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Sicurezza della circolazione: ultime sentenze

2 Giugno 2020
Sicurezza della circolazione: ultime sentenze

Leggi le ultime sentenze su: delimitazione delle aree pedonali e delle zone a traffico limitato; revisione della patente di guida per verificare la persistenza, in capo al titolare, dei requisiti fisici e psichici prescritti; pericolo per la sicurezza della circolazione e l’incolumità pubblica della condotta di guida.

Sanzione amministrativa

L’omessa indicazione, nel verbale, del decreto prefettizio con cui si individuano le strade ove è consentito l’utilizzo dei dispositivi finalizzati al rilevamento a distanza delle violazioni costituisce un vizio motivazionale non sanabile nella fase di opposizione. Ciò in quanto la funzione del decreto prefettizio è quella di individuare i tratti di strada, al di fuori delle autostrade e delle strade extraurbane principali, in cui non è possibile una contestazione immediata senza arrecare pregiudizio alla sicurezza della circolazione.

Cassazione civile sez. II, 04/10/2018, n.24214

Revisione della patente di guida 

Il provvedimento di revisione della patente di guida di cui all’art. 128 d.lg. 30 aprile 1992, n. 285, è subordinato all’insorgenza di dubbi sulla persistenza, in capo al titolare della patente di guida, dei requisiti fisici e psichici prescritti o della sua idoneità tecnica, senza che assurga a relativo presupposto l’accertamento giudiziale di un illecito penale, civile o amministrativo; la disposizione non configura tale revisione come una sanzione amministrativa, sia pure accessoria, bensì come provvedimento amministrativo non sanzionatorio, funzionale alla garanzia della sicurezza della circolazione stradale, e dunque come misura cautelare/preventiva volta a sottoporre il titolare della patente di guida a una verifica della persistenza della sua idoneità psico-fisica alla guida, richiesta non soltanto per l’acquisizione, ma anche per la conservazione del titolo di guida.

T.A.R. Ancona, (Marche) sez. I, 08/08/2019, n.535

Sinistro stradale e sicurezza della circolazione stradale

La revoca della patente di guida è finalizzata a tutelare la sicurezza della circolazione stradale e, non avendo natura sanzionatoria, può essere disposta dall’autorità amministrativa anche a fronte di un singolo sinistro stradale.

T.A.R. Bologna, (Emilia-Romagna) sez. I, 01/07/2019, n.592

Gli effetti del traffico sulla sicurezza della circolazione

Nel prevedere che « I comuni, con deliberazione della Giunta, provvedono a delimitare le aree pedonali e le zone a traffico limitato tenendo conto degli effetti del traffico sulla sicurezza della circolazione, sulla salute, sull’ordine pubblico, sul patrimonio ambientale e culturale e sul territorio », l’art. 7, comma 9 del d.lgs. n. 285/1992 attribuisce all’ente locale un’ampia discrezionalità amministrativa, confinante con valutazioni politiche, che connota l’esercizio del relativo potere e che consente l’adozione di tali provvedimenti con minimi oneri motivazionali e senza l’espletamento di particolari attività istruttorie.

T.A.R. Palermo, (Sicilia) sez. III, 27/12/2019, n.3030

Accorgimenti necessari per la sicurezza della circolazione 

L’art. 21 cod. strada, che prevede che chi esegue lavori su aree destinate alla circolazione deve adottare gli accorgimenti necessari per la sicurezza della circolazione, non si riferisce soltanto ai lavori che abbiano ad oggetto la sede stradale, ma più in generale a quelli che si svolgano sulla sede stradale, anche se riguardanti beni diversi. (Fattispecie in cui la Corte ha annullato con rinvio la sentenza che aveva assolto l’imputato che, per potare una siepe all’interno della sua proprietà, aveva collocato una carriola sulla pubblica via, così cagionando un incidente stradale).

Cassazione penale sez. IV, 16/10/2019, n.48758

Pericolo per la sicurezza della circolazione

Non è viziato il provvedimento di revisione della patente di guida che sia tempestivamente adottato dall’amministrazione dei trasporti, poiché espressione di un apprezzamento immediato del pericolo per la sicurezza della circolazione e l’incolumità pubblica della condotta di guida del destinatario e non vale ad inficiare la legittimità del provvedimento, poi, la circostanza che esso troverà applicazione con l’ordine ivi contenuto di sottoporsi ad un nuovo esame di idoneità a distanza di tempo dalla sua emanazione.

T.A.R. Venezia, (Veneto) sez. I, 29/04/2019, n.528

Individuazione delle strade ad alto scorrimento

In tema di circolazione stradale, spetta al prefetto individuare le strade ad alto scorrimento, diverse dalle autostrade o dalle strade extraurbane principali, ovvero singoli tratti di esse, sulle quali istallare sistemi automatici di rilevamento della velocità, tenendo conto del tasso di incidentalità, delle condizioni strutturali, planimetriche e di traffico, per le quali non è possibile il fermo di un veicolo senza arrecare pregiudizio alla sicurezza della circolazione, alla fluidità del traffico, all’incolumità degli agenti operanti e dei soggetti controllati.

Ricordando ciò, la Cassazione accolto il ricorso di un automobilista che si è visto notificare una multa per infrazione al codice della strada accertata mediante autovelox su una strada non avente tali caratteristiche.

Cassazione civile sez. II, 12/02/2019, n.4090

L’installazione di specchio sull’incrocio stradale

L’art. 18, comma 4, del codice della strada, secondo cui “Le recinzioni e le piantagioni dovranno essere realizzate in conformità ai piani urbanistici e di traffico e non dovranno comunque ostacolare o ridurre, a giudizio dell’ente proprietario della strada, il campo visivo necessario a salvaguardare la sicurezza della circolazione“, non consente di supplire mediante installazione di uno specchio sull’incrocio stradale alla procurata diminuzione del campo visivo (derivante dall’innalzamento di contigua recinzione in muratura), ma inibisce a priori la possibilità che sia realizzata una recinzione ostacolante la visibilità occorrente a salvaguardare la sicurezza della circolazione.

T.A.R. Firenze, (Toscana) sez. III, 30/01/2019, n.147

Interesse pubblico alla sicurezza della circolazione stradale

L’amministrazione, nel rilevare la insussistenza dei « requisiti morali » previsti dall’art. 120 del d.lg. n. 285 del 1992 e nel determinarsi di conseguenza, esercita un potere sì vincolato ma che impatta sulla posizione di interesse legittimo del privato che aspira alla patente di guida.

Nella specie, il potere esercitato dal Ministero delle Infrastrutture e Trasporti al momento del rilascio della patente di guida è di tipo vincolato (laddove il vincolo però è posto nell’interesse pubblico alla sicurezza della circolazione stradale) nei presupposti ma non nel contenuto, esplicandosi in una attività di accertamento costitutivo fondata sì sulla sussistenza dei rilievi ostativi di cui all’art. 120 comma 1 del Codice della strada ma che passa sempre per la valutazione di compatibilità dell’interesse pubblico con il bene della vita (patente di guida) cui il privato aspira.

La sussistenza della giurisdizione amministrativa, con riguardo ai provvedimenti di cui all’art. 120 C.d.S., è vieppiù convalidata dalla recente evoluzione interpretativa della norma de qua. La Corte costituzionale con la sentenza n. 22/2018, relativa al comma 2 dell’art. 120 C.d.S. ha, infatti, ritenuto la norma parzialmente illegittima, nella parte in cui non rimette alla p.a. la considerazione delle specificità del caso concreto nel valutare la sussistenza dei requisiti morali, facendo venir meno l’argomento della natura vincolata del provvedimento, volto a sostenere la sussistenza della giurisdizione ordinaria.

Le stesse considerazioni, svolte dal Giudice delle leggi con riferimento ai provvedimenti di revoca, possono legittimamente estendersi al provvedimento di diniego al conseguimento del titolo abilitativo alla guida disciplinato dal primo comma dell’art. 120.

T.A.R. Reggio Calabria, (Calabria) sez. I, 11/01/2019, n.13

Sicurezza della circolazione e dei veicoli

Dopo la riforma del Titolo V, mentre la materia del servizio pubblico di trasporto, di linea e non di linea, è transitata nell’ambito della competenza regionale residuale, la materia della sicurezza della circolazione e dei veicoli è rimasta di competenza esclusiva statale.

La normativa statale dedicata al noleggio di autobus con conducente adottata con la l. n. 218/2003 costituisce esercizio delle competenze esclusive statali in materia di tutela della concorrenza (art. 117, comma 2, lett. e), Cost.) e di sicurezza (art. 117, comma. 2, lett. h), Cost.) e concilia i due interessi, potenzialmente confliggenti, al libero esercizio dell’attività di noleggio con conducente (NCC) e alla sicurezza del trasporto.

