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Traffico internazionale di anabolizzanti: l’indagine del Nas

15 Maggio 2020
Traffico internazionale di anabolizzanti: l’indagine del Nas

Una complessa e articolata attività investigativa: 32 persone coinvolte a vario titolo.

L’indagine condotta dal Nas di Torino nasce da una precedente attività investigativa in cui numerosi bodybuilder agonisti del torinese erano stati trovati in possesso di un grande quantitativo di farmaci anabolizzanti, approvvigionati anche attraverso l’uso di applicazioni su smart-phone.

Una minuziosa attività di analisi di messaggistica su noti applicativi di chat on-line ha consentito di risalire ad una fitta rete dedita al traffico di sostanze dopanti su tutto il territorio nazionale, individuando alcuni strategici trafficanti e diversi spacciatori che operano su larga scala.

Sono state effettuate preliminari perquisizioni mirate a carico di soggetti ritenuti centrali. Nel corso delle perquisizioni, è stato rinvenuto e sequestrato un ingente quantitativo di farmaci anabolizzanti. Da qui, sono stati rintracciati tre distinti filoni di fornitura (in Puglia, Sicilia e Veneto), che confluivano sullo stesso soggetto.

I tre canali erano gestiti mediante profili facebook “civetta”, in cui venivano illustrati e pubblicizzati farmaci anabolizzanti con l’intento di attrarre il potenziale cliente che, dopo un primo contatto, veniva indirizzato su una chat criptata. Tutti i pagamenti avvenivano tramite carte Postepay e bonifici Western Union. Le spedizioni dei plichi venivano effettuate tramite ignari servizi di corriere espresso.

Reati perseguiti

I reati perseguiti sono:

  • utilizzo o somministrazione di farmaci o altre sostanze al fine di alterare le prestazioni agonistiche degli atleti (art.586 bis cod. pen.);
  • spaccio di sostanze stupefacenti del tipo nandrolone (art. 73 D.P.R. 309/90);
  • ricettazione (art. 648 cod.pen);
  • esercizio abusivo della professione sanitaria (art. 348 cod.pen.);
  • commercio e somministrazione di farmaci in modo pericoloso per la salute pubblica (art. 445 cod.pen.);
  • commercio di medicinali guasti e/o imperfetti (art. 443 cod. pen.).

I 210 soggetti oggetto di interesse operativo hanno precedenti specifici nel campo del doping e sono inseriti a livello nazionale e internazionale negli ambienti sportivi: palestre, personal trainer, body builder, negozi di integratori alimentari, operatori della sicurezza.

Tra questi: 74 atleti agonisti iscritti a federazioni sportive; 11 titolari di palestre (su tutto il territorio nazionale); 4 titolari di negozi di integratori alimentari (su tutto il territorio nazionale).

I farmaci oggetto di traffico

Si tratta di medicinali contenenti principi attivi ad effetto anabolizzante (con obbligo di prescrizione medica), alcuni dei quali destinati all’uso veterinario e in gran parte non commercializzabili sul territorio nazionale.

I quadri sanzionatori sul commercio illecito e la somministrazione di tali farmaci, sostanzialmente di provenienza straniera, sono disciplinate dalla Legge 376/2000 sul contrasto al doping e dal DPR 309/90, testo unico sugli stupefacenti: a tal riguardo al fine di dimostrare come tali traffici siano “contigui” a quelli riconducibili alle più consuete sostanze stupefacenti, vi è da riportare che nell’ambito dell’attività investigativa, è stato effettuato, a latere dell’indagine principale, anche un rilevante sequestro di sostanze stupefacenti (5 kg. di marijuana e hashish).

Indagine internazionale

Il campo d’azione dell’indagine ha interessato anche l’ambito internazionale. Sono stati effettuati accertamenti sui canali di fornitura esteri, eseguiti con la collaborazione di EUROPOL quale agenzia di cooperazione internazionale delle Forze di polizia.

L’attività d’indagine odierna, si inserisce nell’ambito di una vasta azione/operazione di contrasto al doping, sviluppata e coordinata a livello europeo proprio da EUROPOL, nella quale i Carabinieri dei NAS rivestono il ruolo di co-leader sulla scorta dell’expertise di eccellenza maturata nel settore e riconosciuta nei consessi internazionali.

La stessa EUROPOL ha fornito di supporto attivo all’operazione con l’impiego di proprio personale operativo e di analisi criminale mediante un VMO (Virtual Mobile Office) che, da remoto (a causa dell’emergenza pandemica in corso), ha consentito in tempo reale di effettuare riscontri operativi immediati in tutto il territorio europeo.



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1 Commento

  1. Io parlerei anche di doping. In quante palestra ci sono soggetti che stanno a fare pesi e sono super gonfi perché “grosso è bello”. Ma a me disgustano certi fisici esagerati e visibilmente pompati. Sappiate che certe sostanze vi intossicano!

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