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Cattivo pagatore: ultime sentenze

21 Luglio 2021
Cattivo pagatore: ultime sentenze

Lesione della reputazione professionale e prova del danno subito; illegittima segnalazione della banca alla Centrale rischi finanziaria; responsabilità risarcitoria dell’istituto di credito.

Illegittima segnalazione alla Crif

L’illegittima segnalazione di taluno come cattivo pagatore è suscettibile di ledere la sua reputazione professionale anche qualora questi eserciti un’attività imprenditoriale in forma societaria, specialmente quando si tratti di società a compagine sociale ristretta.

Ciò è tanto più vero nel caso in cui il nome del socio è ricompreso nella ragione sociale della società e lo stesso riveste l’incarico di amministratore, cosicché tale illecita segnalazione si riverbera direttamente tanto sulla persona fisica (per quanto attiene alla lesione alla reputazione personale) quanto sulla sua attività imprenditoriale (in relazione alla lesione all’immagine professionale).

Tribunale Torino sez. I, 06/02/2019, n.580

Illegittima segnalazione della banca alla Crif: prova del danno

In caso di illegittima segnalazione della banca alla Crif (Centrale rischi finanziaria) l’imprenditore, ingiustamente indicato come cattivo pagatore, non può avere de plano il risarcimento del danno, ma deve provarlo. Il danno cioè non è in re ipsa ma va provato. L’accertata violazione nell’utilizzo dei dati personali del cliente erroneamente additato dalla banca non solleva il danneggiato dal dimostrare il danno alla sua reputazione e offrire mezzi di prova per quantificarlo. Circostanza nella fattispecie non verificatasi.

Cassazione civile sez. I, 08/01/2019, n.207

Diritto al risarcimento per lesione dell’immagine

Non ha diritto al risarcimento per la lesione della immagine l’avvocato segnalato alla centrale rischi come cattivo pagatore per un errore, se non c’è prova della ricaduta negativa dell’accaduto sulla sua attività. A precisarlo è la Cassazione che respinge il ricorso di un avvocato che si lamentava del fatto che l’illecito subito avrebbe potuto esporlo anche a sanzioni di tipo disciplinare. Per la Corte, tuttavia, il danno non patrimoniale, di per sé non escluso, non è stato provato, non essendo i presupposti per il risarcimento in re ipsa.

Cassazione civile sez. III, 19/07/2018, n.19137

Danno patrimoniale e non patrimoniale

È ammissibile il ricorso al procedimento d’urgenza, quando ne ricorrano i presupposti, per ottenere la cancellazione dalla Centrale dei Rischi della Banca d’Italia della segnalazione di un credito in sofferenza.

La segnalazione è illegittima se in violazione delle norme regolamentari della Banca d’Italia e dell’obbligo di buona fede.

Il periculum in mora è in re ipsa in quanto la segnalazione di un soggetto quale cattivo pagatore gli preclude automaticamente l’accesso al credito.

Tribunale Roma, 27/01/2017

Iscrizione del cliente della banca nel registro dei cattivi pagatori

“L’onere di preventivo avvertimento di cui alla norma dell’articolo 4, comma 7, della Delibera del Garante Privacy 16 novembre 2004 n. 8, risulta assolto solo quando la relativa dichiarazione abbia effettivamente raggiunto il domicilio del destinatario, salva comunque restando l’eventualità che quest’ultimo provi di essere stato, senza sua colpa, nell’impossibilità di averne notizia”. Così affermando, la Cassazione ha ritenuto, nella specie, che la banca non avrebbe potuto segnalare un proprio cliente come cattivo pagatore senza l’accertamento che l’invio dell’apposito preavviso fosse giunto a conoscenza del destinatario interessato.

Cassazione civile sez. I, 13/06/2017, n.14685

Qualifica di cattivo pagatore: segnalazione erronea

Nell’ambito di un quadro di pluriennale tolleranza della banca degli sconfinamenti del cliente, di fatto attestante la sussistenza, tra le parti, di un accordo tacito di affidamento bancario alle condizioni effettivamente praticate, è contraria a buona fede e correttezza la condotta dell’istituto di credito che faccia repentinamente luogo non solo al recesso dal rapporto di conto corrente in essere, con immediata richiesta di rientro, ma anche alla segnalazione a sofferenza del cliente nella Centrale Rischi della Banca d’Italia per l’intero importo di scoperto di conto.

In tale contesto grava sulla banca segnalante la verifica preventiva della sussistenza del presupposto sostanziale della segnalazione a sofferenza, cioè del sopravvenuto stato di insolvenza della società, nonché la prova dell’avvenuto accertamento dell’anzidetto presupposto prima di procedere alla segnalazione a sofferenza. In mancanza (come nella specie) l’anzidetta segnalazione deve ritenersi sostanzialmente erronea ed idonea a determinare, ex se, una potenzialità di pregiudizio irreparabile, proprio in quanto formalmente presupponente uno stato di insolvenza e tale da attribuire al soggetto segnalato la qualifica di cattivo pagatore.

