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Glicemia: ultime sentenze

28 Giugno 2020
Glicemia: ultime sentenze

Leggi le ultime sentenze su: glicemia; offerta tecnica di un sistema di rilevazione della glicemia nel sangue; acquisizione e valutazione dei dati e conseguente formulazione della diagnosi; gara d’appalto per la fornitura di un sistema di rilevazione della glicemia nel sangue.

Sistema di rilevazione della glicemia nel sangue

La contestazione circa la conformità dell’offerta tecnica rispetto ai requisiti di gara, non può fondarsi su asserzioni di ordine astratto, relative al piano del logicamente possibile: essa, invece, deve essere riferita o alla rilevazione della contraddittorietà dei dati dell’offerta rispetto ai requisiti previsti dalla “lex specialis”, ovvero a dati di esperienza tecnica ulteriori che evidenzino la difformità dell’offerta tecnica rispetto ai predetti requisiti, della cui produzione in giudizio è onerato chi propone la contestazione stessa (fattispecie relativa all’offerta tecnica di un sistema di rilevazione della glicemia nel sangue, le cui tempistiche medie di 4 secondi per la misurazione sono state ritenute compatibili con il requisito minimo del “tempo di misurazione <= 6 sec”).

T.A.R. Milano, (Lombardia) sez. IV, 26/06/2018, n.1586

La verifica sul carattere ingannevole di una pubblicità 

I soggetti più fragili, quali sono i malati cronici di diabete, sono portati ad abbassare il limite che divide la “credulità” dalla “speranza” al punto da allentare totalmente il controllo sui messaggi pubblicitari; è, pertanto, ingannevole il messaggio pubblicitario di un trattamento medico per la cura del diabete a base di diete e programmi di esercizio fisico personalizzati che, anche utilizzando le testimonianze di pazienti, prometta una drastica riduzione della glicemia nel sangue, tale da consentire la liberazione dai farmaci (“Niente più farmaci per il mio diabete”), in assenza di documentazione certa sia sulle caratteristiche scientifiche del metodo, riguardo le procedure e l’efficacia in relazione al quadro clinico della patologia richiamata, sia per quanto riguarda i vantati risultati raggiunti, che non vengono certificati da un quadro statistico ampio, articolato e affidabile.

Giurì cod. aut. pubb.ria, 30/05/2016, n.31

Claim salutistici alimentari

Costituisce principio generale introdotto dall’art. 5 del Regolamento n. 1924/2006/Ce in materia di claim salutistici alimentari la diretta correlazione tra un effetto salutistico e l’adeguata quantità della sostanza nel prodotto di cui si suggerisce il consumo, corrispondente normalmente ad una porzione del prodotto stesso, di talché è ingannevole il messaggio pubblicitario di una pasta alimentare contenente 1,8 grammi di betaglucani per porzione che attribuisca al prodotto un’efficacia di “riduzione del colesterolo”, nonché “di contenimento e tenuta sotto controllo della glicemia”, nella misura in cui i l’Efsa ha riconosciuto le suddette funzioni salutistiche a tale sostanza a fronte di un consumo quotidiano sensibilmente superiore (3 e 4 grammi), risultando inidonea ad evitare la decettività del messaggio medesimo la circostanza che lo stesso rechi, a caratteri grafici nettamente inferiori ai claim, l’avvertenza che una razione di pasta fornirebbe all’organismo “più della metà della razione giornaliera utile”.

Garante concorr. e mercato, 28/09/2011, n.22834

Glicemia: apparecchio per autodiagnosi

Non integra il reato di esercizio abusivo della professione di biologo la condotta di chi, avendo messo a disposizione del pubblico un apparecchio per autodiagnosi, esegua in luogo dell’interessato quelle operazioni materiali necessarie per il funzionamento dello strumento, in quanto in ogni caso l’acquisizione e la valutazione dei dati e la conseguente formulazione della diagnosi avvengono attraverso procedure informatiche che prescindono da qualsiasi intervento umano.

(In applicazione del principio, la Corte ha ritenuto che non commette il reato di cui all’art. 348 c.p. l’addetto alla farmacia che, assistendo un cliente, compie gli atti materiali di prelievo di una goccia di sangue, confezionamento del “vetrino” ed inserimento nella macchina, per l’esame dell’ematocrito, glicemia, colesterolemia e trigliceridi).

