Cronaca | News

Coronavirus: c’è la possibilità di una seconda ondata

15 Maggio 2020
Coronavirus: c’è la possibilità di una seconda ondata

L’epidemiologo Vittorio Demicheli: «Il dato dei decessi sarà l’ultimo ad abbassarsi definitivamente».

Sebbene sia iniziata la Fase 2, il numero di casi Covid-19 non accenna a diminuire, anzi i numeri di ieri sono preoccupanti. I decessi sono aumentati di 262 unità in un solo giorno (leggi Coronavirus: tornano a salire contagi e decessi). L’epidemiologo Vittorio Demicheli, riferendosi ai 111 morti di ieri in Lombardia, dichiara che non c’è “Nessun allarme, lo diciamo da settimane, anche ora che la situazione sta rientrando verso la normalità: il dato dei decessi sarà l’ultimo ad abbassarsi definitivamente”.

Anche se “è il dato più triste da comunicare – spiega l’esperto in un’intervista al ‘Corriere della Sera’ – è anche l’ultimo degli indicatori che ci preoccupano in questo momento: i morti di ieri sono persone che hanno contratto l’infezione un mese fa. Sono lunghe storie cliniche, non riguardano il presente, mentre adesso l’attenzione è focalizzata su eventuali riprese del contagio“.

“Prioritario è preparare il sistema a un’eventuale seconda ondata – sostiene l’esperto, direttore sanitario dell’Ats Milano Città Metropolitana – per questo ci sono tre elementi che più di tutti dobbiamo tenere sotto controllo: intanto le chiamate al 118, poi il flusso nei pronto soccorso, quindi i contagi di giornata. La situazione è piuttosto tranquillizzante. La curva di richiesta di interventi in questo senso è piatta. Anche se resta leggermente più alta dei tempi pre-epidemia”.

Secondo Demicheli, come riporta una nota di Adnkronos, bisogna “evitare, come è successo nei tempi più critici, che la gente arrivi in ospedale in condizioni disperate: durante la fase di picco il 118 poteva gestire solo i casi più gravi, ora si può curare meglio anche quelli che segnalano situazioni più lievi. L’attenzione è precoce, possiamo curare anche i sospetti”.

L’epidemiologo chiarisce che “i nuovi positivi sono direttamente proporzionali al numero dei tamponi. Una percentuale che ora si è ridotta molto, intorno al 3% dei test. E circa un terzo di questi nuovi contagi arriva dallo screening di massa che si sta ultimando nelle Rsa. Penso che il virus – conclude – anche se in maniera ridotta sia ancora tra la popolazione. Ma più i giorni passano, più possiamo sperare che il serbatoio sia sempre più piccolo per consentire una ripresa”.



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