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Inversione a U: ultime sentenze

4 Luglio 2020
Inversione a U: ultime sentenze

Norme sulla circolazione stradale; doveri di prudenza e diligenza; inversione di marcia.

La manovra di inversione ad U costituisce una violazione del codice della strada e implica una sanzione amministrativa. Il Codice della strada all’articolo 176 vieta l’inversione di marcia solo sulle autostrade e sulle strade extraurbane principali. Fare inversione a U in strada costituisce reato nel caso in cui comporti lesioni ad altri utenti della strada, fino ad arrivare all’omicidio stradale.

Imprudente inversione a U

Va esclusa la responsabilità degli esecutori dei lavori, vista l’assenza di colpa per difetto del requisito della prevedibilità dell’evento, allorchè l’incidente si sia verificato per un’azzardata e disattenta manovra del guidatore, quindi è esclusa la responsabilità degli imputati (fattispecie relativa ad un incidente occorso ad un automobilista che aveva eseguito una imprudente inversione a ‘U’ e, dopo aver urtato il parapetto, era precipitato nella sottostante scarpata).

Cassazione penale sez. IV, 26/06/2013, n.41381

Manovra di inversione ad U

Costituisce di per sé condotta negligente l’aver riposto fiducia nel fatto che gli altri utenti della strada si attengano alle prescrizioni del legislatore, poiché la norme sulla circolazione stradale impongono severi doveri di prudenza e diligenza proprio per far fronte a situazioni di pericolo, determinate anche da comportamenti irresponsabili altrui, se prevedibili (confermata la responsabilità di un uomo per aver causato la morte del conducente di un motorino con la propria manovra di inversione ad U eseguita omettendo di accertare che la stessa non costituisse pericolo per altri utenti e quindi senza tener conto del sopraggiungere del ciclomotore proveniente da dietro).

Cassazione penale sez. IV, 18/01/2013, n.17122

Sinistri stradali: manovra di inversione a U

In tema di sinistri stradali, sussiste l’esclusiva responsabilità nella causazione dell’incidente, in capo al conducente del veicolo che, nell’improvviso tentativo di operare una manovra di inversione a “U”, urti nella fiancata destra, determinandone l’uscita di strada, l’autoveicolo che, sopraggiungente da tergo, sta già effettuando la manovra di sorpasso.

Pretura Arona, 14/03/1988

Nesso di causalità tra condotta ed evento

L’eccessiva velocità di un veicolo, per di più su una strada rettilinea rientra proprio fra quei tipi di violazioni che possono essere previste da colui che deve effettuare un’inversione di marcia. Manovra questa che di per sé comporta un rischio maggiore della prosecuzione della marcia nella direzione, perché implica sempre l’attraversamento perpendicolare della carreggiata impegnata, e quindi la necessità della strada sgombra da due parti per un tempo che non può essere istantaneo e neppure brevissimo.

Ecco che, allora, l’adempimento ai doveri previsti dall’art. 154 C.d.S., per intraprendere la manovra – consistenti nell’assicurarsi di poterla effettuare senza creare pericolo o intralcio agli altri utenti della strada, tenendo conto della posizione, distanza, direzione di essi e nel segnalare con anticipo sufficiente la propria intenzione – dovrà essere per cosi dire ‘calibrato’ sul tempo necessario a portarla a compimento, tenendo conto anche delle possibili violazioni delle norme precauzionali da parte di terzi.

Cassazione penale sez. IV, 20/03/2019, n.25143

Inversione di marcia in autostrada

Quando il fatto è contestato con chiarezza, la erronea indicazione della norma violata si risolve in un mero errore materiale che non può essere causa di nullità del decreto di citazione. (Fattispecie in cui all’imputato era stato contestata l’inversione di marcia in autostrada in un dato giorno e ora, con erronea indicazione del pertinente articolo del codice della strada).

Cassazione penale sez. IV, 25/11/1999, n.5415

Condotta di guida imprudente e pericolosa

L’utente della strada, oltre le norme cautelari specifiche, deve considerare anche l’errore o le infrazioni degli altri utenti. La condotta di guida imprudente e pericolosa di un motociclista non costituisce, quindi, causa da sola sufficiente a determinare il sinistro mortale di cui egli sia rimasto vittima, provocato da un’inversione di marcia imprudentemente operata da un automobilista, rappresentandone, semmai, una mera concausa.

Il principio dell’affidamento trova limitata applicazione nell’ambito della circolazione stradale, attesa la indeterminatezza dei contesti fattuali in cui verrebbe ad operare, dovendosi comunque necessariamente tenere conto della prevedibilità ed evitabilità in concreto del sinistro (fattispecie relativa ad un sinistro mortale in cui un motociclista che sopraggiungeva ad alta velocità era stato colpito da un automobilista che stava effettuando inversione di manovra in una zona non consentita).

Cassazione penale sez. IV, 01/10/2014, n.51737

Inversione di marcia improvvisa e imprevedibile

Configura colpa grave la manovra posta in essere dal conducente di una pattuglia della Guardia di finanza che per l’improvvisa e imprevedibile inversione di marcia, desumibile dalla mancata presenza di tracce di frenata sull’asfalto da parte dell’auto privata che procedeva nell’opposta direzione, provocava con quest’ultima l’inevitabile collisione.

Corte Conti, (Puglia) sez. reg. giurisd., 01/06/1998, n.23

Quando si applica il divieto di inversione di marcia?

Il divieto di inversione di marcia e di attraversamento dello spartitraffico previsto dall’art. 176, comma 1, lett. a), cod. strada si applica anche allo spazio che precede il casello autostradale.

Cassazione civile sez. VI, 26/06/2017, n.15889

Manovre eseguite nello spazio adiacente al casello autostradale

In tema di circolazione stradale, il divieto di inversione di marcia e di attraversamento dello spartitraffico posto dall’art. 176, comma 1, lett. a, cod. strada si applica anche alle manovre eseguite nello spazio adiacente al casello autostradale, sia anteriore che posteriore, trattandosi di zona strettamente pertinente all’autostrada.

Cassazione civile sez. II, 19/07/2006, n.16573

Divieto di inversione di marcia e di attraversamento dello spartitraffico

In tema di circolazione stradale, il divieto di inversione di marcia e di attraversamento dello spartitraffico posto dall’art. 176, comma 1, lett. a, cod. strada non riguarda soltanto le manovre compiute “sulle carreggiate, sulle rampe e sugli svincoli delle strade di cui all’art. 175, comma 1”, ma “anche all’altezza dei varchi”, zone queste ultime fra le quali sono comprese le aree immediatamente circostanti i caselli autostradali – nella fattispecie, all’interno di un’autostrada, e cioè oltre il casello di ingresso nella stessa – in quanto il conducente che inverta il senso di marcia in dette aree provoca grave turbamento alla circolazione, ove si consideri che gli altri utenti, percorrendo una zona utilizzabile esclusivamente al fine di uscire o entrare in autostrada, non si attendono la presenza di autoveicoli che non tengano un assetto di marcia conforme a quello da loro stessi tenuto.

Cassazione civile sez. I, 19/08/2005, n.17037



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