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Ingresso galleria: ultime sentenze

29 Giugno 2020
Ingresso galleria: ultime sentenze

Leggi le ultime sentenze su: circolazione stradale; reato di omicidio colposo aggravato; violazione delle norme sulla circolazione stradale; assenza di illuminazione in un tratto della galleria percorsa; pericolo costituito dall’ingombro della carreggiata; eccessiva velocità del conducente che sopravviene in galleria.

Morte di un automobilista

È corretta la scelta degli agenti della stradale che, disattendendo l’ordine di posizionarsi all’ingresso di una galleria per segnalare il pericolo derivante da una forte grandinata, si erano recati all’uscita per soccorrere i feriti di un indicente e ai quali è stata invece addebitata per colpa la morte di un automobilista per la concretizzazione del rischio che avevano omesso di segnalare.

Corte di Cassazione, Sezione 4, Penale, Sentenza, 15/04/2009, n. 15869

Il reato di omicidio colposo stradale

In tema di circolazione stradale, il reato di omicidio colposo aggravato dalla violazione delle norme sulla circolazione stradale non può ritenersi assorbito in quello di partecipazione ad una gara automobilistica non autorizzata cui consegua la morte di una o più persone di cui all’art. 9 ter, comma secondo C.d.S, in tutti i casi in cui risulti che la morte sia conseguenza diretta ed immediata di un’infrazione diversa ed ulteriore rispetto alla violazione del divieto di gareggiare in velocità.

(Fattispecie relativa ad una gara non autorizzata nel corso della quale una delle auto, omettendo di rallentare all’ingresso in galleria, aveva tamponato una vettura estranea alla competizione, cagionando il decesso di uno dei passeggeri, in cui la Corte, in applicazione del suddetto principio, riqualificato il reato di cui all’art. 9 ter, comma secondo C.d.S. in quello di cui al comma primo del medesimo articolo, ha ritenuto configurabile il concorso con il reato di omicidio colposo di cui all’art. 589 comma quarto, cod. pen.).

Cassazione penale sez. IV, 14/01/2016, n.16610

Esistenza di una situazione di obiettiva pericolosità

In tema di responsabilità per danni da cose in custodia, qualora il danno non derivi da un dinamismo interno della “res”, in relazione alla sua struttura o funzionamento, ma presupponga un intervento umano che si unisca al modo d’essere della cosa inerte, il danneggiato può provare il nesso causale tra evento dannoso e bene in custodia unicamente dimostrando l’obiettiva situazione di pericolosità dello stato dei luoghi, tale da rendere probabile, se non inevitabile, il danno stesso.

(In applicazione dell’anzidetto principio, la S.C. ha rigettato la domanda risarcitoria per danni da caduta da un motociclo, che il conducente pretendeva di porre in rapporto di causalità con l’assenza di illuminazione in un tratto della galleria percorsa, sebbene la possibilità di una temporanea avaria dell’illuminazione risultasse segnalata su apposito cartello collocato all’ingresso della galleria).

Cassazione civile sez. VI, 20/10/2015, n.21212

Perdita del controllo del proprio autoveicolo

La condotta del guidatore che ostruisce la carreggiata stradale (tanto più se a rapido scorrimento), ponendosi di traverso, non interrompe il nesso di casualità in ordine agli eventi collisivi verificatisi a causa della condotta colposa (per eccessiva velocità o mancato rispetto della distanza di sicurezza) dei conducenti dei veicoli nel frattempo sopraggiunti.

Del resto, l’utente della strada, nel caso di infortunio subito da un terzo, potrebbe andare esente da responsabilità solo se provi che la sua condotta fu immune da qualsiasi addebito, sia sotto il profilo della colpa specifica, che della colpa generica, sì da presentarsi in tal caso la condotta medesima quale semplice occasione dell’evento.

(Nella specie, secondo la Corte correttamente era stata ravvisata la colpa nell’eziologia dell’incidente a carico di un automobilista che, procedendo ad andatura elevata ed eccessiva rispetto al contesto della vicenda, perdendo il controllo del proprio autoveicolo, aveva “falciato”, provocandone la morte, alcuni utenti della strada che, su un tratto autostradale, poco prima dell’ingresso in una galleria, stavano segnalando la presenza, all’interno della galleria, di un veicolo ivi fermatosi a seguito di incidente).

Cassazione penale sez. IV, 26/03/2010, n.19630

Segnalazione pericolo di una grandinata

In caso di conflitto tra doveri collocabili in un definito ordine gerarchico tra loro, l’adempimento di quello più importante esclude l’addebitabilità a titolo di colpa delle conseguenze connesse alla violazione del dovere cautelare soccombente.

(Nella fattispecie i giudici di legittimità hanno considerato corretta la scelta operata da alcuni agenti della polizia stradale che, disattendendo l’ordine impartito dalla centrale operativa di posizionarsi all’ingresso di una galleria per segnalare il pericolo derivante da una forte grandinata, si erano recati all’uscita della medesima galleria per soccorrere i feriti di un incidente stradale e ai quali, per tale motivo, era stata invece addebitata per colpa la morte di un automobilista avvenuta per la concretizzazione del rischio che avevano omesso di segnalare).

Cassazione penale sez. IV, 03/02/2009, n.15869

Segnalazione del pericolo costituito dall’ingombro della carreggiata

Qualora taluno, trovandosi nella necessità di operare una scelta fra due condotte, entrambe corrette, abbia dato la preferenza a quella dalla quale sia poi derivato un fatto lesivo in danno di terzi, di un tale evento egli non può in alcun modo essere ritenuto responsabile (principio affermato a sostegno dell’annullamento senza rinvio, da parte della S.C., perché il fatto non costituiva reato, della decisione di merito con la quale, a seguito della morte del conducente di un’autovettura il quale, inoltratosi in una galleria, si era schiantato contro uno dei veicoli fermi sulla sede stradale perché coinvolti in precedenti incidenti, era stata affermata la penale responsabilità, a titolo di omicidio colposo, di un agente della polizia di Stato per essersi verificato il fatto in un momento nel quale egli, dopo essere intervenuto per mero spirito di servizio ed essersi posto, per un certo tempo, all’ingresso della galleria onde segnalare ai conducenti dei veicoli sopravvenienti il pericolo costituito dall’ingombro della carreggiata all’interno di essa, aveva abbandonato detta posizione per sollecitare i conducenti dei veicoli fermi a sgombrare la sede stradale e ripristinare quindi le ordinarie condizioni di viabilità).

Cassazione penale sez. IV, 10/01/2001, n.12597

Condotta del guidatore che ostruisce la carreggiata 

La condotta del guidatore che ostruisce la carreggiata stradale (tanto più se a rapido scorrimento), ponendosi di traverso, non interrompe il nesso di casualità in ordine agli eventi collisivi verificatisi a causa della condotta colposa (per eccessiva velocità o mancato rispetto della distanza di sicurezza) dei conducenti dei veicoli nel frattempo sopraggiunti.

Del resto, l’utente della strada, nel caso di infortunio subito da un terzo, potrebbe andare esente da responsabilità solo se provi che la sua condotta fu immune da qualsiasi addebito, sia sotto il profilo della colpa specifica, che della colpa generica, sì da presentarsi in tal caso la condotta medesima quale semplice occasione dell’evento.

(Nella specie, secondo la Corte correttamente era stata ravvisata la colpa nell’eziologia dell’incidente a carico di un automobilista che, procedendo ad andatura elevata ed eccessiva rispetto al contesto della vicenda, perdendo il controllo del proprio autoveicolo, aveva «falciato», provocandone la morte, alcuni utenti della strada che, su un tratto autostradale, poco prima dell’ingresso in una galleria, stavano segnalando la presenza, all’interno della galleria, di un veicolo ivi fermatosi a seguito di incidente).

Corte di Cassazione, Sezione 4, Penale, Sentenza, 25/05/2010, n. 19630

Omicidio colposo aggravato dalla violazione di norme del codice della strada

In tema di circolazione stradale, il reato di omicidio colposo aggravato dalla violazione delle norme sulla circolazione stradale non può ritenersi assorbito in quello di partecipazione ad una gara automobilistica non autorizzata cui consegua la morte di una o più persone di cui all’art. 9 ter, comma secondo C.d.S, in tutti i casi in cui risulti che la morte sia conseguenza diretta ed immediata di un’infrazione diversa ed ulteriore rispetto alla violazione del divieto di gareggiare in velocità.

(Fattispecie relativa ad una gara non autorizzata nel corso della quale una delle auto, omettendo di rallentare all’ingresso in galleria, aveva tamponato una vettura estranea alla competizione, cagionando il decesso di uno dei passeggeri, in cui la Corte, in applicazione del suddetto principio, riqualificato il reato di cui all’art. 9 ter, comma secondo C.d.S. in quello di cui al comma primo del medesimo articolo, ha ritenuto configurabile il concorso con il reato di omicidio colposo di cui all’art. 589 comma quarto, cod. pen.).

Corte di Cassazione, Sezione 4, Penale, Sentenza, 21/04/2016, n. 16610

Sospensione dei lavori dovuta a fatto e colpa dell’Amministrazione

La stipulazione della clausola «a forfait chiuso» non rende inagibile ogni pretesa di maggior prezzo, indennizzi conseguenti alla sospensione dei lavori o di compensi per opere realizzate in variante a quelle a suo tempo progettate.

(Nella specie la clausola si riferiva alla realizzazione di un progetto di galleria con implicita previsione di una normale conformazione delle rocce del massiccio montuoso, e non era quindi idonea a comprendere l’alea di difficoltà caratteristiche della struttura tettonica del massiccio, che le parti non erano in grado di prevedere anche adoperando la massima diligenza e che comunque avrebbero comportato la realizzazione di un’opera diversa da quella prevista nel contratto, non potendosi sostenere che si era inteso stipulare una prestazione di risultato costituita dalla perforazione della montagna, quali che potessero essere le sorprese geologiche che si sarebbero manifestate in fase esecutiva).

Il contratto con prezzo globale «a forfait chiuso» vincola la parte obbligata alla prestazione dell’opus verso un prezzo non suscettibile di modifiche, in relazione a elementi di controprestazione, che altrimenti darebbero luogo a un prezzo aggiuntivo; il patto di forfait ha, in sostanza, la funzione di evitare pattuizioni di dettaglio, prevedendo un prezzo tale da compensare eventuali altri costi di cui si sia omessa l’indicazione in dettaglio, ma pur rientranti nel ragionevole della previsione, oppure piccole variazioni di quantità, tra quelle stimate all’atto della pattuizione e quelle riscontrate nel corso dei lavori; pertanto è inammissibile l’interpretazione della predetta clausola oltre i termini dell’economia logica nella quale e stata concepita e risulta ragionevole.

La sorpresa geologica che può derivare dallo scavo di una galleria non è eliminabile con l’uso delle normali cautele, trattandosi di fatti o situazioni imprevedibili per loro natura, per cui solo i risultati dell’esecuzione possono fornire elementi di orientamento utili sui costi da affrontare per realizzare l’opera; con ciò non si nega che, come ipotesi statistica, lo scavo delle montagne possa presentare delle costanti, che consentano previsioni di prezzo, ma si deve escludere che possano trovare ingresso clausole che addossino all’Impresa gli oneri economici per le sorprese geologiche incontrate in occasione di scavi in galleria, data la difficoltà di fare previsioni in materia.

