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L’esecuzione per consegna o per rilascio

12 Agosto 2020 | Autore:
L’esecuzione per consegna o per rilascio

Esecuzione forzata: cos’è? Espropriazione ed esecuzione in forma specifica: cosa sono? Come funziona la consegna dei beni mobili e il rilascio di immobili?

Quando si parla di debiti si pensa quasi sempre a una somma di danaro che una persona deve a un’altra. In realtà, dal punto di vista giuridico, un’obbligazione può consistere anche in altro tipo di prestazione; pensa ad esempio al conduttore moroso che debba essere sfrattato: in un caso del genere, il locatore ha interesse non solo (e non tanto) al pagamento dei canoni arretrati, quanto a riottenere l’immobile occupato illegittimamente. Ecco: lo sfratto è emblematico dell’argomento di cui parleremo, visto che con il provvedimento di convalida di sfratto il giudice ordina il rilascio dell’immobile fissando un termine per l’esecuzione.

Nei prossimi paragrafi affronteremo il tema dell’esecuzione forzata per consegna o rilascio, la quale ha ad oggetto l’obbligo di consegnare una cosa determinata, mobile o immobile che sia. Si ricorre a questo tipo di esecuzione forzata ogni volta che il creditore abbia interesse a ottenere un determinato bene, non potendosi accontentare di una somma di danaro. Penso che l’esempio dello sfratto sia emblematico per farti comprendere il senso di quanto appena detto. Se l’argomento ti interessa e vuoi saperne di più, prosegui nella lettura: vedremo insieme come funziona l’esecuzione per consegna o per rilascio.

Esecuzione forzata: cos’è?

L’esecuzione per consegna o per rilascio è solo una delle forme in cui può concretizzarsi l’esecuzione forzata.

L’esecuzione forzata è il procedimento esecutivo diretto alla realizzazione del diritto del creditore, allorquando il debitore non voglia adempiere spontaneamente. Dunque, l’esecuzione forzata conduce all’attuazione materiale del diritto, anche contro la volontà del debitore.

Esecuzione forzata: quanti tipi?

L’esecuzione forzata può consistere:

  • nell’esecuzione per espropriazione (definita anche esecuzione forzata in forma generica), che si ha quando il procedimento esecutivo è diretto a sottrarre coattivamente al debitore determinati beni facenti parte del suo patrimonio e a venderli in modo da ricavare il denaro necessario per soddisfare il creditore, ovvero all’assegnazione coattiva al creditore stesso, a soddisfacimento delle sue pretese, di crediti dei quali il debitore è titolare;
  • nell’esecuzione forzata in forma specifica, che consente il soddisfacimento del diritto in modo esatto e completo.

Esecuzione forzata in forma specifica: come può essere?

A sua volta, l’esecuzione forzata in forma specifica può essere di due tipi:

  • esecuzione forzata per consegna di cose mobili o rilascio di immobili, attraverso la quale il creditore mira a conseguire la disponibilità materiale proprio di una determinata cosa mobile o immobile oggetto del suo diritto mediante la consegna o il rilascio del bene da parte del debitore;
  • esecuzione forzata degli obblighi di fare o non fare, mediante la quale il creditore di una prestazione di fare o di non fare intende ottenere la medesima specifica prestazione di fare o l’eliminazione di quanto fatto in violazione dell’obbligo di non fare.

Esecuzione per consegna o rilascio: quando è possibile?

Da quanto detto sinora si evince chiaramente che l’esecuzione forzata per consegna o rilascio sia ammissibile solamente nei casi di adempimento di un’obbligazione di dare una cosa specifica, mentre non è ammissibile nell’ipotesi in cui oggetto dell’obbligazione sia una cosa determinata solo nel genere (qualora non sia ancora intervenuta la specificazione), e quindi nemmeno nel caso in cui oggetto dell’obbligazione sia una somma di danaro (a meno che non si tratti di monete antiche o di particolare pregio): in questi casi si dovrà pertanto procedere con esecuzione forzata in forma generica, cioè con un’espropriazione.

Esecuzione per consegna o per rilascio: cos’è il titolo esecutivo?

Ogni tipo di esecuzione forzata, sia essa per espropriazione o in forma specifica, costringe il creditore a essere in possesso di un valido titolo esecutivo per poter procedere.

Il titolo esecutivo è l’atto che giustifica le ragioni del creditore, cioè di colui che agisce. Si tratta del documento con cui viene accertato o costituito il diritto del creditore e in base al quale è possibile iniziare l’esecuzione forzata.

Detto in altre parole, il titolo esecutivo è il documento scritto nel quale è accertato il diritto del creditore, che consente a quest’ultimo di soddisfare la propria pretesa anche contro la volontà del debitore.

Secondo la legge [1], sono titoli esecutivi:

  • le sentenze, i provvedimenti e gli altri atti ai quali la legge attribuisce espressamente efficacia esecutiva;
  • le scritture private autenticate, relativamente alle obbligazioni di somme di denaro in esse contenute, le cambiali, nonché gli altri titoli di credito ai quali la legge attribuisce espressamente la sua stessa efficacia;
  • gli atti ricevuti da notaio o da altro pubblico ufficiale autorizzato dalla legge a riceverli.

Classico esempio di titolo esecutivo è il decreto ingiuntivo non opposto: una volta che siano decorsi quaranta giorni dalla notifica del decreto ingiuntivo, questo diventa inoppugnabile e, dunque, diviene idoneo titolo esecutivo, il quale potrà essere notificato insieme al precetto oppure prima di esso. In quest’ultimo caso, il successivo atto di precetto dovrà indicare la data esatta dell’avvenuta notificazione.

Il precetto per consegna di beni mobili o rilascio di beni immobili

Ottenuto il titolo esecutivo, il successivo passo da compiere per poter procedere con l’esecuzione per consegna o per rilascio è la notifica dell’atto di precetto.

Il precetto [2] consiste nell’intimazione di adempiere l’obbligo risultante dal titolo esecutivo entro un termine non minore di dieci giorni (salvi casi eccezionali ove vi sia pericolo per nel ritardo) con l’avvertimento che, in mancanza, si procederà a esecuzione forzata.

Il precetto può dunque giustamente essere paragonato a un ultimatum, visto che, decorsi i dieci giorni concessi per adempiere, il creditore potrà cominciare con l’esecuzione forzata e, nel caso che a noi interessa, con l’esecuzione forzata in forma specifica per consegna di cose mobili o rilascio di immobili.

Il precetto è un atto che redige l’avvocato per il proprio cliente: non si tratta dunque di un provvedimento del giudice, ma di un atto di parte.

Nel precetto occorrerà inserire, a pena di nullità, alcune indicazioni obbligatorie:

  • il nominativo delle parti coinvolte nella procedura, cioè dell’intimante e dell’intimato;
  • la data di notificazione del titolo esecutivo, se questa è fatta separatamente dal precetto;
  • l’avvertimento che il debitore può, con l’aiuto di un organismo di composizione della crisi o di un professionista nominato dal giudice, porre rimedio alla situazione di sovraindebitamento concludendo con i creditori un accordo di composizione della crisi o proponendo agli stessi un piano del consumatore;
  • la dichiarazione di residenza o l’elezione di domicilio della parte istante nel comune in cui ha sede il giudice competente per l’esecuzione.

Il precetto è efficace per novanta giorni dal momento in cui è stato notificato: ciò significa che, scomputati i dieci giorni di tempo che devono essere concessi al debitore per poter adempiere, il creditore avrà ottanta giorni di tempo utili per poter intraprendere l’esecuzione forzata, scaduti i quali dovrà notificare un nuovo atto di precetto.

Il precetto per consegna di beni mobili o rilascio di beni immobili deve contenere, oltre le indicazioni già illustrate, anche la descrizione sommaria dei beni sui quali occorre procedere.

Inoltre, se il titolo esecutivo dispone circa il termine della consegna o del rilascio, l’intimazione va fatta con riferimento a tale termine. Ad esempio, se il giudice ha intimato una data precisa prima della quale non è possibile eseguire lo sfratto, nel precetto bisognerà riportare tale data come termine per l’inizio della procedura per il rilascio dell’immobile.

Consegna dei beni mobili: come funziona?

Come più volte ricordato, l’esecuzione in forma specifica intrapresa a danno del debitore può avere ad oggetto la consegna di beni mobili. Come funziona la procedura?

Decorso il termine (dieci giorni) indicato nel precetto, l’ufficiale giudiziario, munito del titolo esecutivo e del precetto, si reca sul luogo in cui si trovano le cose mobili oggetto della procedura esecutiva.

Una volta trovati i beni mobili che interessano al creditore, l’ufficiale giudiziario ne prende il possesso al fine di consegnarli al creditore.

Qualora le cose mobili oggetto della ricerca da parte dell’ufficiale giudiziario siano già state pignorate per via di altra procedura esecutiva intrapresa anteriormente da altro creditore, allora colui che ha intrapreso la procedura per la consegna coattiva deve presentare opposizione con ricorso al giudice dell’esecuzione, affinché i beni gli siano consegnati [3].

La ricerca dei beni da parte dell’ufficiale giudiziario

La ricerca dei beni mobili oggetto di procedura esecutiva in forma specifica avviene secondo le modalità stabilite dall’ordinamento giuridico.

Secondo la legge [4], l’ufficiale giudiziario può ricercare le cose da pignorare nella casa del debitore e negli altri luoghi a lui appartenenti; può anche ricercarle sulla persona del debitore, osservando le opportune cautele per rispettarne il decoro e la dignità.