Cassazione penale sez. VI, 03/10/2001, n.39087

Aumento della glicemia e della glicosuria

In materia pensionistica di guerra una emiplagia destra, riscontrata in sede di visita medica, non può ricondursi a pregresse lesioni osteoarticolari e neurologiche e a cicatrici agli arti inferiori di f.a.f. dovendosi, piuttosto, ricollegare al più recente ictus, affezione di natura dismetabolico-degenerativa legata all’età e alla concomitante presenza di dismetabolismo glicidico con aumento della glicemia e della glicosuria di rilevante entità.

Corte Conti sez. IV, 02/11/1992, n.73266

Sistema di rilevazione della glicemia nel sangue

Nell’ambito di una gara d’appalto per la fornitura di un sistema di rilevazione della glicemia nel sangue, il requisito minimo dell’offerta tecnica previsto dal capitolato di gara relativo alla possibilità del dispositivo medico di “trasmettere i dati clinici in telemedicina” è rispettato anche nell’ipotesi in cui il prodotto offerto sia in grado di gestire i dati tramite programmi informatici ulteriori e non contemplati nella “lex specialis”.

T.A.R. Milano, (Lombardia) sez. IV, 26/06/2018, n.1586

Prestazioni analitiche di prima istanza: rilevamento di glicemia 

È costituzionalmente illegittimo l’art. 1, comma 2, l. reg. Piemonte 16 maggio 2016, n. 11. La disposizione censurata, che ha esteso agli esercizi di vicinato e alle medie e grandi strutture di vendita la possibilità di effettuare talune prestazioni analitiche di prima istanza (rilevamento di trigliceridi, glicemia e colesterolo totale), a condizioni che devono essere definite dalla Giunta regionale, innovando significativamente la precedente disciplina regionale, si pone in contrasto con i principi fondamentali della materia, contenuti nella vigente normativa statale, che consente che negli esercizi di vicinato e nelle grandi e medie strutture di vendita possano vendersi talune classi di medicinali non soggette a prescrizione medica, mentre, per quanto riguarda le prestazioni analitiche di prima istanza (fra le quali quelle contemplate dalla legge regionale impugnata), nessuna facoltà è stata riconosciuta in capo agli esercizi commerciali diversi dalle farmacie convenzionate con il Servizio sanitario nazionale.

D’altra parte, all’art. 1, comma 2, lett. d ed e, d.lg. n. 153 del 2009che limita la possibilità di effettuare le prestazioni analitiche di autocontrollo (nelle quali rientrano quelle contemplate dalla disposizione regionale impugnata) alle sole farmacie deve essere riconosciuta natura di principio fondamentale in materia di «tutela della salute», in quanto finalizzato a garantire che sia mantenuto un elevato e uniforme livello di qualità dei servizi in tutto il territorio, a tutela di un bene, quale la salute della persona, che per sua natura non si presterebbe a essere protetto diversamente alla stregua di valutazioni differenziate, rimesse alla discrezionalità dei legislatori regionali (sent. n. 255 del 2013).

Corte Costituzionale, 07/04/2017, n.66

Messaggio pubblicitario ingannevole di un integratore alimentare

È ingannevole, ai sensi dell’art. 27, comma 5, del Codice del Consumo, il messaggio pubblicitario di un integratore alimentare che venga presentato come idoneo a svolgere un’azione di riduzione localizzata del girovita di 4,1 cm e apprezzabile in soli 3 giorni, oltre che “testato”, dotato di una “comprovata” efficacia snellente, tonificante e drenante al 100%, e recante vanti di efficacia delle sostanze contenute nel prodotto (quali “anticellulite”, “regola la glicemia!”, “detossinare e bruciare i grassi”, “favorisce la riduzione di colesterolo”, “riduce l’assorbimento dei carboidrati”, “elimina liquidi e grassi in eccesso, stimola la termogenesi, azione antiossidante”), in mancanza di idonea documentazione scientifica comprovante tali caratteristiche.

Garante concorr. e mercato, 14/12/2011, n.23104



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