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Clausola di esclusiva: ultime sentenze

3 Luglio 2020
Clausola di esclusiva: ultime sentenze

Modelli contrattuali; inoperatività e inopponibilità al terzo della clausola di esclusiva.

Clausola di esclusiva: dove può essere inserita?

Sebbene la legge disciplini espressamente la clausola (o il patto) di esclusiva solamente con riferimento a determinati modelli contrattuali (artt. 1567, 1743 c.c.), ne va ammesso l’utilizzo che, nella prassi, si riscontra sia in relazione a contratti tipici che a contratti atipici.

Tribunale Reggio Calabria sez. II, 29/02/2020, n.500

Violazione della clausola di esclusiva

In tema di mandato, è legittimo il recesso del mandante per giusta causa, con esenzione per il mandante, ai sensi dell’art. 1751, comma 2, c.c., dal pagamento dell’indennità di fine rapporto, qualora vi sia un inadempimento della mandataria, sotto il duplice profilo della realizzazione di un volume d’affare inferiore a quello minimo concordato e per la violazione della clausola di esclusiva.

Tribunale Roma sez. XI, 07/02/2017, n.2300

Patto di non concorrenza e clausola di esclusiva

La clausola di esclusiva inserita in un contratto di somministrazione, in virtù del principio generale di libertà delle forme negoziali, deve avere la medesima forma prevista per il contratto cui accede e non soggiace all’operatività dell’art. 2596 cod. civ. che impone tale forma, “ad probationem”, per il patto che limita la concorrenza.

Cassazione civile sez. III, 23/09/2013, n.21729

L’esclusione di una clausola di esclusiva

Il diritto di esclusiva previsto dall’art. 1743 c.c. è elemento non già essenziale, ma naturale del contratto di agenzia e, quindi, ben può essere derogato dalle parti in forza di clausola espressa, quale pattuizione che assume rilievo soprattutto nei casi in cui la previsione di specifiche zone di esplicazione del mandato agenziale evidenzi chiaramente la volontà di riservarle all’agente.

(Nella specie, la S.C., applicando l’art. 384 c.p.c., ha corretto la motivazione della sentenza di merito là dove era stata esclusa l’esistenza di una clausola di esclusiva in ragione del fatto che, nel contratto di agenzia, non fosse contemplata una espressa pattuizione ad escludendum alios nei confronti dello stesso proponente).

Cassazione civile sez. II, 05/08/2011, n.17063

L’inopponibilità al terzo della clausola di esclusiva

La vendita da parte di un terzo di prodotti col marchio del produttore nella zona che questi ha riservato per contratto a un determinato rivenditore, in difetto di ipotesi di contraffazione del marchio, non costituisce concorrenza sleale, attesa l’inoperatività e l’inopponibilità al terzo della clausola di esclusiva. Gli accordi di distribuzione selettiva sono inopponibili ai terzi essendo prevalente l’esigenza pro-concorrenziale di non assegnare una tutela superiore rispetto a quella di legge.

Tribunale Milano Sez. Proprieta’ Industriale e Intellettuale, 21/10/2010

Clausola di esclusiva a favore del concessionario

La concessione di vendita è un contratto atipico il cui schema essenziale caratterizzato dall’obbligo di un imprenditore (produttore-concedente) nei confronti di altro imprenditore (rivenditore-concessionario) a somministrargli dei prodotti dei quali il rivenditore si obbliga a promuovere la commercializzazione in una determinata zona, obbligazioni cui solitamente (ma non necessariamente) si affianca la cd. clausola di esclusiva a favore del concessionario.

Tribunale Milano, 24/06/2010

Accordo fra due soggetti: la clausola di esclusiva

La clausola di esclusiva contenuta in un accordo fra due soggetti non è opponibile al terzo estraneo e non comporta responsabilità extracontrattuale a titolo di concorrenza sleale a carico di detto terzo, a meno che quest’ultimo non si avvalga di mezzi non conformi alla correttezza professionale, come la vendita di prodotti con marchi contraffatti o pubblicità scorretta.

Tribunale Roma Sez. Proprieta’ Industriale e Intellettuale, 14/09/2009

Le condizioni richieste per esercitare la tutela

L’art. 11, par. 2 della direttiva n. 87/102/Cee, relativa al ravvicinamento delle disposizioni legislative, regolamentari e amministrative degli Stati membri in materia di credito al consumo, deve essere interpretato nel senso che l’esistenza di un rapporto di esclusiva tra il creditore e il fornitore, non costituisce un presupposto necessario per l’esercizio del diritto del consumatore di procedere contro il creditore in caso di inadempimento delle obbligazioni che incombono al fornitore. In particolare i diritti garantiti dall’art. 11, par. 2, della citata direttiva offrono al consumatore una “protezione supplementare”.

Conseguentemente le condizioni richieste per esercitare la tutela, tra le quali figura la clausola di esclusiva, sono necessarie solo laddove si verta in materia di “protezione supplementare” e non quando si tratti, come nel caso della causa pendente dinanzi al tribunale di Bergamo, di azioni, quali la risoluzione del contratto di credito e la conseguente restituzione delle somme corrisposte al creditore, già esperibili sulla base della legislazione nazionale.

Corte giustizia UE sez. I, 23/04/2009, n.509

La clausola di esclusiva e di non concorrenza

Un contratto di fornitura esclusiva di carburanti e combustibili, nonché di lubrificanti e di altri prodotti connessi, è idoneo a rientrare nell’ambito di applicazione dell’art. 81, n. 1, Ce, qualora il gestore della stazione di servizio assuma, in proporzione non trascurabile, uno o più rischi finanziari e commerciali connessi alla vendita di tali prodotti a terzi e qualora contenga clausole atte a violare il gioco della concorrenza, come quella relativa alla fissazione del prezzo di vendita al pubblico.

Nel caso in cui il gestore della stazione di servizio non assuma tali rischi o se ne assuma soltanto una parte trascurabile, sono idonee a rientrare nell’ambito di applicazione di detta disposizione soltanto le obbligazioni imposte al gestore nell’ambito dei servizi di intermediazione che esso offre al committente, come la clausola di esclusiva e di non concorrenza.

Gli art. 10-13 del regolamento n. 1984/83, come modificato dal regolamento n. 1582/97, devono essere interpretati nel senso che escludono l’applicazione dell’esenzione per categoria a un contratto di fornitura esclusiva che prevede la fissazione del prezzo di vendita al pubblico da parte del fornitore. Spetta al giudice del rinvio verificare se, in forza del diritto nazionale, la clausola contrattuale relativa a tale prezzo di vendita possa essere modificata mediante un’autorizzazione unilaterale del fornitore come quella di cui alla causa principale e se un contratto che è nullo di pieno diritto possa divenire valido in seguito a una modifica di tale clausola contrattuale che abbia l’effetto di renderla conforme all’art. 81, n. 1, Ce.

La nullità di pieno diritto di cui all’art. 81, n. 2, Ce pregiudica integralmente la validità di un contratto soltanto nel caso in cui le clausole incompatibili con il n. 1 dello stesso articolo siano inscindibili dal contratto stesso. In caso contrario, le conseguenze della nullità per quanto riguarda tutti gli altri elementi del contratto esulano dal diritto comunitario.

Corte giustizia UE sez. III, 11/09/2008, n.279

Clausola di esclusiva: condizioni di applicabilità del limite di durata quinquennale

La clausola di esclusiva inserita in un contratto di somministrazione, non è soggetta al limite di durata quinquennale previsto dall’art. 2596 cod. civ. per gli accordi limitativi della concorrenza, a meno che non possa qualificarsi come un autonomo patto, nel qual caso però il limite temporale di validità del patto di non concorrenza non si estende alla durata del contratto di somministrazione.

Tribunale Arezzo, 03/07/2017, n.789



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