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L’enfasi nella pandemia

15 Maggio 2020 | Autore:
L’enfasi nella pandemia

Il timing è quello dell’approvazione dei bilanci consuntivi 2019 delle Casse di previdenza dei professionisti che tutte, in mancanza del regolamento investimenti ministeriale, hanno adottato il regolamento AdEPP.  

L’art. 10 – Prospetto informativo a valori correnti- del regolamento, prevede che: l’Ente approva annualmente, secondo gli stessi termini relativi al bilancio di esercizio, un prospetto recante l’esposizione delle attività detenute determinate a valori correnti. Il prospetto è trasmesso ai Ministeri Vigilanti e alla Covip entro venti giorni dalla sua approvazione. Entro lo stesso termine, l’Ente provvede alla pubblicazione del prospetto sul proprio sito internet.

 Vedrete grande enfasi nella presentazione del saldo attivo ma nessuna scheda di valutazione del patrimonio a valori correnti dopo la pandemia e nessuna indicazione del debito previdenziale latente.

Come se le Casse dei professionisti vivessero su Marte e non sulla Terra, travolta dalla virulenza del Coronavirus e dal suo impatto sulla società e sull’economia reale.

La difficoltà di prefigurare quale sarà l’evoluzione del contagio, la carenza di informazioni statistiche affidabili, la presenza di canali di trasmissione nuovi, attraverso i quali la crisi sanitaria colpisce l’economia, sono solo alcuni dei fattori che rendono oggi più complesso il mestiere di chi fa previsioni (Previsioni ai tempi del Coronavirus della Banca d’Italia dell’11.05.2020).

Il mondo del lavoro è stato pesantemente investito dall’emergenza coronavirus. Moltissime aziende e attività commerciali sono in crisi o hanno subito perdite economiche ingenti. Ad avere la peggio sono stati ristoranti, bar, locali, turismo, trasporti ma anche il settore dell’intrattenimento, quello sportivo, cinema e spettacoli. Solo in Europa, il covid sta mettendo a rischio ben 60 milioni di posti di lavoro.

Secondo uno studio di McKinsey, “Safeguarding Europe’s livelihoods: Mitigating the employment impact of COVID-19, ad avere la peggio saranno tutte quelle persone senza laurea o quei dipendenti o professionisti con pochi guadagni e contratti a singhiozzo. Si teme una nuova frattura sociale, dove il varco tra ricchi e poveri potrebbe allargarsi ancora.

Lo studio ha evidenziato che i più danneggiati saranno i giovani e le persone con un basso livello di istruzione. In linea generale, chi opera in un settore dove si può lavorare anche in smart working sarà certamente meno colpito rispetto a quelle attività in cui è necessaria la presenza in sede come fabbriche o negozi.

La Fondazione studi consulenti del lavoro, in questi giorni, ha pubblicato un interessante report sul “Ritorno al lavoro per 4,4 milioni di italiani, al Nord prima che al Sud, anziani più dei giovani”.

Dal report si evince che la maggioranza degli occupati che riprenderanno a lavorare è dipendente mentre gli autonomi dovranno ancora aspettare per riprendere appieno le proprie attività lavorative.

Per quanto riguarda il profilo degli occupati risulta che i lavoratori più giovani saranno costretti a stare in casa più degli anziani.

Tragica la situazione dell’avvocatura italiana, travolta da numerosi protocolli dei vari tribunali, priva di linee guida nazionali.

La crescita in modo esponenziale del numero e la diminuzione dei redditi ha prodotto una polarizzazione del settore verso l’alta specializzazione da una parte e verso quella non specializzata dall’altra, con una crescita a dismisura della disuguaglianza.

Vincerà solo chi saprà stare nel mercato, chi si professionalizzerà e chi saprà stare nella filiera competitiva. (Si veda il Rapporto annuale sull’avvocatura italiana del CENSIS).

È facile prevedere che per il 2020, e anche per il 2021, avremo una consistente diminuzione del reddito, con minori incassi da contribuzione previdenziale per Cassa Forense.

In questi giorni, è nato un coordinamento di professionisti, lungimiranti, per affrontare i problemi di sostenibilità delle Casse di previdenza dei professionisti.

Quando ci sono milioni di processi pendenti, quando gli avvocati sono più dei clienti, quando le leggi e le norme superano tutte quelle emanate nel resto del mondo, quando la disfunzione è la norma e l’irrazionalità è la regola (come scrive l’avv. Salvatore Lucignano), strepitare non serve proprio a nulla ma occorrerebbe aprire un tavolo di confronto e provare a raddrizzare la barca che sta facendo acqua da tutte le parti.

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Fonte: Diritto e Giustizia



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