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Saldo e stralcio: ultime sentenze

25 Giugno 2020
Saldo e stralcio: ultime sentenze

Leggi le ultime sentenze su: scadenza del termine perentorio per proporre opposizione a cartella di pagamento; scrittura transattiva a saldo e stralcio dei crediti dovuti; versamento di una somma forfetaria a saldo e stralcio.

Saldo e stralcio

In relazione ad una obbligazione che trae origine da un fatto illecito, il credito dell’assicuratore che agisce in surroga è al pari di quello dell’assicurato, un credito di valore come tale suscettibile di rivalutazione in base alla sopravvenuta diminuzione del potere di acquisto della moneta, anche in difetto di una espressa domanda ovvero di un preventivo atto di costituzione in mora, in base al disposto dell’art. 1219 n. 1 c.c.

Deve ritenersi – di conseguenza – più che legittimo il rifiuto dell’istituto di ricevere una somma, dalla compagnia di assicurazione, non comprensiva degli interessi e rivalutazione fino a quel momento maturati, offerta a “saldo e stralcio” di ogni diritto presente e futuro.

Tribunale Bergamo, 23/09/1985

Opposizione a cartella di pagamento

La scadenza del termine perentorio per proporre opposizione a cartella di pagamento di cui all’art. 24, comma 5, del d.lgs. n. 46 del 1999, pur determinando la decadenza dalla possibilità di proporre impugnazione, non comporta anche la cd. “conversione” del termine di prescrizione breve (nella specie, quinquennale, secondo l’art. 3, commi 9 e 10, della l. n. 335 del 1995) in quello ordinario decennale, ai sensi dell’art. 2953 c.c., restando irrilevante il termine di prescrizione decennale contemplato dall’art. 1, comma 197, della l. n. 145 del 2018, che concerne il “riaffido” in riscossione, da parte dell’ente creditore al concessionario, dei crediti rispetto ai quali siano sorte irregolarità o falsità, già oggetto di dichiarazione di “saldo e stralcio” ai sensi del comma 184 e ss. dello stesso art. 1.

Cassazione civile sez. VI, 27/01/2020, n.1826

L’accordo transattivo a saldo e stralcio

L’accordo transattivo a saldo e stralcio non costituisce una transazione novativa poiché in esso le parti si limitano a convenire una diversa entità del debito e nuovi termini e modalità di pagamento dello stesso rapporto preesistente, il quale rivivrà in ipotesi di mancato rispetto delle nuove condizioni.

Tribunale Roma sez. XI, 26/06/2017, n.13077

Rinuncia del dipendente alla pensione integrativa 

In tema di IRPEF, la prestazione di capitale che un fondo di previdenza complementare per il personale di un istituto bancario (nella specie, il Fondo di Previdenza complementare per il Personale del Banco di Napoli) effettui, forfetariamente a saldo e stralcio, in favore di un ex dipendente, in forza di un accordo transattivo risolutivo di ogni rapporto inerente al trattamento pensionistico integrativo in godimento (cd. “zainetto”), costituisce, ai sensi dell’art. 6, comma 2, del d.P.R. n. 917 del 1986, reddito della stessa categoria della “pensione integrativa” cui il dipendente ha rinunciato e va, quindi, assoggettato al medesimo regime fiscale cui sarebbe stata sottoposta la predetta forma di pensione, rinvenendo la sua causa genetica nel rapporto di lavoro che ha determinato la nascita del trattamento.

Ne consegue che l’erogazione di tale prestazione in un’unica soluzione, costituendo reddito da lavoro dipendente e non reddito da capitale, deve essere soggetta a tassazione separata ai sensi dell’art. 16, comma 1, del d.P.R. n. 917 del 1986, nel testo applicabile “ratione temporis”.

