrato di trasmissione di conoscenze e di competenze avente ad oggetto un insieme ampio e diversificato di materie, nonché all’approfondimento e allo sviluppo di tali conoscenze e competenze, di pari passo con la loro progressione e con la loro specializzazione in seno ai diversi livelli costitutivi del sistema stesso”. Tale nozione, non comprende dunque l’insegnamento della guida automobilistica impartito da una scuola guida per le patenti B e C1.

Corte giustizia UE sez. I, 14/03/2019, n.449

Scuole di guida: sono esenti dall’Iva?

La nozione di “insegnamento scolastico o universitario”, ai sensi dell’art. 132, paragrafo 1, lett. i) e j), della direttiva 2006/112/CE del Consiglio, del 28 novembre 2006, relativa al sistema comune d’imposta sul valore aggiunto, deve essere interpretata nel senso che essa non comprende l’insegnamento della guida automobilistica impartito da una scuola guida, quale quella di cui trattasi nel procedimento principale, ai fini dell’ottenimento delle patenti di guida per i veicoli delle categorie B e C1, di cui all’art. 4, paragrafo 4, della direttiva 2006/126/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 dicembre 2006, concernente la patente di guida.

L’insegnamento della guida automobilistica non può ritenersi compreso in un sistema integrato di trasmissione di conoscenze e di competenze avente ad oggetto un insieme ampio e diversificato di materie e pertanto non può beneficiare dell’esenzione dall’IVA.

Corte giustizia UE sez. I, 14/03/2019, n.449

I servizi di scuola guida 

I servizi di scuola guida non possono essere annoverati fra i servizi di trasporto, trattandosi di attività liberalizzate, suscettibili di restrizione solo laddove sussistano motivi imperativi di interesse generale.

T.A.R. Salerno, (Campania) sez. I, 05/11/2018, n.1547

Falso documento di identità all’esame di guida

Integra il reato di falso ideologico in atto pubblico per induzione in errore la condotta posta in essere da un soggetto, in concorso con il proprietario e gestore di una scuola guida, volta ad agevolare il giudizio di idoneità nell’esame per la patente di guida, attraverso l’elaborazione di un meccanismo truffaldino teso a consentire una sostituzione di persona al momento dell’espletamento delle prove a quiz, mediante l’esibizione di un documento di riconoscimento riferibile al candidato ma avente in effigie la fototessera di un terzo soggetto. Di tale delitto, nascente dal combinato disposto degli articoli 479 e 48 del Cp risponde colui che ha posto in essere l’atto o l’attestazione non veri, inducendo in errore il pubblico ufficiale nella redazione dell’atto pubblico.

Tribunale Bari sez. I, 06/11/2017, n.3124

Falso ideologico commesso dal pubblico ufficiale in atto pubblico

Integra gli estremi dei reati di falso ideologico commesso dal pubblico ufficiale in atto pubblico (art. 479 c.p.) ed in certificati o autorizzazioni amministrative (art. 480 c.p.), la condotta di colui che, in qualità di titolare di scuola guida, falsifichi rispettivamente il registro delle presenze dei frequentanti e l’attestato finale di frequenza dei corsi per il recupero dei punti della patente a seguito di infrazioni del codice della strada, stante la natura pubblica di siffatta duplice attività di attestazione delle autoscuole – dotate delle necessarie autorizzazioni amministrative – che debbono consegnare l’attestazione finale anche ai competenti uffici amministrativi per l’aggiornamento dell’Anagrafe nazionale degli abilitati alla guida, il quale dipende, pertanto, dalla attività delegata alle scuole guida per consentire ai soggetti interessati di ritornare in possesso dei punti persi.

Cassazione penale sez. V, 16/02/2011, n.13069

Veicolo adibito a scuola-guida

In tema di circolazione dei veicoli, all’interno della fattispecie astratta delineata dal legislatore nel terzo comma dell’art. 2054 c.c., l’attribuzione della qualità di “proprietario” o di “conducente”, costituisce oggetto di accertamento da parte del giudice del merito, censurabile per cassazione solo in presenza di vizi della motivazione.

