Sindrome di Kawasaki sui bambini, perché adesso fa più paura

15 Maggio 2020
Sindrome di Kawasaki sui bambini, perché adesso fa più paura

L’allarme dell’Organizzazione mondiale della sanità, che chiede la collaborazione dei medici di tutto il mondo, in particolare italiani, per studiare più a fondo la malattia, dopo la morte di un bimbo in Francia.

Una brutta notizia è arrivata oggi da Marsiglia: un bambino di 9 anni è morto per una sindrome simile a quella di Kawasaki. Si tratta di una malattia ancora misteriosa: ne è sconosciuta l’origine e si parla di un legame con il Coronavirus, emergente da uno studio italiano, che andrà confermato da ulteriori analisi. Pare che il piccolo, al momento della morte, non fosse positivo al Covid, ma potrebbe averlo contratto in precedenza: dal test sierologico risultava essere entrato in contatto con la malattia. In Francia è il primo decesso per questa sindrome. E la paura di analoghe conseguenze tragiche per altri piccoli malati, adesso, cresce. Non solo per la morte di questo bambino, ma anche perché sappiamo poco di questa rara patologia.

L’allarme dell’Organizzazione mondiale della sanità

Sull’argomento è intervenuta, oggi, l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), annunciando la pubblicazione di un documento in serata. “Nelle ultime settimane – ha ricordato il direttore generale Tedros Adhanom Ghebreyesus, in conferenza stampa a Ginevra – rapporti provenienti da Europa e Nord America hanno descritto un piccolo numero di bambini ricoverati in unità di terapia intensiva con una condizione infiammatoria multisistemica, con alcune caratteristiche simili alla malattia di Kawasaki e alla sindrome da shock tossico. I primi rapporti ipotizzano che questa sindrome possa essere correlata a Covid-19. È dunque fondamentale caratterizzare con urgenza e attenzione questa sindrome clinica, comprenderne la causalità e descrivere gli interventi terapeutici. Insieme alla nostra rete clinica globale, abbiamo sviluppato una definizione e un modulo di segnalazione dei casi. Chiedo ai medici di tutto il mondo di collaborare con le autorità nazionali e l’Oms e di rimanere in allerta per comprendere meglio questa sindrome nei bambini”.

L’Oms punta in particolare sull’aiuto italiano. “Stiamo chiedendo a una serie di Paesi, come l’Italia – ha aggiunto Maria Van Kerkhove, responsabile tecnico per il Coronavirus dell’Oms – di dirci come si è manifestata. Abbiamo bisogno di più informazioni raccolte in modo standardizzato, perché consideriamo che alcuni bimbi colpiti sono stati testati per Covid-19, mentre altri no, quindi non sappiamo ancora se ci sia una correlazione. Sappiamo che è rara e chiediamo ai medici di aiutarci a descriverla meglio per sviluppare migliori trattamenti”.

La sindrome in Italia

Ci eravamo già occupati della sindrome di Kawasaki (per approfondire leggi l’articolo: Coronavirus, l’infiammazione misteriosa che colpisce i bimbi). In estrema sintesi possiamo dire che si tratta di una vasculite, cioè un’infiammazione dei vasi sanguigni che colpisce prevalentemente i bambini sotto i 10 anni, più spesso ancora sotto i 5. Si manifesta anche attraverso eruzioni cutanee molto evidenti. Uno dei classici segnali è la cosiddetta “lingua a fragola”, mostrata nella foto in cima all’articolo, molto arrossata, con labbra gonfie e sanguinamento.

Sono stati i medici dell’ospedale di Bergamo a scoprire un legame tra la malattia e il Covid-19: ad aprile, nella provincia lombarda, si è registrato un numero di casi trenta volte superiore al passato. Al momento, secondo quanto risulta all’agenzia di stampa Adnkronos, sono una settantina i casi diagnosticati in Italia, 20 nel Bergamasco, il resto altrove, sul territorio nazionale. I medici stanno raccogliendo dati per realizzare un registro dei casi.


note

Nella foto: la cosiddetta “lingua a fragola”, caratteristica della sindrome di Kawasaki, con labbra rosse e gonfie, screpolature verticali e sanguinamento.

Autore immagine: Dong Soo Kim derivative work

Fonte immagine: Wikipedia


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