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Bronchite: ultime sentenze

26 Giugno 2020
Bronchite: ultime sentenze

Leggi le ultime sentenze su: bronchite cronica enfisematosa; catarro bronchiale, accertato in epoca bellica, ed una successiva bronchite cronica; constatazione dell’infermità; infortuni sul lavoro e malattie professionali.

La bronchite cronica enfisematosa

A seguito della parziale dichiarazione di illegittimità costituzionale dell’art. 3, comma 1, d.P.R. 30 giugno 1965 n. 1124, pronunciata dalla Corte cost. con sentenza n. 179 del 1988, nel caso di lavoratore esposto ad inalazione di polveri, non è sufficiente per escludere il diritto a rendita la circostanza che la particolare broncopneumopatia accertata non risulti tabellata, ma è necessario verificare se le mansioni affidate al lavoratore stesso siano state effettivamente svolte in concomitanza con le attività produttive di polveri; quale sia stata la durata della esperienza e se essa abbia agito come causa o concausa della specifica patologia accertata (fattispecie in tema di bronchite cronica enfisematosa).

Cassazione civile sez. lav., 21/11/1998, n.11808

Infermità della bronchite cronica

Va condiviso il parere espresso dalla Commissione medica superiore per cui dato il tempo decorso dal congedo (1946) alla prima constatazione delle infermità (1969) vale a dire dopo circa 23 anni, ed in assenza di carteggio sanitario inerente al servizio militare, alla prigionia ed al periodo successivo, non può ravvisarsi alcun rapporto di causalità o concausalità tra le infermità della bronchite cronica e modica lomboartrosi ed il servizio militare di guerra o la successiva prigionia.

Corte Conti, (Sicilia) sez. reg. giurisd., 07/01/1998, n.22

Rottura dei sigilli del contatore del gas 

È integrato lo stato di necessità idoneo a scriminare il reato di furto di gas metano dalla circostanza documentata di uno stato di salute tale da aver bisogno di riscaldare l’appartamento.

(Nel caso di specie, l’imputato aveva dimostrato che al momento della rottura dei sigilli del contatore del gas era affetto da una bronchite asmatica in soggetto diabetico, infezione urinaria e febbre).

Corte appello L’Aquila, 04/05/2018, n.1118

Infermità per causa di servizio ed equo indennizzo

È illegittimo il diniego dell’equo indennizzo richiesto per bronchite cronica asmatica legata a lavori archivistici svolti in una zona di grande esposizione alle polveri e alle muffe sviluppate con l’umidità e l’invecchiamento dei carteggi, non potendosi addurre in tali circostanze una naturale predisposizione costituzionale del soggetto.

T.A.R., (Lazio) sez. III, 16/06/2006, n.4764

Infortuni sul lavoro e delle malattie professionali

Anche nella materia degli infortuni sul lavoro e delle malattie professionali trova applicazione la regola contenuta nell’art. 41 c.p., per cui il rapporto causale tra evento e danno è governato dal principio dell’equivalenza delle condizioni, principio secondo il quale va riconosciuta l’efficienza causale ad ogni antecedente che abbia contribuito, anche in maniera indiretta e remota, alla produzione dell’evento, salvo il temperamento previsto nello stesso art. 41 c.p., in forza del quale il nesso eziologico è interrotto dalla sopravvenienza di un fattore sufficiente da solo a produrre l’evento, tale da far degradare le cause antecedenti a semplici occasioni.

Pertanto, in caso di accertata esposizione al rischio ambientale costituito dalle polveri, presenti nella lavorazione della ghisa in misura superiore di quattro volte al limite di tollerabilità, è legittimo il riconoscimento della bronchite cronica, con grave deficit spirometrico, come dipendente da causa di servizio, senza che rilevi in contrario la circostanza che la consulenza tecnica abbia evidenziato il tabagismo del dipendente quale concausa della patologia, e senza che sia ravvisabile in tale disciplina alcuna violazione dell’art. 3 cost., sotto il profilo di una pretesa disparità di trattamento a favore del tabagista, che godrebbe di una più bassa soglia invalidante rispetto ai dipendenti affetti da altre patologie, e sotto l’ulteriore profilo del differente trattamento delle conseguenze dell’alcolismo e dell’assunzione di stupefacenti rispetto al tabagismo, avuto riguardo alla diversa gravità dei fenomeni di cui si tratta.

Cassazione civile sez. lav., 03/05/2003, n.6722

L’infermità adenocarcinoma polmonare

Va ammessa a trattamento privilegiato l’infermità “adenocarcinoma polmonare” che abbia causato il decesso di un soggetto già affetto da “bronchite cronica enfisematosa” dichiarata dipendente da causa di servizio, potendosi in tal caso ritenere che tale ultima affezione abbia svolto un ruolo concausale nella genesi della patologia letale.

Corte Conti, (Campania) sez. reg. giurisd., 21/03/2001, n.438

Preesistenza di un quadro di bronchite cronica asmatica

Alla stregua del motivato parere del C.M.L. non può escludersi che la broncopolmonite possa avere effetti letali proprio per la preesistenza di un quadro di bronchite cronica asmatica con enfisema di notevole grado ed ovvio, serio impegno cardiaco (nella specie si è riconosciuto il diritto a pensione privilegiata di guerra di reversibilità alla vedova di persona deceduta per broncopolmonite, ma già affetta – per accertata causa di guerra – da bronchite cronica asmatiforme, ritenuta interdipendente con l’infermità letale).

Corte Conti, (Lombardia) sez. reg. giurisd., 06/09/1996, n.1408

La broncopolmonite letale con insufficienza miocardica

È da presumere interdipendente dall’infermità pleurica bilaterale pensionata la broncopolmonite letale con insufficienza miocardica instauratasi su un quadro di bronchite cronica datante da tempo remoto, dovendosi ritenere che gli esiti aderenziali della pleurite fibronodosa bellica hanno di certo influito sfavorevolmente, per deficit ventilatorio, nel decorso della patologia respiratoria che provocò il decesso.

Corte Conti sez. V, 04/10/1994, n.68087

Bronchite acuta con sospetto di focolaio di broncopolmonite

L’impedimento dell’avvocato a comparire dinnanzi al C.d.O., nell’ambito di un procedimento disciplinare, non può ritenersi sussistente qualora sia sorretto da un certificato medico che, pur attestando la presenza di una patologia, non dimostri l’attuale impedimento del professionista a comparire (nella specie il certificato riferiva di una bronchite acuta con sospetto di focolaio di broncopolmonite, ed era precedente di nove giorni alla data dell’udienza).

Cons. Naz.le Forense, 11/07/1996

Concausa di servizio per l’infermità letale edema polmonare acuto

È consolidato indirizzo giurisprudenziale che al riconoscimento del rapporto di causalità ovvero di concausalità efficiente e determinate con il servizio, ai fini del titolo al trattamento pensionistico di privilegio non sono di ostacolo il carattere endogeno costituzionale della malattia ovvero la predisposizione organica od acquisita – per fattori estranei al servizio – del soggetto alla medesima, sempreché il servizio stesso abbia potuto provocare l’anticipata rivelazione della malattia ovvero la sua più rapida evoluzione verso l’esito invalidante; nella specie è stata ammessa la concausa di servizio per l’infermità letale edema polmonare acuto, bronchite purulenta, stenosi mitralica di un insegnante la cui attività fu caratterizzata da condizioni climatiche ambientali e igieniche di notevole precarietà.

Corte Conti, (Lazio) sez. reg. giurisd., 05/07/1997, n.1226



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