L’esperto | Articoli

Uccisione di animali e stato di necessità: ultime sentenze

4 Luglio 2020
Uccisione di animali e stato di necessità: ultime sentenze

Configurabilità del delitto di danneggiamento o uccisione di animali altrui; aggravamento di un danno giuridicamente apprezzabile alla persona, propria o altrui, o ai propri beni.

Situazione di pericolo

La situazione di “necessità” che esclude la configurabilità del delitto di danneggiamento o uccisione di animali altrui, comprende non solo lo stato di necessità di cui all’art. 54 c.p., ma anche ogni altra situazione che induca all’uccisione o al danneggiamento dell’animale per prevenire od evitare un pericolo imminente o per impedire l’aggravamento di un danno giuridicamente apprezzabile alla persona, propria o altrui, o ai propri beni, quando tale danno l’agente ritenga altrimenti inevitabile.

(Nella specie, in applicazione di tale principio, la Corte ha censurato la sentenza di merito che aveva ritenuto non necessitata l’uccisione di un pastore tedesco a fronte della situazione di pericolo per altro cane, di proprietà dell’imputato, già aggredito poco prima, e per la moglie dell’imputato, intervenuta sul posto).

Cassazione penale sez. II, 11/11/2010, n.43722

L’esimente dello stato di necessità

Per l’applicazione della esimente dello stato di necessità di cui all’art. 638 c.p., occorre che il danno in atto o il pericolo di esso sia imminente e non possa essere evitato con forme meno drastiche della uccisione o del danneggiamento dell’animale altrui.

Cassazione penale sez. II, 26/01/1977

Uccisione di cani di grossa taglia

Nel concetto di “necessità” che, ai sensi dell’art. 638 c.p., esclude la configurabilità del delitto di danneggiamento o uccisione di animali altrui, è compreso non solo lo stato di necessità quale assunto dall’art. 54 c.p., ma anche ogni altra situazione che induca all’uccisione o al danneggiamento dell’animale per evitare un pericolo imminente o per impedire l’aggravamento di un danno giuridicamente apprezzabile alla persona propria o altrui o ai beni, quando tale danno l’agente ritenga altrimenti inevitabile.

(Nella specie, in applicazione di tale principio, la Corte ha censurato la sentenza di merito che aveva escluso il requisito della necessità in un caso in cui l’agente era stato chiamato a rispondere del reato per aver ucciso due cani di grossa taglia i quali avevano ripetutamente aggredito un gregge di proprietà dello stesso agente ed erano riusciti a fuggire dopo che quest’ultimo, per evitare ulteriori aggressioni, li aveva catturati).

Cassazione penale sez. II, 15/02/2006, n.8820

Quando non ricorre lo stato di necessità?

In tema di delitti contro il sentimento per gli animali, la nozione di “necessità” che esclude la configurabilità del reato di uccisione di animali di cui all’art. 544-bis cod. pen. comprende non soltanto lo stato di necessità previsto dall’art. 54 cod. pen., ma anche ogni altra situazione che induca all’uccisione dell’animale per evitare un pericolo imminente o per impedire l’aggravamento di un danno alla persona propria o altrui o ai propri beni, quando tale danno l’agente ritenga altrimenti inevitabile

(Fattispecie in cui la S.C ha escluso ricorresse la condizione di necessità nell’uccisione da parte dell’imputato di un cane, essendo l’animale già in fuga dal pollaio ove aveva catturato, dopo averne ucciso altre, una gallina che serrava tra i denti).

Cassazione penale sez. III, 26/04/2018, n.49672

Uccisione e danneggiamento di animali altrui

Nel concetto di “necessità” che, ai sensi dell’art. 638 c.p., esclude la configurabilità del delitto di danneggiamento o uccisione di animali altrui, è compreso non solo lo stato di necessità quale assunto dall’art. 54 dello stesso codice, ma anche ogni altra situazione che induca all’uccisione o al danneggiamento dell’animale per evitare un pericolo imminente o per impedire l’aggravamento di un danno giuridicamente apprezzabile alla persona propria o altrui o ai beni, quando tale danno l’agente ritenga altrimenti inevitabile.

(In applicazione del principio la Corte ha ritenuto corretta la decisione del giudice di merito che aveva escluso la sussistenza del reato nell’ipotesi di uccisione di un cane pastore tedesco, che, introdottosi in un pollaio, aveva mangiato gli animali ivi rinchiusi e, quindi, aggredito il loro proprietario accorso per allontanarlo).

Cassazione penale sez. II, 28/10/1997, n.1963

Condotta lesiva dell’integrità e della vita dell’animale

In tema di individuazione dell’elemento soggettivo nei delitti di uccisione e maltrattamento di animali, sulla interpretazione della locuzione “senza necessità” contenuta nei predetti delitti, nonché in tema di rapporti tra le nuove fattispecie e quelle di cui agli art. 727 e 638 c.p., la nuova fattispecie che punisce il maltrattamento di animali (art. 544 ter c.p.) configura un reato a dolo specifico nel caso in cui la condotta lesiva dell’integrità e della vita dell’animale sia tenuta “per crudeltà”, mentre configura un reato a dolo generico quando la stessa è tenuta senza necessità. Sicché, nel concetto di “necessità”, che esclude la configurabilità dei delitti di uccisione e maltrattamento di animali, è compreso lo stato di necessità ex art. 54 c.p., nonché ogni altra situazione che induca all’uccisione o al danneggiamento dell’animale per evitare un pericolo imminente o per impedire l’aggravamento di un danno alla persona o ai beni ritenuto altrimenti inevitabile.

Cassazione penale sez. III, 24/10/2007, n.44822

Dolo della consapevolezza di agire senza necessità

L’oggetto specifico della tutela penale della norma di cui all’art. 638 c.p., delitto per il quale viene comunque richiesto il dolo della consapevolezza di agire senza necessità, deve principalmente individuarsi nell’interesse alla tutela del patrimonio zootecnico e della proprietà degli animali. Con l’inciso “senza necessità” si è inteso introdurre una specifica causa di non punibilità che si riterrà operativa ogniqualvolta, in presenza di un conflitto di interessi, la prevalenza dell’interesse del danneggiatore sia più conforme alle esigenze sociali.

Pertanto, nel concetto di necessità quale assunto dall’art. 638 c.p. è compreso non solo lo stato di necessità vero e proprio, previsto come esimente dall’art. 54 c.p., ma anche ogni altra situazione che induca all’uccisione o al danneggiamento dell’animale per prevenire od evitare un pericolo imminente o per impedire l’aggravamento di un danno giuridicamente apprezzabile alla persona propria o altrui o ai beni, quando tale danno l’agente ritiene altrimenti inevitabile.

(Nella specie, la S.C. ha annullato senza rinvio per insussistenza del fatto la sentenza di condanna della Corte d’appello di Milano nei confronti di una guardia venatoria che, dopo aver esploso un primo colpo di fucile senza colpirlo, aveva ucciso un cane pastore tedesco che si avventava minacciosamente verso di lui).

Cassazione penale sez. II, 27/06/2001

Uccisione o danneggiamento dell’animale: stato di necessità

Agisce in stato di necessità colui che uccide, in periodo di divieto di caccia, una volpe più volte introdottasi nella sua proprietà facendo razzia di animali da cortile ed assalendo un suo familiare.

Nel concetto di “necessità”, escludente la configurabilità del reato, è compreso non solo lo stato di necessità, quale assunto dall’art. 54 c.p., ma anche ogni altra situazione che induca alla uccisione o al danneggiamento dell’animale per evitare un pericolo imminente o per impedire l’aggravamento di un danno giuridicamente apprezzabile alla persona propria o altrui o ai beni, quando tale danno l’agente ritenga altrimenti inevitabile.

Cassazione penale sez. III, 23/04/2009, n.25526

Uccisione di animale per evitare un pericolo o impedire un danno inevitabile

È configurabile la scriminante dello stato di necessità nel caso in cui il proprietario di un cane di piccola taglia uccida un altro cane per difendere il proprio animale dall’aggressione. A stabilirlo è la Cassazione che ha accolto il ricorso di un uomo condannato dai giudici di merito per il reato di uccisione di animali delineato dall’art. 544 bis c.p. per aver aggredito e ucciso un alano, condotto senza guinzaglio né museruola, che aveva aggredito e morso il suo cane alla coda procurandogli due piccole ferite.

Per la Corte, nel concetto di necessità è ricompresa ogni “situazione che induca all’uccisione o al danneggiamento dell’animale per evitare un pericolo imminente o per impedire l’aggravamento di un danno alla persona o ai beni ritenuto altrimenti inevitabile”.

Cassazione penale sez. III, 29/10/2015, n.50329



Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube