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Vendita auto: evita il fermo amministrativo?

17 Maggio 2020
Vendita auto: evita il fermo amministrativo?

Si può evitare il fermo auto vendendo la macchina prima che arrivi la misura cautelare dell’agente della riscossione?

Un nostro lettore non è in regola con il bollo auto. Per diversi anni, infatti, non ha versato l’imposta automobilistica. Ha già ricevuto un sollecito da parte della Regione e, dopo di questo, la cartella esattoriale dell’agente per la riscossione dei tributi locali. Teme ora che possa sopraggiungere una misura cautelare come il fermo amministrativo che gli potrebbe impedire di utilizzare il veicolo per andare al lavoro. Dopo aver letto le nostre guide sul bollo auto, il lettore ci chiede se, vendendo subito l’auto, prima cioè che arrivi il preavviso di fermo, è possibile evitare tale misura cautelare.

In particolare, l’intenzione del contribuente sarebbe quella di disfarsi al più presto della macchina alla quale si riferiscono gli arretrati del bollo e di comprarne una nuova in modo da non restare a piedi. Così dunque conclude la richiesta pervenuta alla nostra redazione: la vendita dell’auto evita il fermo amministrativo?

Il quesito che ci è stato posto è, tuttavia, frutto di un equivoco che merita di essere confutato affinché non si cada in frettolosi errori. Di tanto parleremo qui di seguito. Ma procediamo con ordine.

Se non pago il bollo auto posso circolare con la macchina?

Il bollo auto è una tassa e, al pari di qualsiasi altra, l’omessa regolarizzazione costituisce un’evasione fiscale. Evasione che, tuttavia, non costituisce né un reato, né una violazione del Codice della strada. Essa implica solo la nascita di un debito nei confronti dell’amministrazione. Dunque, chi non paga il bollo può continuare a circolare ma deve essere consapevole che la Regione (o, laddove previsto, la Provincia autonoma) potrà agire nei suoi confronti.

L’azione rivolta al recupero del bollo auto parte dalla notifica di una cartella esattoriale. Dopo di questa seguono le normali misure esecutive o, per usare una parola più comune, il pignoramento. Dunque, venendo al sodo, chi non versa il bollo auto può subire il pignoramento di beni come il conto corrente, lo stipendio, la pensione, l’automobile. Impossibile pensare al pignoramento immobiliare che scatta solo per debiti superiori a 120mila euro.

Anche a pignoramento avvenuto, il debitore può continuare a circolare con l’auto: come detto, infatti, non c’è alcuna correlazione tra l’evasione dell’imposta automobilistica e l’utilizzo della macchina. È un po’ ciò che succede con chi non versa l’Imu che, ciò nonostante, può continuare a vivere all’interno della propria abitazione.

Se non pago il bollo auto subisco il fermo amministrativo?

Tra le misure di pignoramento ci sono anche l’automobile, il motociclo o il motoveicolo. Il che significa che l’esattore può ben pignorare il mezzo del contribuente e metterlo all’asta.

Nel frattempo, però, ossia in vista di tale misura esecutiva, l’agente per la riscossione può disporre il fermo auto che ha lo scopo di evitare che, nel frattempo, il debitore possa utilizzare il veicolo, rovinandolo o riducendone il valore.

Il fermo amministrativo dunque è una misura che mira a preservare il bene del debitore in vista di un successivo – ma non scontato – pignoramento. Ecco perché il fermo viene chiamato “misura cautelare”.

Il più delle volte, il fermo si rivela una misura più che sufficiente per convincere il contribuente a pagare o a chiedere una rateazione.

Vendita auto: evita il fermo amministrativo?

Almeno 30 giorni prima dell’iscrizione del fermo, l’agente per la riscossione invia al contribuente un preavviso che ha lo scopo di consentire a quest’ultimo di evitare la misura cautelare, pagando o chiedendo la rateazione.

Si può inoltre evitare il fermo dimostrando che l’auto è un veicolo strumentale all’attività imprenditoriale o professionale. In pratica, il mezzo deve servire al lavoro e non semplicemente al lavoratore come mezzo di trasporto per raggiungere l’ufficio o l’azienda.

Chi, per evitare il fermo amministrativo, vende l’auto, deve farlo sicuramente prima che arrivi il preavviso di fermo. Difatti, se dovesse agire successivamente, l’atto di vendita potrebbe essere revocato in quanto posto in frode ai creditori.

Se l’esattore dovesse rilevare che il contribuente non è proprietario di veicoli non potrà iscrivere alcun fermo e dovrà avviare altre misure esecutive.

Invece, si può rivelare completamente sbagliata la scelta di vendere l’auto cui si riferiscono i bolli arretrati per acquistarne un’altra nella convinzione (falsa) che su quest’ultima il fermo non possa essere iscritto. Difatti, non ci deve essere una necessaria correlazione tra il mezzo a cui si riferisce il bollo arretrato e quello su cui viene iscritto il fermo. In altri termini, il fermo può essere iscritto su qualsiasi veicolo del contribuente, anche su uno acquistato in un momento successivo al sorgere del debito. Ben potrebbe essere quindi che il fermo venga effettuato sull’auto nuova.

Naturalmente, condizione per l’iscrizione del fermo è che, nel frattempo, il debito non sia caduto in prescrizione. Prescrizione che si verifica dopo 3 anni, a partire dal 1° gennaio dell’anno successivo a quello in cui il bollo è scaduto.



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