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Fase 2: niente riaperture in Campania

17 Maggio 2020
Fase 2: niente riaperture in Campania

Il presidente De Luca non ha firmato l’accordo raggiunto tra il Governo e le Regioni per dare via libera al nuovo Dpcm di Conte. 

Niente riaperture e nessun “liberi tutti” da domani per la Regione Campania: il governatore Vincenzo De Luca si chiama fuori dall’accordo raggiunto tra Stato e Regioni in piena notte, in cui il Governo, dopo un lungo braccio di ferro, aveva infine accettato di integrare il nuovo Dpcm annunciato dal premier Conte con le linee guida approvate dalla Conferenza delle Regioni.

Un’intesa che però non soddisfa il presidente De Luca: “la Campania non è d’accordo, non ha firmato nessun accordo”, ha detto in diretta durante la puntata di “Mezz’ora in più” su Rai3, e il suo intervento è subito stato rilanciato dall’Adnkronos.

“Voglio chiarire che noi non apriamo lunedì mattina né i ristoranti, né i pub, né altro, per serietà”, ha precisato Vincenzo De Luca. Il Governatore ha chiarito così il motivo del contrasto: “Io ritengo che su alcune norme di sicurezza generale debba pronunciarsi il Ministero della Salute. Poi è chiaro che è necessaria una flessibilità regionale, ma sulle norme fondamentali non è possibile che il Ministero della Salute e il Governo scarichino opportunisticamente le decisioni sulle Regioni, questo non è accettabile”.

La decisione di oggi, oltre avere un impatto immediato sul piano delle riaperture già stabilite con Decreto Legge a livello nazionale dal 18 maggio (che proprio la Campania aveva in larga parte anticipato, ma ora vorrebbe far slittare di alcuni giorni: l’ipotesi più accreditata è quella di giovedì 21 maggio) avrà conseguenze su quelle programmate per la fase successiva, prevista a partire dal 3 giugno con gli spostamenti fuori Regione e poi con le  ripartenze di cinema, teatri e musei, previste a partire dal 15 giugno; infine, potrà toccare quelle di fiere, mercati ed eventi di spettacolo, ancora da stabilire.

“Mi dicono, ho sentito ieri le dichiarazioni del presidente del Consiglio, dal 3 giugno liberi tutti. Io non lo so cosa succederà il 3 giugno, io cercherò di ragionare il  2 giugno per sapere qual è la situazione epidemiologica“, chiarisce il presidente della Campania. E, riferendosi agli annunci del premier Conte, si chiede: “”Che significa liberi tutti? Se il contagio viene contenuto va bene, ma se abbiamo ancora livelli elevati di contagio che significa liberi tutti?”.

Poi spiega quanto la sua Regione ha compiuto finora: “La Campania ha dato una prova straordinaria di efficienza e concretezza amministrativa e nessuno in Italia si sarebbe aspettato che la Campania reggesse come ha retto l’onda d’urto dell’epidemia”, nonostante il fatto – ha rimarcato – che “la Campania è la Regione d’Italia che ha meno risorse fra tutte le Regioni nel fondo sanitario nazionale”.

“Questo – ha aggiunto – è accaduto perché abbiamo fatto 2 anni di lavoro straordinario essendoci liberati dei commissari esterni, abbiamo preparato pronto soccorsi, una rete dell’emergenza che non c’era, abbiamo fatto in tempo ad assumere 800 infermieri 2 mesi prima che scattasse la vicenda dell’epidemia e soprattutto abbiamo preso all’inizio del contagio delle decisioni anticipate rispetto al Governo nazionale, in qualche caso di 15 giorni”.

De Luca ha sottolineato che la Campania “è partita da una consapevolezza: è la regione più difficile d’Italia perché abbiamo la più alta densità abitativa d’Italia, nell’area metropolitana di Napoli e nella fascia costiera la più alta d’Europa. Se perdiamo il controllo del contagio in Campania viene un’ecatombe, questo è il motivo per cui abbiamo fatto quello che abbiamo fatto”.

Oggi – ha ricordato De Luca -abbiamo il tasso più basso di decessi per coronavirus in relazione alla popolazione, abbiamo il tasso più basso di positivi in relazione alla popolazione e un tasso molto basso di morti per la percentuale di persone contagiate. Credo che siano risultati importanti che vanno a merito delle migliaia di persone del sistema sanitario e dei nostri concittadini”.



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