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Legge sulla raccolta degli escrementi dei cani

17 Maggio 2020
Legge sulla raccolta degli escrementi dei cani

La cura del decoro e della pulizia delle strade urbane è compito esclusivo del Comune che può imporre ai cittadini di pulire là dove il cane lascia la pipì e la cacca. 

Chi ha un animale domestico si sarà chiesto, almeno una volta, cosa rischia se i suoi escrementi dovessero sporcare il marciapiedi o la strada e cosa potrebbe fare un vigile, in un’ipotesi del genere, nei confronti dell’incauto padrone. 

Anche nel nostro Paese è ormai in uso la pratica di munirsi di sacchetto e paletta, ma non tutti lo fanno ed allora è bene sapere a cosa si va incontro.

Ebbene, chi cerca la legge sulla raccolta degli escrementi dei cani avrà grosse difficoltà. Non esiste infatti una normativa a livello nazionale che spieghi cosa si debba fare con la pipì e la popò di “Fido”. Questo non significa però che non ci siano conseguenze per i trasgressori di quello che ormai è divenuto un dovere sociale, rispondente anche al rispetto delle fasce della popolazione più deboli che potrebbero scivolare proprio a causa dei bisogni di un animale.

La materia è disciplinata principalmente a livello locale e la conferma proviene da una recente sentenza del Tar Emilia Romagna [1]. C’è poi la possibilità, confermata anche dalla Cassazione [2], di un procedimento penale per chi sporca le strade, comportamento questo considerato reato [3]. 

Di tutto ciò parleremo nel seguente articolo: spiegheremo cioè qual è la legge sulla raccolta degli escrementi dei cani. Ma procediamo con ordine. 

Legge comunale sulla raccolta degli escrementi dei cani

È banale, ma forse non così tanto, affermare che la “cosa pubblica” non equivale a “cosa di nessuno”. Tuttavia, è sufficiente passeggiare per le strade di numerose città, grandi e piccole, per accorgersi che cartacce e rifiuti di ogni tipo sono presenti lungo la pubblica via e che non sempre i passanti fanno ricorso agli appositi raccoglitori.

Così è anche per i proprietari di cani, più preoccupati di sbrigare un’incombenza, quale quella di consentire al proprio animale d’affezione di liberarsi velocemente dei propri bisogni fisiologici, che di lasciare dietro di loro un ambiente pulito e ordinato.

La prima cosa che devi fare per sapere quali obblighi ha il padrone nel momento in cui il proprio cane fa la cacca o la pipì per strada è informarti presso il Comune ove porti a spasso il quadrupede. Quindi, ad esempio, se sei residente in una città, ma fai una passeggiata in un’altra, sarai soggetto alle multe previste da questo secondo Comune. Conta infatti il luogo ove avviene l’illecito.

L’ente locale ha il dovere di provvedere alla manutenzione delle strade e alla pulizia urbana. Per cui non potrà mai essere una legge statale a disporre le sanzioni per chi non pulisce gli escrementi del cane. 

La questione, come dicevamo, è stata confermata dal Tar Emilia Romagna che ha ritenuto legittima l’ordinanza con cui un Comune aveva imposto, ai proprietari di cani, di dotarsi di bottigliette d’acqua per pulire immediatamente le deiezioni liquide.

Il quadro normativo di riferimento è offerto dall’art. 7 bis, comma I del decreto legislativo 267/2000 a norma del quale, qualora siano violate le disposizioni di regolamenti comunali o provinciali è applicabile una sanzione amministrativa pecuniaria da 25 a 500 euro.

Bisognerà quindi recuperare, all’interno del Comune, il cosiddetto Regolamento di Polizia Urbana che, come appena detto, può prevedere – e di solito avviene quasi sempre – il divieto di condurre animali in luoghi pubblici senza essere provvisti degli strumenti per l’eliminazione immediata degli escrementi, al fine di assicurare la tutela dell’igiene pubblica. Unica deroga spesso contemplata riguarda i non vedenti accompagnati da cani guida.

Il citato Regolamento di Polizia Urbana è riferito a tutta la cittadinanza, non soltanto ai detentori di animali.

Il Comune può imporre ai proprietari non solo di raccogliere le feci ma anche di pulire la strada laddove sporca, anche della pipì, ad esempio uscendo di casa con bottigliette d’acqua. 

Sempre il Regolamento di Polizia Urbana può anche imporre sanzioni amministrative (ma mai sanzioni penali) nei confronti dei proprietari di animali che non rispettano le regole. Difatti la possibilità di istituire dei reati spetta solo alla legge dello Stato.

Nella pronuncia in commento, il Tar ha ricordato che il Comune ha ampia discrezionalità nello stabilire i doveri comportamentali dei cittadini con riferimento all’igiene e alla pulizia del suolo pubblico; tale discrezionalità incontra soltanto i limiti costituiti dai principi di imparzialità, logicità, congruità e ragionevolezza. 

Chi non raccoglie gli escrementi di animali commette reato?

Oltre alla disciplina comunale, al proprietario del cane che non raccoglie gli escrementi potrebbe essere contestato il reato di getto di cose pericolose o atte ad offendere: si tratta di una norma prevista nel nostro Codice penale [3] e che, come abbiamo detto in apertura, potrebbe ben adattarsi al caso di specie. 

La Cassazione [2] ha ritenuto che non potrebbe invece configurarsi il diverso reato di imbrattamento e deturpazione di cosa altrui nell’ipotesi di un cane che orini sul muro di un edificio di valore architettonico, e ciò perché mancherebbe il dolo, ossia la malafede, da parte del proprietario. 


note

[1] Tar Emilia Romagna, sent. n. 282/2019.

[2] Cass. sent. n. 7082/2015.

[3] Art. 639 cod. pen.


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