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Orto: ultime sentenze

24 Giugno 2020
Orto: ultime sentenze

Leggi le ultime sentenze su: dimensioni dei lotti derivanti dal frazionamento dell’area originaria; abusivo impossessamento del bene; orto di un’abitazione privata; disponibilità del terreno, la sua preparazione, la semina, il governo dello sviluppo delle piante; coltivazione di un piccolo orto.

Perito agrario

Il soggetto equiparato a coltivatore diretto (nella specie: perito agrario) è legittimato ad esercitare il diritto di ripresa, ma a condizione che ricorrano anche gli altri tre requisiti enunciati nelle lett. b), c) e d) dell’art. 42 l. 3 maggio 1982 n. 203, requisiti che devono concorrere congiuntamente.

(Nella specie, in cui il diritto di ripresa era stato esercitato nei confronti di un fondo, in Toscana, di circa 6 ettari, la domanda attrice è stata rigettata, per assenza del requisito di cui alla lett. d), risultando il concedente nel godimento di altro fondo, in Sicilia, di circa 39 ettari, coltivato per il 60% a cereali e per la parte restante a orto stagionale).

Tribunale Firenze, 10/01/1987

La coltivazione di piante 

La coltivazione di piante da cui possono ricavarsi sostanze stupefacenti – che non si sostanzia nella coltivazione in senso tecnico-agrario, ovvero imprenditoriale, per l’assenza di alcuni presupposti, quali la disponibilità del terreno, la sua preparazione, la semina, il governo dello sviluppo delle piante, la disponibilità di locali per la raccolta dei prodotti, e che, pertanto, rimane nell’ambito della cosiddetta coltivazione domestica – ricade, pur a seguito della l. 21 febbraio 2006 n. 49, nella nozione, di genere e di chiusura, della detenzione, sicché occorre verificare se, nel caso concreto, essa sia destinata ad un uso esclusivamente personale di quanto coltivato.

(Fattispecie relativa alla coltivazione, nell’orto di un’abitazione privata, di cinque piante di canapa indiana, di cui due già estirpate e in fase di essiccazione).

Cassazione penale sez. VI, 21/09/2007, n.40712

Area compresa nel vincolo indiretto

È illegittima, perché violativa del principio di proporzionalità, la limitazione della destinazione consentita nell’area compresa in un vincolo indiretto che circoscriva espressamente l’utilizzo del terreno alle sole destinazioni “parco, giardino, cortile, orto e prato”, escludendo così la coltivazione del vigneto in atto ed altre possibili attività agricole, non apparendo plausibile che altre coltivazioni, come il vigneto, possano recare verosimilmente nocumento alla fruizione del compendio direttamente vincolato.

T.A.R. Trieste, (Friuli-Venezia Giulia) sez. I, 05/12/2019, n.496

Lottizzazione di aree fabbricabili

Per desumere la destinazione edificatoria, non può essere dato particolar peso all’elemento, genericamente indicato nel provvedimento, delle dimensioni dei lotti derivanti dal frazionamento dell’area originaria, qualora isolatamente considerato.

Tale elemento, se può avere rilevanza determinante nel caso in cui sia fissata negli strumenti urbanistici la superficie minima dei lotti di terreno in zona agricola, non pare che, in generale, possa essere di per sé determinante, in assenza di ulteriori elementi, anche indiziari, che denotino l’intento edificatorio.

L’assenza di una dimensione che consenta una coltivazione agricola di un certo rilievo, come quella ad esempio necessaria per un’azienda agricola o a un agricoltore professionale, non comporta infatti che il terreno non venga utilizzato per scopi latu senso agricoli, come ad esempio una piccola coltivazione per utilizzo familiare quale un semplice orto o, comunque, per uno scopo non incompatibile con la destinazione agricola ma diverso dall’edificazione.

T.A.R. Napoli, (Campania) sez. IV, 16/01/2014, n.312

Orto non contiguo all’abitazione

Ai fini dell’ottemperanza alla misura della detenzione domiciliare (art. 47 ter L. 26 luglio 1975 n. 354), la nozione di abitazione e delle relative pertinenze, dalla quale la persona ammessa alla misura alternativa non può allontanarsi, é circoscritta alla dimora in cui il soggetto svolge la propria vita domestica e privata e ai luoghi dalla stessa immediatamente raggiungibili senza soluzione di continuità spaziale.

