L’esperto | Articoli

Filmato prova: ultime sentenze

28 Giugno 2020
Filmato prova: ultime sentenze

Leggi le ultime sentenze su: filmato del sistema di sorveglianza; prova costituita da filmati; riconoscimento di imputato ripreso da telecamere presenti sul luogo di consumazione del reato; codice in materia di protezione dei dati personali.

Filmato con il cellulare

In tema di valutazione della testimonianza della persona offesa nei reati sessuali la responsabilità dell’imputato può essere fondata anche esclusivamente su tale fonte di prova purché la valutazione sia adeguatamente motivata.

(Nel caso di specie, si trattava della produzione di materiale pornografico mediante l’utilizzo di una ragazza di minore età che aveva raccontato la vicenda in modo spontaneo genuino ricostruendo con precisione di dettagli i tempi, il luogo le modalità dell’azione fornendo una versione dei fatti logicamente ed intrinsecamente attendibili spiegando che la stessa aveva intrattenuto una relazione con  l’imputato e di non aver mai subito violenze né costrizioni da parte dello stesso precisando che durante l’episodio del rapporto sessuale orale filmato con il suo cellulare lei  aveva agito con la propria volontà ben conscia del fatto che l’uomo la stesse riprendendo).

Tribunale Milano sez. uff. indagini prel., 08/06/2018, n.906

Riprese video effettuate da privati: le prove documentali

Non è inutilizzabile la prova costituita da filmati che, realizzati mediante videoriprese legittimamente effettuate (nella specie all’interno di una chiesa), sono stati conservati per un tempo superiore a quello consentito dalla disciplina in materia di tutela della riservatezza, e fissato in ventiquattro ore successive alla rilevazione dal provvedimento in materia di videosorveglianza adottato in data 8 aprile 2010 a norma dell’art. 11 d.lg. n. 196 del 2003.

Cassazione penale sez. V, 28/05/2015, n.33560

Efficacia probatoria delle riproduzioni informatiche

In tema di efficacia probatoria delle riproduzioni informatiche di cui all’art. 2712 cod. civ., il “disconoscimento” che fa perdere ad esse la qualità di prova, pur non soggetto ai limiti e alle modalità di cui all’art. 214 cod. proc. civ., deve tuttavia essere chiaro, circostanziato ed esplicito, dovendosi concretizzare nell’allegazione di elementi attestanti la non corrispondenza tra realtà fattuale e realtà riprodotta, ma non ha gli stessi effetti del disconoscimento previsto dall’art. 215, comma secondo, cod. proc. civ., perché mentre questo, in mancanza di richiesta di verificazione e di esito positivo di questa, preclude l’utilizzazione della scrittura, il primo non impedisce che il giudice possa accertare la conformità all’originale anche attraverso altri mezzi di prova, comprese le presunzioni.

(Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza impugnata laddove aveva ritenuto utilizzabile un DVD contenente un filmato, considerato che la parte aveva contestato del tutto genericamente la conformità all’originale della riproduzione informatica prodotta e che il giudice di merito aveva ritenuto l’assenza di elementi che consentissero di ritenere il documento non rispondente al vero).

Cassazione civile sez. lav., 17/02/2015, n.3122

L’esame delle immagini registrate dalle telecamere

Nell’ambito dell’accertamento del delitto di furto – nella specie consistente nella sottrazione di un oggetto posizionato sulla scrivania di un dipendente di un’impresa – non può dirsi raggiunta la prova della responsabilità dell’imputato quando, dall’esame delle immagini registrate dalle telecamere interne della ditta, questi è visto aggirarsi nei dintorni della suddetta postazione di lavoro e poi allontanarsi con una mano in tasca, senza che sia possibile distinguere l’atto di sottrazione di alcun oggetto, essendo la telecamera posizionata in alto e distante dal soggetto agente ed avendo perciò prodotto un filmato non idoneo a mettere a fuoco i particolari della presunta azione criminosa e degli oggetti posti sui vari tavoli.

Tribunale Firenze sez. I, 13/02/2015, n.873

Potere di ufficio del giudice

In tema di istruzione dibattimentale, il potere del giudice di disporre anche di ufficio l’assunzione di nuovi mezzi di prova, ove risulti assolutamente necessario, ai sensi dell’art. 507 c.p.p., non può essere limitato dal principio della discovery, che opera esclusivamente nei rapporti fra le parti.

(Nella fattispecie, il tribunale aveva disposto l’acquisizione, ai sensi dell’art. 507 c.p.p., quali atti irripetibili, di fotografie formate da un teste di p.g. nell’imminenza dell’udienza in cui doveva essere esaminato, e, quindi non presenti nel fascicolo del pubblico ministero, attraverso la stampa di immagini estrapolate dal filmato che aveva documentato un servizio di osservazione, pedinamento e controllo effettuato durante le indagini).

Cassazione penale sez. II, 18/02/2014, n.13938

Videoriprese: utilizzazione della prova

È utilizzabile il filmato del sistema di sorveglianza conservato per un tempo superiore a quello previsto dall’art. 11 d.lg. 30 giugno 2003, n. 196 (Codice in materia di protezione dei dati personali). (In motivazione, la Corte ha rilevato che il termine in questione è previsto a protezione della riservatezza, la cui tutela è, però, sub valente rispetto alle esigenze di accertamento proprie del processo penale).

