Fattura elettronica: scadenza nel giorno festivo

15 Maggio 2020 | Autore:
Fattura elettronica: scadenza nel giorno festivo

Il differimento dei termini al primo giorno lavorativo successivo non opera per gli adempimenti di tipo contrattuale, non rivolti direttamente all’Amministrazione.

Il Fisco non conosce domeniche: lo sanno bene i commercialisti, ma adesso anche i contribuenti con partite Iva devono fare i conti con questo principio, specialmente quando emettono fattura elettronica.

Esiste da tempo una norma [1] che consente di differire i versamenti e gli adempimenti – anche quelli telematici – che scadono di sabato o in un giorno festivo, rinviandoli al primo giorno lavorativo successivo.

Ma questa pausa non sempre è riconosciuta valida. Ora, è intervenuta l’Agenzia delle Entrate che prende posizione sulla scadenza delle fatture nel giorno festivo, rispondendo ad un interpello [2] di un contribuente che aveva inserito di lunedì (13 gennaio 2020) nel sistema telematico di interscambio (noto come Sdi) alcune fatture datate 31 dicembre 2019.

L’invio è stato ritenuto tardivo perché avvenuto oltre i 12 giorni previsti [3], che erano scaduti il giorno precedente, domenica 12 gennaio. Secondo l’Agenzia, l’obbligo di emissione della fattura (analogica o elettronica) non rientra tra quelli che è possibile posticipare al primo giorno successivo non festivo.

Nella risposta all’interpello, l’Agenzia spiega che la norma che consente il differimento riguarda «gli adempimenti che il contribuente deve assolvere nei confronti dell’Amministrazione finanziaria, mentre la fattura è destinata alla controparte contrattuale affinché quest’ultima possa esercitare alcuni diritti fiscalmente riconosciuti (detrazione dell’Iva e deduzione del costo)».

Ora, la fattura elettronica si considera validamente emessa, entro 12 giorni dall’effettuazione dell’operazione, quando viene inserita nello Sdi [4] e in questi casi – spiega l’Agenzia – «nel documento deve essere indicata la data dell’operazione mentre la data di emissione è valorizzata direttamente dallo Sdi all’atto della trasmissione del file al sistema».

Nel caso esaminato, le fatture erano state inserite nello Sdi e inviate al destinatario, tramite Sdi, il 13° giorno. Poiché l’adempimento dell’emissione della fattura e della sua trasmissione al cliente è stato considerato dall’Agenzia di tipo contrattuale anziché riferito ad un obbligo tributario, il differimento dei termini previsto per gli adempimenti ed i versamenti non opera: qui la scadenza avviene inesorabilmente anche di domenica, senza possibilità di proroga.

Così diventano applicabili le sanzioni [5] per il ritardo nell’emissione dovuto alla trasmissione delle fatture allo Sdi oltre il 12° giorno: in questo caso quelle calcolate in misura fissa, da 250 a 2.000 euro anziché quelle variabili in relazione all’ammontare dei corrispettivi e dell’imposta relativa, perché l’operazione, pur se «tardivamente documentata», è avvenuta comunque entro i termini della liquidazione periodica, e così non ha inciso non ha inciso sulla corretta liquidazione del tributo e non rileva neppure ai fini della corretta determinazione del reddito. Resta comunque la possibilità di avvalersi del ravvedimento operoso.


note

[1] Art. 7, comma 1, lettera h), del D.L. 13 maggio 2011, n. 70, convertito con modificazioni in Legge 12 luglio 2011, n. 106.

[2] Agenzia Entrate, risposta a interpello n.129/2020.

[3] Art. 21, comma 4, D.P.R. n.633/1972.

[4] Circolare Agenzia Entrate n. 14/E del 17 giugno 2019.

[5] Art. 6, lett. b) del D.Lgs. 18 dicembre 1997, n. 471.


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