Cassazione civile sez. trib., 20/01/2017, n.1521

Somme corrisposte in sede transattiva a saldo e stralcio

Le somme corrisposte in sede transattiva a saldo e stralcio di ogni pretesa derivante dall’intercorso rapporto di lavoro hanno un evidente collegamento con quest’ultimo, e come tali sono assoggettabili a contribuzione ai sensi dell’art. 12 l. 30 aprile 1969 n. 153.

Pretura Pistoia, 09/03/1988

Versamento di una somma forfetaria a saldo e stralcio

In tema di IRPEF, la prestazione di capitale che un fondo di previdenza complementare per il personale di un istituto bancario (nella specie, il Fondo di Previdenza complementare per il Personale del Banco di Napoli) effettui, forfetariamente a saldo e stralcio, in favore di un ex dipendente, in forza di un accordo transattivo risolutivo di ogni rapporto inerente al trattamento pensionistico integrativo in godimento (cosiddetto “zainetto”), costituisce, ai sensi dell’art. 6, comma 2, del d.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917, reddito della stessa categoria della “pensione integrativa” cui il dipendente ha rinunciato e va, quindi, assoggettato al medesimo regime fiscale cui sarebbe stata sottoposta la predetta forma di pensione, rinvenendo la sua causa genetica nel rapporto di lavoro che ha determinato la nascita del trattamento.

Ne consegue che l’erogazione di tale prestazione in unica soluzione, costituendo reddito da lavoro dipendente e non reddito da capitale, deve essere soggetta a tassazione separata ai sensi dell’art. 16, comma 1, del d.P.R. n. 917 del 1986, nel testo applicabile “ratione temnporis”.

Cassazione civile sez. VI, 10/06/2014, n.13101

Scrittura transattiva a saldo e stralcio dei crediti dovuti

In tema di opposizione a decreto ingiuntivo, va accolta l’opposizione del condominio che produce la scrittura transattiva a saldo e stralcio dei crediti dovuti debitamente sottoscritta ed eseguita.

Tribunale Savona, 13/03/2014

Trattamento pensionistico integrativo in godimento

In tema di i.r.pe.f., la prestazione di capitale che un fondo di previdenza complementare per il personale di un istituto bancario (nella specie, il Fondo di Previdenza complementare per il Personale del Banco di Napoli) effettui, forfetariamente a saldo e stralcio, in favore di un ex dipendente, in forza di un accordo transattivo risolutivo di ogni rapporto inerente al trattamento pensionistico integrativo in godimento (cosiddetto “zainetto”), costituisce, ai sensi dell’art. 6, comma 2, d.P.R. n. 917 del 1986, reddito della stessa categoria della “pensione integrativa” cui il dipendente ha rinunciato e va, quindi, assoggettato al medesimo regime fiscale cui sarebbe stata sottoposta la predetta forma di pensione.

La base imponibile su cui calcolare l’imposta è costituita dall’intera somma versata dal fondo, senza che sia possibile defalcare da essa i contributi versati, in quanto, ai sensi della lett. a, dell’art. 48 d.P.R. n. 917 del 1986 (nel testo vigente fino al 31 dicembre 2003), gli unici contributi previdenziali e/o assistenziali che non concorrono a formare il reddito sono quelli versati in ottemperanza a disposizioni di legge.

Cassazione civile sez. trib., 07/05/2010, n.11156

Fondo di previdenza complementare per il personale di un istituto bancario

In tema di Irpef, la prestazione di capitale che un fondo di previdenza complementare per il personale di un istituto bancario effettui, forfetariamente a saldo e stralcio, in favore di un ex dipendente, in forza di accordo transattivo risolutivo di ogni rapporto inerente al trattamento pensionistico integrativo in godimento, è soggetta a tassazione separata, ai sensi dell’art. 16, comma 1, lett. a, d.P.R. 22 dicembre 1986 n. 917 (numerazione anteriore a quella introdotta dal d.lg. 12 dicembre 2003 n. 344), trattandosi di somma che costituisce reddito da lavoro dipendente, come determinato dall’art. 48, comma 1, del d.P.R. n. 917 cit., e non già reddito di capitale, invece definito dall’art. 42, non rilevando che la stessa sia versata «tempo dopo» la cessazione del rapporto di lavoro, essendo il pagamento comunque effettuato «in dipendenza» di tale evento.

Cassazione civile sez. trib., 20/01/2010, n.868

Azione revocatoria fallimentare: pagamenti

Il pagamento tramite assegni circolari di una somma di denaro a saldo e stralcio di un maggior debito del fallito non assume natura di mezzo anormale.

Tribunale Milano, 09/10/2003

Disponibilità della banca ad una sistemazione a saldo e stralcio

Non è configurabile novazione di rapporto creditorio, assistito fideiussione, se la banca sia disponibile verso il debitore principale ad una sistemazione “a saldo e stralcio”, in quanto, solo con le modifiche dell’importo dovuto e delle modalità di adempimento, non si estingue il credito, nè la fideiussione.

Tribunale Milano, 13/11/2002

Ripetuto invio di solleciti di pagamento di proposte transattive

Viola gli art. 20, 24, 25, comma 1, lett. d) ed e), nonché 26, comma 1, lett. f), del Codice del consumo la pratica commerciale posta in essere da una società portoghese ed articolata in una serie di condotte consistenti nella pre-iscrizione dei dati aziendali di microimprese (anche italiane) in una banca dati online denominata “Registro Italiano dei Medici”, al fine di promuovere la sottoscrizione di un servizio non richiesto di annunci pubblicitari a pagamento (mediante il ricorso all’indebito condizionamento del processo decisionale delle microimprese, nonché nella neutralizzazione del diritto di recesso fittiziamente concesso e nel ripetuto invio di solleciti di pagamento di proposte transattive c.d. “a saldo e stralcio”, accompagnati, in alcuni casi, dalla minaccia di adire le vie legali per il recupero coattivo del credito vantato).

Garante concorr. e mercato, 11/11/2015, n.25709



6 Commenti

  1. Il saldo e stralcio dei debiti nei confronti dello Stato non è però visto di buon occhio da tutti…come mai? come funziona?

    1. Di solito, il creditore è disposto ad accettare un saldo e stralcio solo a condizione che il pagamento avvenga in breve tempo e comunque non a rate, ma nulla esclude che si possa procedere a un accordo misto dove, pur a fronte di uno sconto sul dovuto, venga concordato un adempimento in due o più rate. In questo, la legge non detta alcuna regola lasciando libere le parti di regolare per come meglio credono i propri interessi.La legge non disciplina il pagamento a saldo e stralcio se non quando parla di transazione. La transazione è un contratto che, tramite reciproche rinunce, pone fine a una controversia o ne previene il formarsi. Il saldo e stralcio non è altro che un nuovo accordo, che sostituisce quello vecchio (non adempiuto) con lo scopo di scongiurare lo scontro in giudizio. Qui, le «reciproche concessioni» sono chiare: da un lato il creditore rinuncia a parte del proprio diritto e, quindi, ai soldi che gli sono dovuti; dall’altro lato il debitore rinuncia ad eventuali opposizioni o anche a resistenze passive in caso di pignoramento. Non ci sono ragioni o motivazioni specifiche per cui presentare una richiesta di saldo e stralcio al creditore: lo si può fare perché non si hanno tutti i soldi per pagare a causa di una difficoltà economica o perché sono state sollevate contestazioni sulla qualità della prestazione sicché se ne contesta il prezzo.Né esistono norme che impongano al creditore di accettare la proposta di saldo e stralcio avanzata dal debitore, ben potendo questi – pur conoscendo l’incertezza dell’azione giudiziale – procedere per le vie legali per l’intero importo originariamente vantato.