(Nella specie la S.C. ha confermato, la sentenza della corte di merito che, in relazione ad un sinistro stradale, aveva ritenuto conducenti di un veicolo adibito a scuola-guida e munito di doppi comandi sia l’allievo che l’istruttore).

Cassazione civile sez. III, 09/05/2011, n.10121

Autoveicoli adibiti a scuola guida: licenza di circolazione

È incostituzionale l’art. 5 L. reg. Emilia Romagna 22 dicembre 2005 n. 23, in relazione all’allegato 1, tariffa C, d.P.R. 5 febbraio 1953 n. 39, e successive modificazioni, nella parte in cui stabilisce che rientrano nella classificazione prevista nell’allegato 1, tariffa C, d.P.R. 5 febbraio 1953 n. 39 gli autoveicoli adibiti a scuola guida, a condizione che sulla licenza di circolazione siano state apposte le annotazioni previste nello stesso decreto.

Corte Costituzionale, 21/12/2007, n.451

Manipolazione degli esami di abilitazione alla guida

Per la configurabilità del reato di favoreggiamento reale è necessario che l’aiuto venga prestato nell’interesse esclusivo dell’autore del reato principale; se esso venga, invece, prestato, o anche solo offerto, per una finalità di profitto, propria dell’agente medesimo, pur se comune a quella di detto autore o di terzi, e prima o durante la commissione del reato principale, ricorre l’ipotesi di concorso nel reato stesso.

(Fattispecie in cui la Corte ha ritenuto corretta la configurazione del concorso nel reato di falso ideologico avente ad oggetto la manipolazione degli esami di abilitazione alla guida, in luogo di quella di favoreggiamento reale, poiché il ricorrente, dipendente della motorizzazione civile, aveva collaborato con la moglie, titolare di una scuola guida, prima e durante la commissione del reato).

Cassazione penale sez. V, 17/01/2007, n.4997

Esami di teoria: autorizzazione allo svolgimento presso la scuola guida

Ai sensi dell’art. 121 comma 6 d.lg. 30 aprile 1992 n. 285, il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti ha la facoltà e non l’obbligo di autorizzare le scuole guida ad espletare gli esami di teoria presso la loro sede.

T.A.R. Campobasso, (Molise), 12/04/2006, n.267

Rinnovo dei tesserini per istruttore ed insegnante di scuola guida

La p.a. non può adottare atti che non corrispondano per presupposti, competenza, oggetto, funzione ed effetti ad uno schema già predeterminato in via generale ed astratta, da una norma primaria dell’ordinamento; pertanto, è illegittimo il rinnovo dei tesserini per istruttore ed insegnante di scuola guida, che sia subordinato allo svolgimento dell’attività lavorativa solo presso un’autoscuola, poiché l’art. 8 comma 4, d.m. 17 maggio 1995 n. 317, dispone che l’autoscuola possa utilizzare insegnanti ed istruttori a tempo parziale regolarmente abilitati e lavoratori autonomi anch’essi abilitati.

T.A.R. Milano, (Lombardia) sez. I, 24/04/2002, n.1650

Sinistro mortale istruttore di scuola guida

Il sinistro mortale occorso all’artigiano istruttore di scuola guida in occasione del rientro in sede con il veicolo della scuola, dopo il riaccompagnamento a casa dell’allievo al termine della lezione, va considerato infortunio in occasione di lavoro, e, come tale, va ricompreso nell’ambito degli eventi indennizzabili dall’Inail, ai sensi dell’art. 2 d.P.R. 30 giugno 1965 n. 1124, dovendosi ritenere il riaccompagnamento a casa dell’allievo, dopo la lezione, attività strettamente collegata e connessa a quella dell’insegnamento della guida.

