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Estinzione del debito per avvenuto pagamento

17 Maggio 2020 | Autore:
Estinzione del debito per avvenuto pagamento

Adempimento: quando è idoneo a estinguere l’obbligazione? Tempo, modalità e luogo dell’esecuzione della prestazione. Quietanza liberatoria: cos’è?

Il debito è quell’obbligazione giuridica che costringe una persona a eseguire una determinata prestazione nei confronti di un’altra. In maniera un po’ più tecnica, possiamo affermare che l’obbligazione è un rapporto giuridico in forza del quale un soggetto, detto debitore, è tenuto a una determinata prestazione, suscettibile di valutazione economica, a favore di un altro soggetto, detto creditore. Il pagamento è il classico modo di estinguere un’obbligazione: chi adempie si libera dal vincolo che lo legava al creditore. Con questo articolo ci occuperemo proprio di questo evento giuridico, cioè dell’estinzione del debito per avvenuto pagamento.

Il pagamento (o meglio, l’adempimento) è uno dei modi di estinzione dell’obbligazione giuridica; non si tratta però dell’unica modalità di estinzione: ad esempio, un debito può estinguersi perché la prestazione diviene impossibile, o ancora perché viene compensato con un credito di egual misura. Con questo articolo approfondiremo il tema dell’estinzione del debito mediante adempimento: vedremo quando il pagamento è idoneo a estinguere il debito e quando, al contrario, non fa venir meno l’obbligazione.

Adempimento: cos’è?

L’adempimento è il mezzo normale di estinzione dell’obbligazione ed è l’atto con cui il debitore, eseguendo esattamente la prestazione dovuta, si libera dal vincolo debitorio e soddisfa l’interesse del creditore.

L’adempimento, consistendo nell’esatta esecuzione della prestazione, realizza un duplice effetto: soddisfa l’interesse del creditore e libera il debitore dal vincolo obbligatorio.

Pagamento: cos’è?

Il pagamento è una forma specifica di adempimento: mentre l’adempimento riguarda ogni tipo di obbligazione (dare, fare, non fare, ecc.), il pagamento si riferisce, più specificamente, alle sole obbligazione pecuniarie, che hanno ad oggetto una somma di denaro.

Dunque, il pagamento è una specie del più ampio genere dell’adempimento. Da tanto deriva che tutte le norme riguardanti l’adempimento saranno applicabili anche al pagamento.

Pagamento: quando estingue il debito?

Il pagamento estingue il debito solamente quando esso sia perfetto, cioè quando corrisponde esattamente all’interesse del creditore. Dunque, non tutti i tipi di pagamento possono soddisfare il creditore: pensa ad esempio a colui che paga per intero il proprio debito, ma lo fa con enorme ritardo rispetto al termine originariamente pattuito.

Ma non solo: il pagamento non estingue l’obbligazione se, rispettando tempi e modi, è eseguito a favore di una persona diversa dal debitore: si pensi al bonifico effettuato erroneamente a favore di un altro individuo.

Dunque, un pagamento è esatto, e dunque è idoneo a provocare l’estinzione del debito, quando sia eseguito:

  • nel luogo pattuito;
  • nei termini prestabiliti;
  • al creditore o al suo rappresentante o persona da lui delegata;
  • per intero (pagamento totale, non parziale).

Analizziamo ciascuno di questi aspetti tipici di ogni adempimento e, quindi, anche del pagamento.

Pagamento: il luogo dell’adempimento

La legge dice che l’adempimento di un’obbligazione deve avvenire nel luogo in cui è stabilito dall’accordo; in mancanza di espressa pattuizione sul punto, l’adempimento va effettuato secondo gli usi comuni o in ragione della natura della prestazione: ad esempio, se è stato commissionato un quadro a un noto artista, è chiaro che la realizzazione avverrà presso lo studio del pittore, non altrove.

Se non è possibile determinare il luogo dell’adempimento secondo i criteri appena indicati, si seguono le regole dettate dalla legge:

  • l’obbligazione di consegnare una cosa certa e determinata deve essere adempiuta nel luogo in cui si trovava la cosa quando l’obbligazione è sorta. Si pensi all’acquisto di un elettrodomestico: è chiaro che la consegna deve avvenire presso il negozio dove è stato acquistato;
  • l’obbligazione avente per oggetto una somma di danaro deve essere adempiuta al domicilio che il creditore ha al tempo della scadenza. Se tale domicilio è diverso da quello che il creditore aveva quando è sorta l’obbligazione e ciò rende più gravoso l’adempimento, il debitore, previa dichiarazione al creditore, ha diritto di eseguire il pagamento al proprio domicilio;
  • negli altri casi l’obbligazione deve essere adempiuta al domicilio che il debitore ha al tempo della scadenza [1].

Da quanto appena detto si evince che, secondo la regola, il pagamento di un debito avvenga presso il domicilio del creditore. Si parla in questo caso di obbligazioni portables, poiché devono essere “portate” (cioè, adempiute) dal debitore presso il domicilio del creditore.

Pagamento: il termine dell’adempimento

Dopo aver visto il “luogo” della prestazione, vediamo ora il “tempo”. Fondamentale affinché il pagamento di un debito ne provochi l’estinzione è che l’adempimento avvenga nei tempi stabiliti dalle parti.