    2. In linea di massima, il saldo e stralcio è la procedura che consente a una persona di liberarsi del proprio debito pur non onorandolo completamente. La locuzione rende bene l’idea: “saldo” vuol dire che l’obbligazione è adempiuta, mentre “stralcio” sta a significare che il pagamento riguarda solamente una parte.La procedura di saldo e stralcio, sebbene lasci il creditore con l’amaro in bocca per le somme non recuperate, è spesso un’arma vincente, tanto per il debitore quanto per il creditore stesso.In linea di massima, possiamo affermare che il saldo e stralcio conviene tutte le volte in cui il creditore sa che non potrà vedersi pagata per intera tutta la somma che gli spetta. Ciò accade quando il debitore ha scarse disponibilità economiche a disposizione, oppure è addirittura nullatenente.In ipotesi del genere, conviene al creditore accettare subito una somma ridotta e chiudere la partita anziché intraprendere una lunga, costosa e incerta procedura giudiziaria di recupero coattivo del credito.Detta in parole davvero semplici, il saldo e stralcio ubbidisce all’antica regola del «pochi, maledetti e subito» che coloro che esercitano la libera professione conoscono molto bene.Il saldo e stralcio, al contrario, potrebbe non convenire allorquando le somme a cui si rinuncerebbe siano ingenti e vi sarebbe, peraltro, la possibilità di recuperarle in qualche modo.

    3. Il saldo e stralcio dei debiti nei confronti dello Stato non è però visto di buon occhio da tutti; la ragione è molto semplice: il condono (parziale) del debito che avviene con la procedura di saldo e stralcio è una sorta di incentivo a non pagare le tasse.In pratica, l’evasore può sempre sperare nella rottamazione delle cartelle di pagamento che avviene con il saldo e stralcio, con tanto di beffa nei riguardi di coloro che, invece, pagano regolarmente.Dunque, il saldo e stralcio deve figurarsi sempre come soluzione eccezionale e non ordinaria: se così fosse, tutti potrebbero pensare di non pagare tasse e tributi, tanto poi arriva il condono a mettere le cose a posto.In genere, lo Stato ricorre al saldo e stralcio quando sono in atto gravi crisi economiche che mettono a repentaglio la tenuta economica e sociale della Nazione. Da questo punto di vista, il saldo e stralcio può essere una mossa vincente sia per evitare il malcontento popolare che per dare respiro alle casse dello Stato, le quali incasserebbero nell’immediato.

  2. Il saldo e stralcio può essere un’arma a doppio taglio sia per il creditore che per il debitore. Io sono creditore e vorrei capire come possono difendermi dalla proposta di un saldo e stralcio? E il debitore come si difende da un saldo e stralcio^

    1. Il creditore potrà inserire una clausola volta a tutelare se stesso da un ulteriore inadempimento da parte del debitore. Nell’esempio di prima immaginiamo che Mattia, dopo aver incassato l’accettazione di Antonio a pagare solo 900 euro non versi neanche questo importo. A questo punto, Antonio, se ha accettato di firmare un nuovo contatto con Mattia, potrà tutt’al più chiedere i 900 euro e non la somma maggiore originariamente dovuta.Per evitare quindi che il creditore resti fregato dal debitore, questi potrà inserire nel contratto una clausola in cui si riserva, in caso di ulteriore inadempimento, di richiedere l’originario importo a questi dovuto. Detto passaggio è molto importante: bisognerà specificare, nel secondo accordo, che l’accettazione di pagamento a saldo e stralcio non costituisce una novazione del precedente contratto, ossia non sostituisce il vecchio accordo con uno completamente nuovo.
      Come il debitore si difende da un saldo e stralcio
      Abbiamo anche detto che la proposta di saldo e stralcio costituisce ammissione del debito che renderebbe al debitore impossibile, in un secondo momento, contestare il credito azionato dal creditore in un eventuale giudizio. Quindi, sarà bene che il debitore, nell’offrire un importo scontato à forfait, specifichi che tale offerta «non costituisce ammissione di debito».

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