Il pignoramento non può essere eseguito nei giorni festivi, né può farsi prima delle ore 7 e dopo le ore 21, salvo che ne sia data autorizzazione dal presidente del tribunale o da un giudice da lui delegato.

Quando è necessario aprire porte, ripostigli o recipienti, vincere la resistenza opposta dal debitore o da terzi, oppure allontanare persone che disturbano l’esecuzione del pignoramento, l’ufficiale giudiziario provvede secondo le circostanze, richiedendo, quando occorre, l’assistenza della forza pubblica.

Il presidente del tribunale o un giudice da lui delegato, su ricorso del creditore, può autorizzare con decreto l’ufficiale giudiziario a pignorare cose determinate che non si trovano in luoghi appartenenti al debitore ma delle quali egli può direttamente disporre.

In ogni caso l’ufficiale giudiziario può sottoporre a pignoramento le cose del debitore che il terzo possessore consente di esibirgli.

Il rilascio di beni immobili: come funziona?

Quando la procedura esecutiva in forma specifica ha ad oggetto il rilascio di un bene immobile (pensa allo sfratto), l’esecuzione inizia con la notifica dell’avviso con il quale l’ufficiale giudiziario comunica, almeno dieci giorni prima dell’accesso, alla parte tenuta a rilasciare l’immobile, il giorno e l’ora in cui procederà [5].

Nella data stabilita, l’ufficiale giudiziario, munito del titolo esecutivo e del precetto, si reca sul luogo dell’esecuzione e, facendo uso, qualora occorra, dei poteri attribuitigli dalla legge (e cioè, della possibilità di farsi assistere dalle forze dell’ordine nel caso di resistenza del debitore), immette la parte istante nel possesso dell’immobile, del quale le consegna le chiavi, ingiungendo agli eventuali detentori di riconoscere re il nuovo possessore.

I mobili estranei all’esecuzione per rilascio

La legge [6] prevede una particolare disciplina per i beni mobili che si trovano nell’immobile da rilasciare al creditore, nel caso in cui i predetti beni non siano oggetto di esecuzione forzata. Pensa ad esempio allo sfratto: che fine fanno i mobili (elettrodomestici, arredi, ecc.) del conduttore sfrattato?

Quando nell’immobile si trovano beni mobili che non debbono essere consegnati, l’ufficiale giudiziario intima alla parte tenuta al rilascio (ovvero a colui al quale gli stessi risultano appartenere) di asportarli, assegnandogli il relativo termine.

Dell’intimazione si dà atto a verbale ovvero, se colui che è tenuto a provvedere all’asporto non è presente, mediante atto notificato a spese della parte istante.

Quando entro il termine assegnato l’asporto non è stato eseguito l’ufficiale giudiziario, su richiesta e a spese della parte istante (cioè, del creditore che ha ottenuto il rilascio dell’immobile), determina il presumibile valore di realizzo dei beni ed indica le prevedibili spese di custodia e di asporto.

Quando può ritenersi che il valore dei beni è superiore alle spese di custodia e di asporto, l’ufficiale giudiziario, a spese della parte istante, nomina un custode e lo incarica di trasportare i beni in altro luogo.

In difetto di istanza e di pagamento anticipato delle spese i beni, quando non appare evidente l’utilità del tentativo di vendita, sono considerati abbandonati e l’ufficiale giudiziario, salva diversa richiesta della parte istante, ne dispone lo smaltimento o la distruzione.

Se sono rinvenuti documenti inerenti lo svolgimento di attività imprenditoriale o professionale che non sono stati asportati, gli stessi sono conservati, per un periodo di due anni, dalla parte istante, su istanza e previa anticipazione delle spese da parte di quest’ultima, da un custode nominato dall’ufficiale giudiziario.

Decorso il termine fissato nell’intimazione, colui al quale i beni appartengono può, prima della vendita ovvero dello smaltimento o distruzione dei beni, chiederne la consegna al giudice dell’esecuzione per il rilascio. Il giudice provvede con decreto e, quando accoglie l’istanza, dispone la riconsegna previa corresponsione delle spese e compensi per la custodia e per l’asporto.

Il custode provvede alla vendita senza incanto nelle forme previste per la vendita dei beni mobili pignorati, secondo le modalità disposte dal giudice dell’esecuzione per il rilascio.

La somma ricavata è impiegata per il pagamento delle spese e dei compensi per la custodia, per l’asporto e per la vendita, liquidate dal giudice dell’esecuzione per il rilascio.

In caso di infruttuosità della vendita nei termini fissati dal giudice dell’esecuzione, si procede con lo smaltimento o la distruzione dei beni.


note

[1] Art. 474 cod. proc. civ.

[2] Art. 480 cod. proc. civ.

[3] Art. 619 cod. proc. civ.

[4] Art. 513 cod. proc. civ.

[5] Art. 608 cod. proc. civ.

[6] Art. 609 cod. proc. civ.

Autore immagine: Canva.com


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