La sintesi fra questi interessi viene definita in una disciplina uniforme in materia di sicurezza, finalizzata a garantire condizioni omogenee di mercato e l’assenza di distorsioni della concorrenza su base territoriale. La disciplina statale condiziona la competenza legislativa residuale regionale in materia di servizio pubblico di trasporto (nel caso di specie, non di linea).

La logica e la lettera della richiamata disciplina statale precludono alle Regioni di introdurre un ulteriore requisito attinente all’efficienza tecnica del veicolo, che finisce per limitare l’esercizio dell’NCC da parte degli operatori “interni” e per creare, dunque, una distorsione della concorrenza su base territoriale. Pertanto, l’art. 12, commi 1 e 2, della legge della Regione Piemonte n. 22/2006 (Norme in materia di trasporto di viaggiatori effettuato mediante noleggio di autobus con conducente) è costituzionalmente illegittima.

Corte Costituzionale, 11/01/2019, n.5

Condizioni di regolarità e di sicurezza della circolazione stradale

Il reato di guida in stato di ebbrezza può essere commesso anche mediante la conduzione di una bicicletta, in ragione della concreta idoneità del mezzo usato ad interferire sulle generali condizioni di regolarità e di sicurezza della circolazione stradale; tuttavia la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida, applicabile in relazione a illeciti posti in essere con violazione delle norme sulla disciplina della circolazione stradale, non può essere disposta nei confronti di chi si sia posto alla guida di un veicolo per cui non è richiesta alcuna abilitazione, come un velocipede.

Cassazione penale sez. IV, 11/10/2018, n.54032



5 Commenti

  1. Quanti matti ci sono che corrono sulle strade e non si accorgono che possono investire bambini o comuqnue persone che attraversano la strada??? LO so bene che il pedone non ha sempre ragione ma l’autista non deve mica pensare di essere in formula 1. Bisogna stare attenti!!!

  2. Bisogna guidare responsabilmente. Mica la patente la trovate nei pacchi delle patatine. O magari ve l’hanno data in offerta e per questo non conoscete le basi della guida e dei segnali stradali. In ogni caso, imparate a guidare e poi rispettate le segnalazioni stradali.

  3. Ma ve lo deve dire il codice che non ci si deve mettere alla guida sotto effetto di stupefacenti piuttosto che in stato di ebbrezza??? Abbiate un po’ di buon senso. Imparate i fondamentali e poi chietede a papino di comorarvi l’auto da distruggere con cui rischiate di ammazzarvi e ammazzare qualcuno

  4. Che fine fanno le multe per il passaggio nelle Ztl per chi è munito di permesso invalidi ma non si accorge che lo stesso è ormai scaduto? Il Comune ha l’obbligo di avvisare il portatore di handicap della necessità di provvedere al rinnovo del pass?

    1. Se è vero che l’onere di rinnovare il contrassegno disabili spetta unicamente al titolare, è anche vero – sostiene la Cassazione – che le multe notificate a chi, in buona fede, è comunque entrato all’interno delle Ztl sono valide. Non spetta quindi al Comune comunicare l’imminente scadenza del pass. Impossibile, secondo i giudici, parlare di «buonafede» e di «errore scusabile». Per di più, il codice stradale prevede una pluralità di contravvenzioni ad ogni passaggio del varco, anche se questi sono avvenuti nella medesima occasione. Il che significa che, se una persona, nell’ambito della stessa circostanza, entra ed esce dalle Ztl più volte, riceverà tanti verbali per quanti sono le infrazioni. In merito alle multe per passaggio nelle Ztl, in realtà alcuni Comuni prevedono la comunicazione al conducente dell’imminente scadenza del pass invalidi proprio per escludere ogni buona fede. Ma si tratta di una eventualità riconosciuta solo da alcune amministrazioni. Laddove non prevista, pertanto, la contravvenzione è legittima. Esiste comunque qualche precedente giurisprudenziale – per lo più dei giudici di pace – che ritiene nulla la multa per passaggio nella Ztl a pass invalidi scaduto. Secondo ad esempio il giudice di Pace di Prato, tocca all’Amministrazione mandare un avviso in cui ricorda al disabile che deve rinnovare l’autorizzazione per il passaggio nelle Ztl. Se non lo fa, la multa può essere annullata.

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