La segnalazione erronea, determinando il sostanziale annullamento del merito creditizio del soggetto, risulta, altresì, astrattamente idonea a determinare una perdurante lesione della sua reputazione commerciale ed ad ingenerare un ulteriore grave danno al soggetto che è anche imprenditore. Di talché nell’ipotesi descritta, stante la sussistenza del fumus boni iuris e del periculum in mora, deve ritenersi meritevole di accoglimento il ricorso cautelare volto ad ottenere la immediata cancellazione della segnalazione a sofferenza e la corretta riclassificazione a posteriori delle segnalazioni relative al rapporto creditizio in essere tra cliente e banca.

Tribunale Verona, Sezione 3, Civile, Sentenza, 12/11/2015

Errore di segnalazione e responsabilità della banca

In tema di rapporti bancari, sussiste la responsabilità risarcitoria dell’istituto di credito che segnali al sistema interbancario, c.d. centrale rischi, il nominativo di un cliente che non abbia alcun debito, ovvero segnali una situazione di debito superiore rispetto a quella reale.

La segnalazione in Ce.Ri. è infatti, particolarmente dannosa per il cliente, essendo destinata a produrre ripercussioni nei confronti dello stesso, per effetto dell’inserimento del suo nominativo nella categoria del “cattivo pagatore”, ovvero del soggetto insolvente, notizia destinata poi, ad essere divulgata immediatamente a tutti gli operatori del sistema bancario. Date le gravi conseguenze derivanti dalla segnalazione alla Ce.Ri., ai sensi della legge n. 657 del 1996, la responsabilità dell’istituto bancario sussiste ove il trattamento dei dati personali risulti avvenuto senza il consenso dell’interessato e si tratti di dati non esatti o non prontamente aggiornati.

Quanto al danno risarcibile, esso si identifica con il danno non patrimoniale, che non deve essere inteso solo come danno meramente morale soggettivo, comprendendo anche il danno non patrimoniale da lesione grave dei diritti fondamentali comunque risarcibili, a prescindere dalla presenza di un reato.

Tribunale Firenze, Sezione 2, Civile, Sentenza, 29/07/2013, n. 2539

La rinuncia all’azione esecutiva

La rinuncia all’azione esecutiva, sebbene non necessitante ai fini della sua efficacia, del consenso dell’esecutato (erroneamente da quanto nella specie sostenuto dall’opponente) non determina la cessazione della materia del contendere nell’ipotesi in cui il debitore esecutato abbia chiesto l’accertamento dell’inesistenza del diritto del creditore di procedere esecutivamente nei suoi confronti ed il risarcimento del danno derivato dalla intrapresa esecuzione, in quanto essa rimuove unicamente il processo esecutivo, ma non incide sulla legittimità degli atti compiuti.

Una tale indagine costituisce, invero, l’oggetto specifico della domanda proposta dall’esecutato nei termini di cui innanzi, il cui interesse al riguardo deve ritenersi sussistente non solo al fine di ottenere una pronuncia di condanna al risarcimento dei danni ad esso arrecati da una esecuzione illegittima, ma anche allo scopo di tutelare la propria immagine nel contesto sociale, offuscata da un pignoramento che, se legittimo, identifica nell’esecutato un cattivo pagatore.

Nella specie, in particolare, la illegittimità ex tunc dell’azione esecutiva deriva dall’avvenuto accertamento, con efficacia di giudicato, della falsità della sottoscrizione dell’esecutato in calce ai titoli esecutivi di matrice negoziale (titoli cambiari) contro di lui azionati dal procedente.

Tribunale Campobasso, Civile, Sentenza, 17/01/2012, n. 31

Segnalazione del nominativo del cliente alla centrale rischi quale cattivo pagatore

Costituisce un atto illegittimo, e tale da giustificare il risarcimento del danno eventualmente cagionato, la segnalazione alla centrale rischi, operata da un istituto di credito, del nominativo di un proprio cliente inizialmente debitore a seguito di concessione di un’apertura di credito in conto corrente, ma successivamente rientrato all’esito di transazione compiutamente eseguita, e ciò in quanto l’accordo transattivo doveva essere considerato una moratoria delle posizioni di dare e avere del correntista ovvero un nuovo affidamento concesso sino all’esaurimento del termine convenuto.

(Nel caso di specie, il tribunale ha condannato l’istituto di credito in via generica ai sensi dell’articolo 278 comma 1, del Cpc disponendo con ordinanza la prosecuzione del giudizio per la liquidazione del danno). (A.A.Bo.)

Tribunale Milano, Sezione 6, Civile, Sentenza, 7/01/2004, n. 61



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1 Commento

  1. La segnalazione alla centrale rischi della Banca D’Italia per un credito in sofferenza ceduto pro soluto non valida se non sia stato avvertito il debitore dell’avvenuta cessione e quindi del diritto della nuova societa’ al recupero credito e alla segnalazione stessa ?
    una pratica diffusa da molti istituti di credito e societa’ che rilevano i crediti in sofferenza spesso in modalita’ pro soluto

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