Secondo la legge [2], se non è determinato il tempo in cui la prestazione deve essere eseguita, il creditore può esigerla immediatamente.

Qualora tuttavia, in virtù degli usi o per la natura della prestazione ovvero per il modo o il luogo dell’esecuzione, sia necessario un termine, questo, in mancanza di accordo delle parti, può essere stabilito dal giudice.

Se, invece, un termine per l’adempimento è stabilito e null’altro è specificato, allora si presume che sia posto a favore del debitore. Cosa significa che il termine è a favore del debitore?

Vuol dire che, prima della scadenza, il creditore non potrà chiedere il pagamento: la prestazione diverrà esigibile soltanto trascorso il termine fissato. Resta in facoltà del debitore adempiere spontaneamente prima della scadenza [3].

Pagamento: a chi va fatto?

L’adempimento è esatto se è fatto alla persona legittimata a riceverlo, cioè al creditore o a persona che lo rappresenti validamente (ad esempio, al mandatario munito di procura).

Secondo la legge [4], il pagamento deve essere fatto al creditore o al suo rappresentante, ovvero alla persona indicata dal creditore o autorizzata dalla legge (ad esempio, un genitore o un tutore) o dal giudice a riceverlo.

Il pagamento fatto a chi non era legittimato a riceverlo non libera il debitore, a meno che il creditore lo ratifichi o riesca comunque ad approfittarsene in qualche modo.

Inoltre, il pagamento a persona diversa dal creditore estingue l’obbligazione se ricorre l’ipotesi del pagamento al creditore apparente. Affrontiamo questi aspetti.

Pagamento a persona diversa dal creditore: che succede?

Il pagamento fatto a persona non legittimata a riceverlo è inefficace nei confronti del creditore, e il debitore rimani obbligato ad adempiere nuovamente, ma questa volta alla persona giusta (cioè, al creditore, suo rappresentante o altre persona autorizzata). Colui che ingiustamente ha ricevuto il pagamento è tenuto a restituirlo.

Il pagamento a persona diversa dal creditore è efficace (e, dunque, estingue l’obbligazione) solamente in tre occasioni:

  • quando il creditore ratifica il pagamento. La ratifica sana l’errore del debitore ed estingue l’obbligazione. La ratifica consiste nella manifestazione di volontà del creditore con cui fa sapere che accetta l’adempimento, anche se fatto a persona sbagliata;
  • se il creditore ha comunque tratto profitto dal pagamento. Pensa al debitore che paga per sbaglio a un’altra persona che si rivela essere a sua volta creditrice del creditore: quest’ultimo approfitta del pagamento fatto a un terzo perché consegue il vantaggio della liberazione dal proprio debito;
  • quando il pagamento sia fatto in buona fede a persona che appare legittimata a riceverlo in base a circostanze univoche. Pensa al debitore che paga a persona che si presenta come rappresentante del creditore sulla scorta di documenti falsi: in questa ipotesi, il debitore è scusato perché ha in buona fede pagato a persona che pareva legittimata a ricevere la prestazione. Il pagamento al creditore apparente estingue l’obbligazione, ma costringe colui che ha ricevuto la prestazione a restituirla al vero creditore [5].

Il pagamento totale del debito

Affinché il pagamento provochi l’estinzione del debito è necessario che esso sia totale. Secondo la legge [6], il creditore può rifiutare un adempimento parziale anche se la prestazione è divisibile (pensa alla consegna di un carico di legna o, per l’appunto, alla restituzione di una somma di danaro), salvo che la legge o gli usi dispongano diversamente.

Ancora una volta viene confermato quanto detto in apertura di articolo: l’adempimento di un’obbligazione si ha quando il debitore esegue esattamente e puntualmente la prestazione dovuta e non quando la prestazione stessa sia eseguita solo in parte. In quest’ultimo caso, il creditore può legittimamente rifiutare l’adempimento parziale.

Se invece il creditore accetta il pagamento parziale, tale accettazione non estingue il debito, ma semplicemente lo riduce, non precludendo conseguentemente al creditore di chiedere la parte residua, o perfino la risoluzione del contratto se la parte residua della prestazione resta inadempiuta.

Pagamento: diritto del debitore alla quietanza

Secondo la legge [7], il debitore che esegue il pagamento ha diritto al rilascio, da parte del creditore, di una quietanza, ossia di un documento nel quale il creditore attesta l’avvenuto pagamento.

La quietanza ha natura di confessione stragiudiziale in ordine all’avvenuto pagamento: ciò significa che il debitore, grazie alla quietanza, potrà sempre dimostrare l’avvenuto adempimento e, dunque, l’estinzione dell’obbligazione.

Nello specifico, si parla di quietanza liberatoria ogni volta che il creditore non solo attesta l’avvenuto pagamento e riconosce l’estinzione del debito, ma dichiara anche di rinunciare ad ogni altra pretesa nei confronti del debitore.

Per avere tale efficacia, la quietanza deve essere fatta per iscritto e deve indicare il motivo per cui il pagamento è stato effettuato (in pratica, deve indicare il debito).


note

[1] Art. 1182 cod. civ.

[2] Art. 1183 cod. civ.

[3] Art. 1184 cod. civ.

[4] Art. 1188 cod. civ.

[5] Art. 1189 cod. civ.

[6] Art. 1181 cod. civ.

[7] Art. 1199 cod. civ.

Autore immagine: Canva.com


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