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Animale autostrada: ultime sentenze

23 Aprile 2021
Animale autostrada: ultime sentenze

Animale selvatico apparso improvvisamente sulla carreggiata; sinistro causato dalla presenza di un cane in autostrada; responsabilità dell’ente gestore.

Responsabilità del gestore Autostrade e caso fortuito

Non sussiste la responsabilità del gestore Autostrade per il sinistro causato dalla presenza di un cane nel caso in cui risulti che il gestore abbia adempiuto ai propri obblighi di custodia e manutenzione, risultando il tratto di strada interessato garantito da tutti le misure di prevenzione necessarie, di talché la presenza dell’animale costituisce un caso fortuito che esclude la responsabilità ex art. 2051 c.c.

Tribunale Nola sez. I, 29/09/2020, n.1397

Danni cagionati da animali selvatici

I danni cagionati dagli animali selvatici appartenenti alle specie protette rientrano, ai sensi della L. n. 157 del 1992, nel patrimonio indisponibile dello Stato; pertanto è stato affermato il principio dell’imputabilità della responsabilità ex art. 2052 cod. civ. alla Regione, quale soggetto pubblico al quale spetta in materia la funzione normativa, nonché le funzioni amministrative di programmazione, coordinamento, controllo delle attività eventualmente svolte da altri enti, al fine di perseguire l’utilità collettiva di tutela dell’ambiente e dell’ecosistema.

Ciò, tuttavia, non esclude né si pone in contrasto con la eventuale concorrente responsabilità ex art. 2051 cod. civ. dell’ente proprietario o concessionario del tratto autostradale in cui si verifica il sinistro – pur cagionato dalla presenza di un animale selvatico su strada – attesa la diversità dei presupposti applicativi e delle finalità delle due norme, nonché dei soggetti coinvolti nella tutela della sicurezza degli utenti della strada.

Difatti, mentre la responsabilità della Regione trova il suo fondamento nella sancita applicabilità dell’art. 2052 cod. civ. anche agli enti pubblici, e in particolare alla Regione in quanto soggetto proprietario dell’animale selvatico, e si fonda, in definitiva, sul criterio oggettivo di allocazione della responsabilità per cui dei danni causati dall’animale deve rispondere il soggetto che dall’animale trae un beneficio, con l’unica salvezza del caso fortuito; nella caso di domanda risarcitoria proposta nei confronti dell’ente concessionario dell’autostrada in qualità di custode non dell’animale selvatico bensì del tratto autostradale in cui si è verificato il sinistro è evidente la diversità della natura della responsabilità dell’ente regionale, individuato quale legittimato passivo esclusivo dell’azione risarcitoria intentata dall’utente danneggiato che faccia valere il difetto di controllo o di gestione sulla fauna selvatica da parte degli enti cui spettano o sono delegate le relative funzioni e competenze normative e amministrative, da quella che attiene al distinto rapporto di custodia e gestione dell’ente concessionario con la strada pubblica.

Tribunale Torino sez. IV, 18/09/2020, n.3083

Gatto in autostrada

La presenza di un gatto, che repentinamente attraversa l’autostrada, determinando la collisione con un automezzo che procede sulla carreggiata, integra il caso fortuito idoneo a liberare il custode dalla responsabilità ex art. 2051 c.c. in considerazione della straordinarietà ed imprevedibilità dell’evento, ricavabili dalla natura repentina ed imprevedibile dei movimenti di un animale di siffatta taglia ed agilità.

Tribunale Milano sez. X, 16/01/2020, n.413

Responsabilità per i danni derivanti da cose in custodia

Il custode è responsabile del danno cagionato dalle cose che ha in custodia, salvo che provi il caso fortuito, ovvero che il danno si è verificato, se non nell’ambito del dinamismo connaturato alla cosa, quantomeno per l’insorgenza di un processo dannoso provocato da elementi esterni. Ciò precisato, la presenza di un animale sull’autostrada, incidendo in termini significativamente negativi sulla sua utilizzabilità, fa assumere alla cosa una condizione assolutamente pericolosa e potenzialmente lesiva per i fruitori della stessa.

In tal caso, è onere dell’ente custode del tratto autostradale dimostrare che l’evento si è verificato al di fuori delle proprie possibilità di controllo. Non può, tuttavia, farsi rientrare nel novero del caso fortuito la sola presenza dell’animale sulla carreggiata a fronte della recinzione integrale del tratto autostradale interessato; tale circostanza, anzi, conferma che il danno è stato conseguenza dell’inefficace esercizio, da parte del custode, dei poteri di sorveglianza della cosa. Dimostra, in altri termini l’inadeguatezza della recinzione stessa a tenere lontani gli animali.

Tribunale Ascoli Piceno, 21/10/2019, n.786

Animale selvatico sulla carreggiata

Con particolare riguardo alle autostrade, attesa la loro natura destinata alla percorrenza veloce in condizioni di sicurezza, l’apprezzamento relativo all’effettiva possibilità del controllo induce ad una conclusione in via generale affermativa e dunque a ravvisare la sussistenza di una relazione custodiale, ai sensi e per gli effetti dell’art. 2051 c.c., tra l’autostrada e la società proprietaria o concessionaria, la quale è chiamata a svolgere un’adeguata attività di vigilanza in funzione della prevenzione e della eliminazione delle eventuali cause di pericolo per gli utenti.

Precisamente, atteso che la responsabilità presunta per danni da cose in custodia è configurabile anche con riferimento ad elementi accessori, pertinenze inerti e qualsivoglia altro fattore che, a prescindere dalla sua intrinseca dannosità o pericolosità, venga a interferire nella fruizione del bene da parte dell’utente, la dimostrazione che il danneggiato è chiamato a fornire concerne il verificarsi dell’evento dannoso e il suo rapporto di causalità con il bene in custodia (fattispecie in cui un automobilista ha impattato, in orario notturno, con un animale selvatico apparso improvvisamente sulla carreggiata).

Tribunale Parma, 04/04/2018, n.489

Nesso di causalità tra l’evento dannoso e la cosa custodita

In tema di responsabilità per i danni cagionati da una cosa in custodia, ex art. 2051 c.c., qualora un automobilista abbia dimostrata l’inattesa e imprevista presenza sulla carreggiata di un’autostrada di un animale selvatico con cui non era stato possibile evitare la collisione, la società di gestione autostradale, titolare del potere di custodia della cosa, per vincere la presunzione di responsabilità ex art. 2051 c.c., deve dare la dimostrazione positiva che la presenza dell’animale fosse stata determinata da un fatto imprevedibile ed inevitabile, idoneo ad interrompere il nesso di causalità tra l’evento dannoso e la cosa custodita, non potendosi tale nesso ritenere escluso dalla mera presenza di una rete di recinzione, ancorché integra, in corrispondenza del tratto autostradale interessato dall’incidente.

Cassazione civile sez. III, 12/05/2017, n.11785

Situazione di pericolo per la sicurezza della circolazione

In tema di responsabilità risarcitoria del custode dell’autostrada ex art. 2051 c.c., tra le pertinenze autostradali rientra la recinzione che ne rappresenta obbligatoria dotazione ex art. 2, comma 3, lett. a), d.lg. n. 285/1992 avente precipua funzione di impedire l’accesso sulla carreggiata di animali, data la situazione di pericolo per la sicurezza della circolazione che essi vengono a determinare, in ragione della particolare destinazione della rete autostradale di consentire il traffico veicolare a velocità sostenuta: pertanto, una volta provata la presenza di un’animale sulla sede autostradale ed i danni arrecati ad un’auto in transito da tale presenza è onere del convenuto, quale custode, provare la riferibilità della presenza dell’animale sulla carreggiata a caso fortuito quale può essere l’improvviso abbandono da parte di terzi, utenti dell’autostrada.

Tribunale Taranto sez. III, 05/01/2015, n.8

Tutela e manutenzione delle strade

La presenza di un cane sulla carreggiata autostradale, il quale sia investito dai veicoli in transito e causi in tal modo un sinistro, costituisce un caso fortuito, ed esclude perciò la responsabilità del gestore dell’autostrada, se manchi la prova di un deficit di manutenzione delle recinzioni della sede stradale e sia, per contro, verosimile che l’animale possa essere stato abbandonato da terzi, non potendosi pretendere dal gestore un continuo controllo del bene onde impedire l’evento.

Cassazione civile sez. III, 09/05/2012, n.7037

Animale abbandonato intenzionalmente

Le nozioni di fatto rientranti nella comune esperienza, che, ai sensi del comma 2 dell’art. 115 c.p.c., il giudice può porre a base della decisione, non costituiscono presunzioni “iuris et de iure” , dovendo pertanto il giudice accogliere le richieste istruttorie finalizzate a contrastare l’applicabilità, nella specie, delle ravvisate presunzioni.

(Fattispecie relativa a opposizione a sanzione amministrativa per abbandono di animale domestico: la S.C. ha cassato la sentenza del giudice di pace che aveva negato la prova circa lo smarrimento dell’animale e le ricerche effettuate dal proprietario, presumendo che il ritrovamento nei pressi di un’area di servizio dell’autostrada dimostrasse che l’animale era stato ivi intenzionalmente abbandonato, in conformità a un diffuso malcostume).

Cassazione civile sez. II, 19/01/2006, n.981

L’attraversamento della sede autostradale da parte di un cane

L’attraversamento della sede autostradale da parte di un cane costituisce una insidia o trabocchetto per l’automobilista, ed obbliga la società di gestione dell’autostrada al risarcimento del danno da questi subito in conseguenza dell’investimento dell’animale, a meno che la società stessa non dimostri che il cane non si sia introdotto sulla sede stradale dall’esterno, ma sia stato abbandonato da un automobilista in transito.

Tribunale Roma, 08/04/2002

Investimento di un cane e risarcimento del danno

Il conducente di veicolo danneggiato, che intenda essere risarcito dei danni subiti per aver investito un cane che attraversava l’autostrada, è tenuto a dare la prova che la presenza dell’animale costituiva un’insidia imprevedibile ed inevitabile, nonché a dimostrare la colpa del concessionario per aver mancato di osservare il dovere di vigilanza, di custodia e di manutenzione dell’autostrada stessa. (Fattispecie nella quale è stata affermata la colpevolezza della Società Autostrade per quanto accaduto all’attore).

Giudice di pace Modugno, 26/10/2001

L’urto con un cane presente sulla carreggiata

Nell’ipotesi di danni subiti da un utente d’autostrada per l’urto con un cane presente sulla carreggiata, va esclusa la responsabilità della p.a. o dell’ente concessionario dell’autostrada ove non venga provata una specifica violazione di norme di diligenza (nella specie, il fatto era avvenuto a soli novanta metri da uno dei caselli d’ingresso dell’autostrada, in presenza di una rete di recinzione integra, ma il danneggiato non aveva provato nè che l’animale fosse entrato da quell’accesso, nè che il personale della società concessionaria avesse avuto contezza di tale eventuale circostanza).

Pretura Monza, 17/01/1997

Rete di recinzione dell’autostrada

L’esistenza di una rete di recinzione dell’autostrada, anche se non imposta da alcuna disposizione di legge o di regolamento, fa sorgere nell’utente dell’autostrada la legittima aspettativa che essa sia integra; incorre pertanto in responsabilità extracontrattuale l’ente proprietario o concessionario dell’autostrada che non provvede alla manutenzione e riparazione della rete di recinzione e non segnala agli automobilisti la presenza di ampi squarci nella stessa (nella specie, l’incidente era stato causato da un animale che si era immesso sull’autostrada passando attraverso gli squarci esistenti nella rete di recinzione).

Cassazione civile sez. III, 14/05/1979, n.2781



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1 Commento

  1. Bisogna fare attenzione anche in autostrada. Quante volte ho letto di casi di cronaca in cui l’automobilista per scansare un animale ha fatto un incidente rimanendo gravemente ferito. Poi, queste sentenze che avete elencato mi fanno capire quanto sia frequente che casi del genere vengano portati nelle aule dei tribunali e che non sempre il conducente ha ragione… Non avrei mai detto che doveva essere l’automobilista a dover dimostrare che l’animale rappresentava un pericolo imprevedibile ed inevitabile

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