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Omessi contributi: la rateazione con Equitalia salva dal reato

23 Luglio 2014
Omessi contributi: la rateazione con Equitalia salva dal reato

L’accordo funge da esimente quando si è perfezionato prima della notifica dell’accertamento da parte dell’Inps.

La crisi finanziaria esclude il dolo di molti imprenditori dai reati di natura tributaria. Tant’è che la stessa Corte di Cassazione sta assumendo un atteggiamento più flessibile nei confronti degli imputati. Da ultimo, una sentenza di stamattina [1] stabilisce che non risponde di omissione contributiva l’imprenditore che ha concordato la rateizzazione del debito con Equitalia, ancor prima dell’accertamento da parte dell’Inps. Assoluzione piena, dunque, per il contribuente che sceglie di dilazionare il debito della cartella esattoriale prima di ricevere la raccomandata dell’Istituto di Previdenza sociale. Tale circostanza fa sì che venga meno il dolo in quanto l’accordo con la società di riscossione crea la convinzione nel contribuente non essere più punibile per l’informazione contributiva.

Sul punto la Suprema Corte ha sottolineato che “la rateizzazione rappresenta una manifestazione del favore legislativo verso i contribuenti in temporanea difficoltà economica, ai quali viene offerta la possibilità di regolarizzare la propria posizione tributaria senza incorrere nel rischio di insolvenza; essa dunque comporta la sostituzione del debito originario con uno diverso, conseguendone un effetto non dissimile da quello che si produce in seguito all’accoglimento della domanda di condono (posto che detta accettazione, se seguita dal pagamento della prima rata, comporta la definitiva sostituzione dell’obbligazione assunta dal contribuente all’obbligazione tributaria originaria”.

Sulla medesima questione, già il Consiglio di Stato [2] aveva precisato che, sul versante tecnico, la rateizzazione del debito, sia pure di natura tributaria e non previdenziale, si traduce in un beneficio che, una volta accordato, comporta la sostituzione del debito originario con uno diverso. In particolare, l’ammissione alla rateizzazione, rimodulando la scadenza dei debiti e differendone l’esigibilità, implica la sostituzione dell’originaria obbligazione a seguito dell’insorgenza di un nuovo rapporto obbligatorio [3].


note

[1] Cass. sent. n. n. 32598 del 23.07.14.

[2] Cons. Stato sent. n. 15/2013.

[3] Secondo i canoni della novazione oggettiva di cui agli artt. 1230 cod. civ.

Autore immagine: 123rf com


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