Tribunale Crema, 27/02/1996

Istruttore di scuola guida: infortunio sul lavoro in itinere

In tema di infortunio sul lavoro “in itinere” – ove l’attività di un titolare e istruttore di scuola guida (assicurato presso l’Inail quale artigiano), di riaccompagnamento di un’allieva, dopo la lezione, possa considerarsi connessa ed accessoria all’attività di insegnamento vera e propria – tale connessione va riconosciuta anche per il viaggio di ritorno verso il centro urbano nel quale è ubicata la scuola, pur in difetto di specifica prova che l’interessato al momento dell’incidente si stia recando proprio presso la scuola al fine della continuazione della relativa attività e nonostante la prova di sosta intermedia.

Cassazione civile sez. lav., 19/04/1995, n.4346

Pratiche automobilistiche e di scuola-guida

L’art. 1 della l. 25 novembre 1971 n. 1088 (modificato dalla l. 3 giugno 1975 n. 160), nell’includere fra i destinatari dell’assicurazione obbligatoria contro le malattie i titolari di agenzia per pratiche automobilistiche e di scuola-guida, ha inteso riferirsi agli esercenti tale attività nelle forme dell’impresa commerciale, senza escludere che la stessa attività possa essere svolta, ricorrendone i requisiti di legge, nelle forme dell’impresa artigiana; detta norma, inoltre, siccome concernente l’assicurazione obbligatoria contro le malattie (anche) dei suindicati soggetti, non è utilizzabile, atteso l’art. 14 delle preleggi, ai fini della determinazione dei contributi previdenziali da essi dovuti per i loro dipendenti, avendo a tal fine rilievo il carattere commerciale o artigiano dell’attività svolta dal titolare dell’agenzia.

Cassazione civile sez. lav., 26/08/1993, n.9051



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5 Commenti

  1. Molta gente dovrebbe frequentare la scuola guida una seconda volta dopo aver preso la patente o darsi una rinfrescata alle norme del Codice della Strada perché talvolta mi sembra di avere a che fare con dei principianti. Mi vien da chiedermi se queste patenti le regalano o questi automobilisti improvvisati le hanno trovate nel pacchetto delle patatine

  2. Ho iscritto mio figlio a scuola guida e devo dire che si sta impegnando molto per superare l’esame di teoria. Ha trovato dei test su Internet per esercitarsi affinché possa andare preparato all’esame e non farsi sopraffare dall’ansia e dal timore di qualche domanda contorta. Ai miei tempi, studiavamo dal libro e ci esercitavamo in classe, ma adesso ci sono tutti questi test online per cui prendersi la teoria è diventato un gioco da ragazzi

  3. Superato l’esame teorico, adesso mi sto esercitando alla pratica. Sto usando un’auto vecchia di mio nonno che con tanta pazienza mi ha portato in alcune stradine per imparare la guida. Ho preso anche l’autostrada ed eseguito manovre un po’ più complicate. Mi auguro di passare l’esame pratico perché ho bisogno di essere indipendente e non organizzarmi la vita in base agli orari dell’autobus o agli impegni dei miei familiari o dei miei amici più grandi

  4. La prima cosa che ho fatto non appena ho compiuto i miei 18 anni è stato iscrivermi a scuola guida e iniziare subito a frequentare i corsi. Non ci ho pensato due volte. Ho sostenuto l’esame di teoria in tempi strettissimi. Ho poi fatto le guide consigliate esercitandomi poche volte a casa e sono riuscita subito a passare l’esame della pratica. Amo guidare e fare viaggi. Potrei guidare per ore. Non vedo l’ora che la situazione pandemica si sblocchi così da organizzare una piccola gita nel weekend e riuscire a visitare posti nuovi

  5. C’è chi ci mette una vita prima di prendersi la patente. Una mia amica per anni ha evitato di prenderla. Il suo fidanzato e tutte noi amiche l’abbiamo sempre incoraggiata sia per essere indipendente sia perché un domani, quando avrà dei figli o in presenza di qualsiasi emergenza, potrà mettersi in auto e recarsi a svolgere anche la più banale delle attività quotidiane. Nel periodo in cui la mia auto è stata dal carrozziere per una settimana ho avvertito l’esigenza di guidare. Poi, c’è chi ama farsi “portare” e quindi non sente neppure il bisogno di prendersi la patente di guida e frequentare corsi di scuola guida. Non so come facciano queste persone

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