Cassazione penale sez. II, 08/03/2013, n.22169

Telecamere presenti sul luogo di consumazione del reato

Il riconoscimento dell’imputato nel soggetto ripreso in un filmato registrato dalle telecamere di sicurezza presenti sul luogo di consumazione del delitto, operato dal personale di polizia giudiziaria, ha valore di indizio grave e preciso a suo carico, la cui valutazione è rimessa al giudice di merito.(Fattispecie relativa al riconoscimento dell’imputato effettuato attraverso i tratti somatici, le movenze, alcune particolari caratteristiche quali un tatuaggio, oltre alla corporatura e all’altezza).

Cassazione penale sez. II, 27/06/2019, n.42041

Documento e prova documentale: disconoscimento

In tema di efficacia probatoria delle riproduzioni meccaniche di cui all’art. 2712 c.c., il “disconoscimento” che fa perdere alle riproduzioni stesse la loro qualità di prova — e che va distinto dal “mancato riconoscimento”, diretto o indiretto, il quale, invece, non esclude che il giudice possa liberamente apprezzare le riproduzioni legittimamente acquisite — pur non essendo soggetto ai limiti e alle modalità di cui all’art. 214 c.p.c., deve tuttavia essere chiaro, circostanziato ed esplicito, dovendo concretizzarsi nell’allegazione di elementi attestanti la non corrispondenza tra realtà fattuale e realtà riprodotta.

(Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza impugnata nella parte in cui aveva escluso che potesse avere valore di disconoscimento di una cassetta video registrata la condotta della parte, la quale aveva contestato del tutto genericamente il filmato, senza allegare alcuna circostanza attestante la non corrispondenza tra realtà fattuale e realtà riprodotta).

Cassazione civile sez. lav., 28/01/2011, n.2117

Filmato video acquisito mediante copia su cd-rom

È pienamente utilizzabile ai fini decisori un filmato video acquisito mediante copia su cd-rom della memoria labile (in quanto periodicamente cancellata per sovrimpressione) di una telecamera a circuito chiuso, giacché tale operazione di acquisizione (effettuata dalla p.g. ex art. 354 c.p.p.) non può considerarsi né ontologicamente irripetibile, né assoggettata alle forme dell’accertamento tecnico preventivo (ex art. 360 c.p.p.) in quanto consistente soltanto nella raccolta di dati materiali pertinenti al reato e alla sua prova, quali semplici rilievi che non implicano il loro studio e la relativa elaborazione critica.

Tribunale Perugia, 09/04/2008

Filmato effettuato con un telefonino: violazione della privacy

È legittimamente acquisito ed utilizzato ai fini dell’affermazione della responsabilità penale un filmato effettuato con un telefonino, in quanto l’art. 234 c.p.p. consente l’acquisizione non solo di scritti ma anche di altri documenti che rappresentano fatti, persone o cose mediante la fotografia, la cinematografia, la fonografia o qualsiasi altro mezzo ed, al riguardo, è del tutto irrilevante che le registrazioni siano effettuate in conformità alla disciplina della privacy, la quale non costituisce sbarramento all’esercizio dell’azione penale.

Cassazione penale sez. V, 28/11/2014, n.2304



Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

3 Commenti

  1. Salve, ho un dubbio…posso fotografare una persona che commette un reato in casa propria? posso fotografare una persona che commette reato? E invece filmare le forze dell’ordine è possibile?

    1. Fotografare una persona che commette un reato in casa propria costituisce a sua volta un reato, quello di interferenze nella vita privata. Sicché, eventuali videoriprese non avrebbero alcun valore documentale e potrebbero essere fatte solo dalla polizia autorizzata. Invece, è legale fotografare una persona in pubblico, sia che questa stia commettendo un reato, un illecito amministrativo o una condotta non vietata.
      Ciò che è vietato è, invece, la pubblicazione della foto rappresentante un’altra persona. Lo scatto quindi non può essere vietato se resta dentro lo smartphone o la sim della macchina fotografica. Anche la diffusione a poche persone potrebbe costituire reato. Attenzione però: l’uso della foto per finalità di giustizia è sempre lecito. Il che significa che è ben possibile – e non costituisce alcuna invasione dell’altrui privacy – scattare una foto e poi depositarla alla polizia per denunciare un crimine o per tutelare un proprio diritto (come detto, anche in questo caso, la foto non deve essere stata scattata in un luogo privato). Se così non fosse, del resto, non sarebbe possibile utilizzare le foto degli investigatori privati.

    2. È legCome ha precisato una decisione del Garante della Privacy, non esiste un divieto di effettuare una ripresa video o fotografica delle operazioni delle forze dell’ordine. Il Garante della Privacy ha anche specificato però che alle foto e ai video delle forze dell’ordine si applicano le norme del codice della privacy: valgono, cioè, i limiti imposti alla diffusione dei dati personali di un normale cittadino. Dunque, non è possibile riprendere il volto dei poliziotti o altri tratti che siano idonei a identificarli, per poi divulgare la ripresa.Inoltre, in Italia è possibile filmare polizia e carabinieri mentre sono all’opera, purché non esista uno specifico divieto stabilito in maniera specifica dalla legge oppure dall’autorità giudiziaria: si pensi a un’attività d’indagine che deve rimanere segreta per espressa indicazione della Procura della Repubblica.

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube