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Indennizzo vaccino: ultime sentenze

2 Luglio 2020
Indennizzo vaccino: ultime sentenze

Nesso causale tra somministrazione vaccinale e verificazione del danno alla salute; indennizzo per una patologia asseritamente cagionata dalla somministrazione di un vaccino; differenza tra vaccinazioni obbligatorie e quelle raccomandate.

Diritto all’indennizzo

Non è manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale dell’art. 1, comma 1, l. 25 febbraio 1992 n. 210, nella parte in cui non prevede che il diritto all’indennizzo, istituito e regolato dalla stessa legge ed alle condizioni ivi previste, spetti anche ai soggetti che abbiano subito lesioni e/o infermità, da cui siano derivati danni irreversibili all’integrità psico-fisica, per essere stati sottoposti a vaccinazione non obbligatoria, ma raccomandata, antinfluenzale, in riferimento agli art. 2, 3 e 32 cost.

Corte appello Milano, 20/07/2016

Indennizzo per i danni da vaccino

Va dichiarata rilevante e non manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale della l. 25 febbraio 1992, n. 210, art. 1, comma 1, in riferimento agli artt. 2, 3 e 32 Cost., nella parte in cui non prevede che il diritto all’indennizzo, istituito e regolato dalla stessa legge e alle condizioni ivi previste, spetti anche ai soggetti che abbiano subito lesioni e/o infermità, da cui siano derivati danni irreversibili all’integrità psico-fisica, per essere stati sottoposti a vaccinazione non obbligatoria, ma raccomandata, anti-epatite A.

Cassazione civile sez. lav., 11/10/2019, n.25697

Danno da vaccino obbligatorio

Per i soggetti danneggiati da vaccinazioni obbligatorie (fattispecie alla quale è stato assimilato il caso in cui il danno sia derivato da un trattamento sanitario che, pur non essendo giuridicamente obbligatorio, sia tuttavia, in base ad una legge, promosso dalla pubblica autorità in vista della sua diffusione capillare nella società) è previsto, oltre all’indennizzo di cui all’art. 1, l. n. 210 del 1992, un assegno una tantum, pari al 30% dell’indennizzo, dovuto per il periodo ricompreso tra il manifestarsi dell’evento dannoso e l’ottenimento dell’indennizzo stesso.

Cassazione civile sez. VI, 23/02/2016, n.3545

Indennizzo da danni da vaccino: è reversibile?

Posta la distinzione tra gli indennizzi previsti ex. L. n. 210/1992 ed ex L. n. 229/2005, la L. n. 229/2005 non prevede la reversibilità dell’ulteriore indennizzo riconoscibile al soggetto malato. Essendo la reversibilità un istituto di carattere eccezionale, si reputa che, in mancanza di espressa previsione, non si possa procedere all’applicazione della stessa in via analogica.

Tribunale Milano sez. lav., 05/03/2019, n.343

Vaccinazioni obbligatorie e vaccinazioni raccomandate

In tema di vaccinazioni antipolio, la tutela indennitaria va estesa anche ai vaccini raccomandati, in considerazione delle reiterate campagne di comunicazioni pro-vaccini. Spetta alla collettività, dunque, accollarsi l’onere di riparare i pregiudizi individuali. La Cassazione, analizzando l’evoluzione normativa in materia fino al Dl 73/2017 convertito dalla legge 119/2017, afferma così il principio per cui l’indennizzo da vaccino va accordato a tutti, a prescindere dalla differenza tra vaccinazioni obbligatorie e quelle raccomandate.

Cassazione civile sez. lav., 25/10/2018, n.27101

Somministrazione vaccinale e danno alla salute

In tema di indennizzo ex l. n. 210/1992, non incorre in vizio di motivazione il Giudice di merito che abbia riconosciuto tutela al danneggiato sulla base dell’accertamento di fatto che abbia ritenuto sussistente il nesso di causalità tra la vaccinazione – intesa come inoculamento del vaccino – ed il successivo manifestarsi della patologia, facendo applicazione del principio giurisprudenziale secondo cui, in tema di danni da vaccinazione obbligatoria, la sussistenza del nesso causale tra somministrazione vaccinale ed il verificarsi del danno alla salute deve essere valutata secondo un criterio di ragionevole probabilità scientifica ispirato al principio “del più probabile che non”, da ancorarsi non esclusivamente alla determinazione quantitativo-statistica delle frequenze di classi di eventi (cd. probabilità quantitativa), ma riconducendone il grado di fondatezza all’ambito degli elementi di conferma disponibili nel caso concreto (cd. probabilità logica).

Cassazione civile sez. lav., 11/09/2018, n.22078

Vaccino antipoliomelite: la richiesta di indennizzo

Ai soggetti danneggiati da vaccinazione antipoliomielite somministrata in epoca antecedente all’entrata in vigore della legge 30 luglio 1959, n. 695, va riconosciuto il diritto all’indennizzo alla stregua della lettura costituzionalmente orientata dell’art. 1, comma 1, della legge n. 210 del 1992, tenuto conto dell’art. 5 -quater del decreto -legge 7 giugno 2017, n. 73 convertito, con modificazioni, con legge 31 luglio 2017, n. 119, con applicazione del termine triennale, per la proposizione della domanda, previsto dall’art. 3, comma 1, della legge n. 210 del 1992

Cassazione civile sez. lav., 10/05/2018, n.11339

Menomazione permanente dovuta al vaccino antinfluenzale

La Corte costituzionale con sentenza n. 268/2017 ha ravvisato un profilo di illegittimità costituzionale della legge 210/1992 nella parte in cui non prevede la corresponsione di un indennizzo a seguito di somministrazione del vaccino antinfluenzale da cui sia derivata al paziente una menomazione permanente. Secondo i giudici della consulta perché il privato possa ricevere il risarcimento occorre dimostrare il vincolo d’inerenza tra la vaccinazione e l’insorgere del danno alla salute.

Corte Costituzionale, 14/12/2017, n.268

Indennizzo per una patologia cagionata dal vaccino

Il ricorso per cassazione con cui si denunci che la sentenza d’appello, nel rigettare la domanda di indennizzo per una patologia asseritamente cagionata dalla somministrazione di un vaccino (nella specie, era stato escluso il nesso causale tra la vaccinazione antipolio e la sindrome autistica), abbia acriticamente aderito alle risultanze della consulenza tecnica d’ufficio espletata nel giudizio di secondo grado deve ritenersi inammissibile, qualora la censura esprima un mero dissenso diagnostico, senza contenere elementi decisivi al fine di confutare le affermazioni del consulente tecnico d’ufficio.

Cassazione civile sez. VI, 25/07/2017, n.18358

L’inefficacia del vaccino somministrato

In tema di responsabilità del Ministero della salute per i danni conseguenti alla vaccinazione obbligatoria contro la poliomelite, il diritto all’indennizzo previsto dalla legge 25 febbraio 1992 n. 210 è riconosciuto solo nei casi in cui sussista un nesso causale tra la somministrazione del vaccino ed il danno patito dal soggetto passivo del trattamento sanitario obbligatorio.

(Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza di merito, di rigetto della domanda del ricorrente, il quale aveva dedotto l’inefficacia del vaccino somministrato, e non il nesso causale diretto tra quest’ultimo e la malattia successivamente contratta).

Cassazione civile sez. VI, 18/03/2014, n.6266

Vaccinazioni e trattamenti sanitari obbligatori

È costituzionalmente illegittimo l’art. 1 comma 1 l. 25 febbraio 1992 n. 210 (Indennizzo a favore dei soggetti danneggiati da complicanze di tipo irreversibile a causa di vaccinazioni obbligatorie, trasfusioni e somministrazione di emoderivati), nella parte in cui non prevede il diritto ad un indennizzo, alle condizioni e nei modi stabiliti dalla medesima legge, nei confronti di coloro i quali abbiano subìto le conseguenze previste dallo stesso art. 1 comma 1, a seguito di vaccinazione contro il morbillo, la parotite e la rosolia.

La ratio del diritto all’indennizzo previsto dalla disposizione censurata è l’interesse collettivo alla salute e non l’obbligatorietà in quanto tale del trattamento, la quale è semplicemente strumento per il perseguimento di tale interesse, il quale, a propria volta, è fondamento dell’obbligo generale di solidarietà nei confronti di quanti, sottoponendosi al trattamento, vengano a soffrire di un pregiudizio.

Di conseguenza, in presenza di diffuse e reiterate campagne di comunicazione a favore della pratica di vaccinazioni (come quelle nella specie compiute per la vaccinazione contro morbillo, parotite e rosolia) è naturale che si sviluppi un generale clima di affidamento nei confronti di quanto raccomandato: ciò rende la scelta adesiva dei singoli, al di là delle loro particolari e specifiche motivazioni, di per sé obiettivamente votata alla salvaguardia anche dell’interesse collettivo.

In conclusione, a questa sorta di cooperazione involontaria nella cura di un interesse obiettivamente comune, ossia autenticamente pubblico, è naturale reputare che tra collettività e individui si stabiliscano vincoli propriamente solidali, sicché, al verificarsi di eventi avversi e di complicanze di tipo permanente a causa di vaccinazioni effettuate nei limiti e secondo le forme di cui alle previste procedure, deve essere, per l’appunto, la collettività ad accollarsi l’onere del pregiudizio individuale piuttosto che non i singoli danneggiati a sopportare il costo del beneficio collettivo.

Corte Costituzionale, 26/04/2012, n.107

Danni irreversibili da epatiti post-trasfusionali

È infondata la q.l.c. dell’art. 1, comma 9, l. 238/97, nella parte in cui, sostituendo l’art. 3, comma 1, l. 210/92, ha stabilito che, ai fini del conseguimento dell’indennizzo di cui all’art. 1 l. 210/92, coloro che presentino danni irreversibili da epatiti post-trasfusionali devono presentare la domanda amministrativa entro il termine perentorio di tre anni, decorrente dal momento in cui l’interessato risulti aver avuto conoscenza della menomazione, in riferimento agli art. 3 e 32 cost.

Corte Costituzionale, 27/10/2006, n.342



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