(Fattispecie in cui il condannato, sottoposto al regime di detenzione domiciliare ex art. 47 ter l. 26 luglio 1975 n. 354, nel corso di un ordinario controllo effettuato dalla polizia giudiziaria veniva trovato in un orto non contiguo all’abitazione).

Cassazione penale sez. VI, 17/01/2007, n.4143

Lottizzazione di aree fabbricabili 

La lottizzazione, si configura come uno strumento tecnico urbanistico diretto alla formazione di nuovi complessi edilizi attrezzati a fini residenziali e non come semplice frazionamento e trasferimento dei suoli aventi diversa destinazione attuale.

Pertanto non ricorre nel caso di realizzazione di un manufatto abusivo al servizio dell’agricoltura (nella specie una baracca di lego e lamiera adibita a deposito degli attrezzi per la coltivazione di un piccolo orto).

Consiglio di Stato sez. IV, 05/08/2003, n.4465

Terreno comunale destinato ad orto familiare

Non è titolare di un diritto di prelazione, ai sensi dell’art. 8, l. 26 maggio 1965 n. 590, chi abbia in locazione un terreno comunale destinato ad orto familiare perché le dimensioni e le caratteristiche non ne consentono l’uso produttivo, costituente attività professionale del coltivatore diretto.

T.A.R. Trieste, (Friuli-Venezia Giulia), 14/10/2002, n.818

Diritto al risarcimento del danno

Il diritto al risarcimento del danno spetta anche a colui che, per circostanze contingenti, si trovi ad esercitare un potere soltanto materiale sulla cosa (nella specie: coltivazione di un orto) e possa dal danneggiamento di questa risentire un pregiudizio al suo patrimonio, indipendentemente dal diritto, reale o personale, che egli abbia all’esercizio di quel potere; deve pertanto riconoscersi la legittimazione attiva all’azione di risarcimento (nella specie: per rovina di prodotti a seguito di versamento di liquami) sulla base del semplice rapporto di coltivazione.

Cassazione civile sez. III, 17/12/1999, n.14232

Direttore dell’orto botanico

Pur essendo illegittima, per contrasto con l’art. 277 r.d. 31 agosto 1933 n. 1592 una delibera del consiglio d’amministrazione di un’università che sancisce la gratuità dell’alloggio di servizio al direttore dell’orto botanico, non sussiste la responsabilità del rettore e dell’intendente che abbiano omesso di attivare ogni iniziativa atta a riportare la situazione nei binari della legalità (previo annullamento di ufficio della delibera) essendo, gli stessi, incorsi in un errore di valutazione (nella specie, connesso al convincimento di non procedere ad un’assegnazione gratuita di alloggio, bensì di compensare un ulteriore servizio reso all’amministrazione, trattandosi di delibera confermativa di precedente provvedimento formulato in tal senso).

Corte Conti sez. II, 14/12/1993, n.316

Apertura di un varco di accesso nel proprio orto

L’esecuzione di un’opera cui l’autore dello spoglio era stato inizialmente autorizzato dalla persona che ha subìto lo spoglio, affinché potesse rendere in favore di quest’ultima una prestazione personale, ma, in concreto, da lui utilizzata al fine di un abusivo impossessamento del bene, rientra nella condotta attuativa dello spoglio, sicché il ripristino della situazione di fatto preesistente alla condotta spoliatrice richiede l’eliminazione dell’opera che, quale mezzo strettamente connesso alla realizzazione dell’impossessamento, deve ritenersi non più autorizzata.

(Nel caso di specie, il possessore aveva acconsentito all’apertura di un varco di accesso nel proprio orto-giardino al solo fine di agevolare l’adempimento in suo favore di obblighi assistenziali, e non anche per consentire la presa di possesso dell’orto da parte dei soggetti autorizzati ad accedervi; la S.C., nel cassare la decisione di merito, ha è ritenuto che l’ordine giudiziale di murare il varco costituisce misura necessaria alla reintegrazione).

Cassazione civile sez. II, 05/02/2013, n.2728

Diritto di prelazione e riscatto a favore del coltivatore diretto

In tema di rapporti agrari, il diritto di prelazione e riscatto a favore del coltivatore diretto proprietario di terreni confinanti sussiste esclusivamente con riguardo ai fondi qualificabili come terreni coltivati (nella specie, la Suprema corte escluso che integri la nozione di terreno coltivato un immobile costituito da una casa di civile abitazione con aia, stalla, rustici ed un piccolo orto).

Cassazione civile sez. III, 11/02/2011, n.3455



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