(Nella specie è stata esclusa l’operatività della clausola «a forfait chiuso», in quanto l’ispezione compiuta col foro esplorativo aveva messo in evidenza un impatto geologico dei lavori da eseguire tale da stravolgere ogni previsione, e da rendere necessaria una diversa progettazione allo scopo, tra l’altro, di far fronte alle vistose infiltrazioni di acqua interessanti la zona, e alla poca consistenza del materiale roccioso, che rendevano necessarie opere di protezione della galleria, assolutamente impreviste).

All’impresa appaltatrice spetta l’integrale risarcimento del danno nel caso di sospensione dei lavori dovuta solo a fatto e colpa dell’Amministrazione (nella specie non risultava ancora approvata una perizia di variante inoltrata già da un anno e nove mesi prima dell’inizio del periodo di sospensione).

Ai fini del calcolo dell’ammontare del risarcimento danni derivanti da illegittima sospensione dei lavori, deve essere considerato anche il mancato utile, sia pure limitatamente a una ridotta percentuale, e ciò perché il mancato guadagno non può essere individuato soltanto nelle perdute occasioni di altri appalti all’esterno del rapporto, ma può anche manifestarsi all’interno del rapporto stesso con l’impedita produttività degli elementi organizzativi dell’impresa; durante la sospensione dei lavori per causa imputabile a colpa del committente, cioè l’Appaltatore sopporta non solo i costi fissi e le spese generali ma anche le conseguenze della mancata produttività dei mezzi di lavoro e delle maestranze, che rimangono inoperosi e non possono essere distratti in altri lavori all’estremo perché il rapporto di appalto con l’Ente pubblico rimane ancora in vita e tale fermo di produttività si traduce in mancato realizzo di utile, per cui con la ripresa del lavoro al termine della sospensione egli potrà recuperare il corrispettivo dell’opera non ancora realizzato, ma non potrà giammai recuperare il tempo inoperosamente trascorso senza realizzo di entrate.

(Nella specie, riconosciuto il danno ulteriore per mancato utile, il Collegio ha apprezzato equitativamente la relativa misura nel 5% dell’importo dell’appalto, tenuto conto che si trattava di Società costituita solo per il lavoro oggetto del contratto).

Collegio arbitrale, Lodo Arbitrale, 2/04/1993, n. 32



4 Commenti

  1. Io faccio sempre molta attenzione quando entro ed esco da un galleria. L’impatto luce e ombra che si crea può dare fastidio alla vista e non sempre ti consente di capire subito chi c’è davanti a te, quindi, preferisco rallentare per evitare un brutto tamponamento.

  2. Mia mamma ha sempre avuto la fobia per le gallerie, infatti da quando ho preso la patente guido sempre io e se ci va di andare un giorno al mare e seguire la strada in cui ci sono continuamente gallerie andiamo senza problemi… all’inizio andava in panico, ma poi vedendo che ero sicura alla guida, si è tranquillizzata.

  3. Quanto è brutto quando capitano gli incidenti in galleria. Si crea un traffico allucinante e magari devi trascorrere ore ad aspettare che arrivino i soccorsi. Poi, tutto bloccato. Magari tu hai fretta di andare da qualche parte, magari hai in auto tuo figlio che ha esigenze fisiologiche.

  4. Una volta, il mio fidanzato entra in galleria e sentiamo un rumore, tipo un rimbombo. rallentiamo e subito dopo l’uscita della galleria ci fermiamo alla piazzola di sosta. Era esplosa una gomma. Fortuna che avevamo la gomma di ricambio. Poi, si sono fermati alcun poliziotti a soccorrerci. Fortuna che la galleria non era molto lunga e noi eravamo quasi all’uscita, altrimenti cosa avremmo dovuto fare? E’ bruttissimo quando ti succedono queste situazioni su un rettilineo in cui le auto corrono come pazzi e non sia mai, avrebbero potuto travolgerci se ci fossimo fermati lì in mezzo alla strada.

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