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Rapporti sessuali consenzienti: ultime sentenze

24 Giugno 2020
Rapporti sessuali consenzienti: ultime sentenze

Leggi le ultime sentenze su: rapporto sessuale tra due persone consenzienti; reato di atti sessuali con minorenne; rapporti sessuali consenzienti con la persona offesa; rapporti sessuali; informazioni non veritiere sullo stato di fertilità; favoreggiamento o sfruttamento della prostituzione.

Rapporto sessuale consenziente

Non solo non può, logicamente, assimilarsi ad un rapporto contrattuale un rapporto sessuale tra due persone ad esso consenzienti (e tra l’altro, pacificamente, non riconducibile ad alcuna attività di prostituzione), ed inserire in esso l’obbligo di ciascuno di informare l’altro del suo stato di fertilità o meno, ma altresì, se una persona fornisce ad un’altra, con cui intende compiere un atto sessuale completo, una informazione non corrispondente al vero in ordine al suo attuale stato di fertilità o infertilità, a tacer d’altro, in concreto nulla ne può derivare in termini risarcitori.

Cassazione civile sez. III, 05/05/2017, n.10906

Reato di atti sessuali con minorenne

La condizione di affidamento in custodia del minore di anni 18, richiesta ai fini della procedibilità d’ufficio del reato di atti sessuali con minorenne, può consistere anche in un affidamento temporaneo od occasionale.

(In applicazione del principio, la Corte ha ritenuto corretta la configurazione della procedibilità d’ufficio in una fattispecie nella quale la minore era stata affidata dalla madre al cognato, il quale aveva consumato numerosi rapporti sessuali, consenzienti, con la persona offesa – sia con la presenza in casa della madre (e/o del suo convivente) e sia in momenti in cui era rimasto l’unico adulto all’interno dell’abitazione o fuori casa quando erano da soli).

Cassazione penale sez. III, 18/05/2018, n.49181

L’attenuante del fatto di minore gravità

Ai fini della configurabilità della circostanza attenuante del fatto di minore gravità nel reato di violenza sessuale, rilevano i soli elementi indicati dal comma 1, dell’art. 133 cod. pen., e non anche quelli di cui al comma secondo, riguardanti la capacità a delinquere ed utiizzabili solo per la commisurazione complessiva della pena.

(Nella fattispecie la Suprema Corte ha annullato con rinvio la sentenza che aveva ritenuto l’attenuante del fatto di minore gravità in considerazione dei comportamenti della vittima che aveva intrattenuto con l’imputato vari rapporti sessuali consenzienti successivamente alla violenza).

Cassazione penale sez. III, 17/10/2017, n.14560

Rapporti sessuali consenzienti e retribuiti con minore

Nel caso di rapporti sessuali consenzienti e retribuiti con minore, se vi è stata induzione, favoreggiamento o sfruttamento della prostituzione, si applica sempre il disposto dell’art. 600 bis comma 1 c.p., a prescindere dall’età della vittima; se è mancata l’attività di induzione al meretricio, la condotta va punita: a) se si tratta di minore degli anni quattordici, ai sensi dell’art. 609 quater; b) se il minore ha età compresa tra i quattordici ed i sedici anni, ex art. 609 bis comma 3; c) se ha età tra i sedici e i diciotto anni ex art. 609 bis comma 2..

Cassazione penale sez. I, 31/05/2013, n.29988

Il reato di prostituzione minorile di cui all’art. 600 bis, comma 2, c.p. riguarda i soli rapporti sessuali retribuiti compiuti con un minore di età compresa fra i quattordici e i diciotto anni, sicché, nel caso di rapporti consenzienti, retribuiti o meno, con un minore degli anni quattordici, è sempre configurabile il diverso reato di cui all’art. 609 quater c.p.

Cassazione penale sez. III, 19/05/2010, n.26216

Rapporti sessuali non protetti

Dove essere ricondotta alla fattispecie di cui all’art. 590 comma 2 c.p. la vicenda del contagio tra coniugi, ambedue pienamente consapevoli dello stato di sieropositivo del marito, ed ambedue consenzienti od intrattenere rapporti sessuali non protetti, nella speranza di un’intervenuta (mai confermata dei sanitari, e pertanto apodittica) guarigione.

Tribunale Torino, 16/04/2007

Reato di adescamento di minori 

In tema di reati sessuali, non integra gli estremi del reato di cui all’art. 609-undecies cod. pen. la condotta di adescamento di minore commessa al fine di avere rapporti sessuali con un minore di età compresa tra i quattordici ed i sedici anni di età, essendo tale finalità estranea alle ipotesi di cui all’art. 609-quater, comma primo, n. 2) cod. pen. (Fattispecie in cui l’imputato si era spacciato per appartenente all’arma dei carabinieri al fine di ottenere un rapporto sessuale consenziente – e non a pagamento – con un minore).

Cassazione penale sez. III, 15/02/2018, n.23173

Rapporti sessuali con una donna consenziente

Non integra il reato di sfruttamento della prostituzione la condotta di colui che offre ad un terzo, in cambio di denaro, l’opportunità di avere rapporti sessuali con una donna, non prostituta che, consenziente al rapporto sessuale, sia, tuttavia, inconsapevole della richiesta di denaro quale corrispettivo delle sue prestazioni.

(In motivazione, la Corte ha precisato che l’atto sessuale diventa atto di prostituzione solo quando il soggetto che fornisce la prestazione assegna alla dazione del proprio corpo una funzione strumentale alla percezione di un’utilità che, anche se corrisposta ad un terzo, richiede l’accordo o, quantomeno, la consapevolezza del fornitore della prestazione).

Cassazione penale sez. III, 11/06/2015, n.28196

Modalità particolari del rapporto consenziente

Nel caso in cui la violenza sia diretta non ad avere un rapporto sessuale con la vittima, che era consenziente, ma solo modalità particolari di tale rapporto (nella specie, rapporto anale), sussiste il reato di violenza sessuale, ma il fatto può essere ritenuto di minore gravità ai sensi dell’ultimo comma dell’art. 609 bis c.p.

Tribunale Benevento, 27/11/2001

Valutazione della gravità del fatto

È manifestamente inammissibile, chiedendosi alla corte cost. di modificare il trattamento sanzionatorio mediante una decisione manipolativa, la questione di legittimità costituzionale dell’art. 519 comma 2, n. 1 c.p., sollevata dal tribunale di Roma, con ordinanza emessa il 7 dicembre 1983, ritenendo contrario al principio di uguaglianza sottoporre al medesimo trattamento sanzionatorio la congiunzione carnale con minore infraquattordicenne e la congiunzione carnale violenta.

Il giudice “a quo” si dà carico di osservare che nel caso di rapporto con minore consenziente, anche la parificazione della pena nei minimi edittali (e con le eventuali attenuanti) con quella prevista per il rapporto imposto con violenza, sia pure di minima entità, non corrisponda al principio di ragionevolezza, concordando con la giurisprudenza della corte cost. circa la legittimità costituzionale della norma incriminatrice del rapporto con minore infraquattordicenne; e quindi chiede la modifica del trattamento sanzionatorio. Ma tale compito, anche a concordare con il tribunale circa la valutazione della gravità del fatto, esorbita all’evidenza dal controllo di legittimità per essere di esclusiva spettanza del legislatore.

Corte Costituzionale, 02/02/1988, n.146

Rapporto sessuale di un soggetto affetto da minorazione psichica

Il carattere consenziente del rapporto sessuale di un soggetto affetto da minorazione psichica è da escludersi ove si accerti che la malattia abbia impedito allo stesso di resistere all’altrui prevaricazione.

Cassazione penale sez. III, 22/10/2010, n.44978



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