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Miscellanea La nuova marca da 27 euro sulle cause: non si paga con il fascicolo informatico

Miscellanea Pubblicato il 23 ottobre 2013

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> Miscellanea Pubblicato il 23 ottobre 2013

Passa da 8 a 27 euro la marca per anticipazione spese, ma col fascicolo in Rete non si pagheranno copie e si potrà ottenere una copia non autentica degli atti. 

 

Si sperava che l’esame in Parlamento del ddl Stabilità 2014 portasse notizie migliori rispetto a quelle, a suo tempo, già annunciate dal Governo con il varo del testo di legge. E invece la direzione sembra essere quella opposta.

Le due novità che hanno tenuto banco ieri sono state, da un lato, quella dell’ulteriore aumento della cosiddetta “marca da 8” e, dall’altro, quella del taglio di un terzo dei compensi dei legali in caso di patrocinio a spese dello Stato.

L’aumento della marca da bollo

Quanto alla marca per “anticipazione spese” (comunemente detta – almeno sino ad oggi – “marca da 8 euro”) anziché passare a 25 euro (così come aveva anticipato il Governo) viene elevata a 27 euro: ben più di tre volte tanto l’iniziale misura. Per maggiori dettagli si rinvia al precedente articolo: “La marca da 8: da 25 euro passa a 27 euro. Incremento sull’incremento”.

Ci sarà un solo modo per evitare di pagare la marca: per dribblare il balzello da 27 euro il difensore si dovrà costituire in giudizio con modalità informatiche e accedere in Rete al fascicolo processuale informatico. In tal caso non solo non si pagherà “l’anticipazione spese” da 27 euro, ma si potrà estrarre copie (non autenticate) del fascicolo medesimo.

Tagli al gratuito patrocinio

La stretta si fa sentire anche nelle cause con il gratuito patrocinio, dove i compensi per i legali verranno decurtati del 33%. L’ulteriore taglio, voluto dalla legge di stabilità, avrà effetto retroattivo: si applicherà, cioè, anche ai procedimenti in corso, purché non sia già avvenuta la liquidazione da parte del magistrato. Per maggiori informazioni si rinvia all’articolo di ieri “Gratuito patrocinio: compensi ridotti retroattivamente di un terzo”.

Esame di abilitazione

I rincari sulla giustizia non si fermano qua. I nuovi balzelli coinvolgono anche i concorsi ed esami: sarà previsto un contributo forfetario di 50 euro per l’esame di abilitazione ad avvocato, notaio e magistrato; l’importo sale a 75 euro per chi vuole diventare cassazionista. Per maggiori informazioni, si rinvia all’articolo “Nuova tassa per avvocati, notai e magistrati: per i concorsi 50 euro da pagare”.

Processo tributario

Novità anche per quanto riguarda il processo tributario. In questo caso il contributo unificato sarà calcolato per scaglioni con riguardo a ciascun atto impugnato anche relativamente al contenzioso in appello. Anche per le liti di fronte alle commissioni sarà possibile pagare il contributo unificato e le spese di giustizia con modalità telematiche come avviene nel civile.


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5 Commenti

  1. L’elevare le tasse per adire le vie legali, al punto che risulta irragionevolmente gravoso, non determina in sé profili di illegittimità costituzionale ? In parole povere, inserire balzelli per ogni movimento che faccia l’atto giudiziario e il contenzioso (iscrizione a ruolo, richieste copie, registrazione provvedimenti, tasse supplementari) o che pure rimanga fermo in attesa di udienza, non comprime il diritto di difesa dei cittadini ???? –

  2. In astratto, Mario, è così. Un accesso alla Giustizia “perfetto”, dal momento che coinvolge diritti garantiti, vorrebbe giudizii gratuiti, tribunali tempestivi, e, non dimentichiamolo, difesa tecnica dell’avvocato gratuita per il cittadino. Per tutti i cittadini.
    Nella realtà le cose sono diverse.
    Proviamo a fare un parallelo: altro diritto costituzionalmente garantito è quello alla salute. Ciò non significa, naturalmente, che ogni cittadino, perché ha un po’ di raffreddore o si è fatto un taglietto facendosi la barba, deve potersi recare al pronto soccorso di un ospedale e essere immediatamente visitato e curato da un medico. Il suo diritto deve essere compresso in considerazione dell’utilità comune.
    O i “diritti d’accesso” sono regolamentati (o controbilanciati da un’autoregolamentazione culturale), o i sistemi collassano. Se hai un incidente trovi il pronto soccorso intasato e nessuno ti visita, se devi ricorrere al giudice aspetti dieci anni per una sentenza definitiva… quello che succede da noi.
    In Italia abbiamo avuto cause da 80 euro che hanno richiesto tre gradi di giudizio: per i litiganti si trattava di un diritto costituzionale, è vero, ma è ragionevole questo?
    In Italia abbiamo 30.000 cause civili l’anno in Cassazione, contro le 200/250 della Francia. È ragionevole questo?
    In Italia abbiamo 9 milioni di nove cause, fra civili e penali, l’anno, il doppio della Francia, più del doppio dell’Inghilterra. È tutto normale?
    In italia, comunque, il contributo unificato e le altre tassazioni coprono circa il 10% del costo del processo, nell’Unione Europea, invece, chi accede alla giustizia copre, invece, in media il 30% dei costi del processo (dati Commissione Europea, Rapporto CEPEJ 2013), il triplo che in Italia. Significa forse che i diritti dei cittadini tedeschi, inglesi, francesi, olandesi, danesi, non sono garantiti?
    C’è da considerare un altro dato, però, sempre evidenziato dal Rapporto CEPEJ: se consideriamo anche i costi dell’assistenza legale, l’Itala diventa il Paese in cui la giustizia è più cara: 26,2% del valore della controversia (di cui il 17% per gli onorari dei legali), contro il 14,4% della Germania (di cui solo il 6,6% va all’avvocato).
    Come sempre, “è la somma che fa il totale”…

  3. Chiedo alla redazione il riferimento normativo specifico circa la possibilità di non pagare la nuova “marca da 27” col procedimento telematico. A una lettura veloce della norma non ho trovato riferimenti a questa circostanza, ma non escludo che possano essermi sfuggiti.

  4. Chiedo alla redazione il riferimento normativo specifico circa la possibilità di non pagare la nuova “marca da 27″ col procedimento telematico. A una lettura veloce della norma non ho trovato riferimenti a questa circostanza, ma non escludo che possano essermi sfuggiti. –

  5. Anche la volontaria giurisdizione contribuisce non poco ad intasare le corti d’appello e successivamente se necessario la Cassazione… è previsto qualche cambiamento anche per la Pinto?

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