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Danno endofamiliare: ultime sentenze

2 Giugno 2020
Danno endofamiliare: ultime sentenze

Leggi le ultime sentenze su: doveri inderogabili della genitorialità; risarcimento del danno endofamiliare; domanda di risarcimento del danno non patrimoniale; diritto alla bigenitorialità; violazione degli obblighi di mantenimento, istruzione ed educazione della prole.

Illecito endofamiliare: nozione

Il diritto del figlio di ricevere cura, assistenza morale e materiale, istruzione e mantenimento da entrambi i genitori costituisce un elemento fondamentale del rapporto familiare dalla cui violazione discende il titolo per ottenere il risarcimento del danno. Dalla nozione di illecito endofamiliare discende che la violazione dei relativi doveri genitoriali non trova necessariamente sanzione nelle misure tipiche previste dal diritto di famiglia, ma qualora l’omissione genitoriale cagioni al figlio una lesione di diritti costituzionalmente protetti, può integrare gli estremi dell’illecito civile atto a dare luogo ad un’azione volta al risarcimento dei danni non patrimoniali ai sensi dell’art. 2059 c.c.

Tribunale Roma sez. I, 26/08/2014

Danni dal padre arrecati al figlio

La violazione dei doveri di mantenimento, istruzione ed educazione dei genitori verso la prole, a causa del disinteresse totale mostrato per lunghi anni nei confronti dei figli, integra gli estremi dell’illecito civile, cagionando la lesione di diritti costituzionalmente protetti, e dà luogo ad una autonoma azione dei medesimi figli volta al risarcimento dei danni tutti ai sensi dell’art. 2059 c.c.: in particolare, è un comportamento rilevatore di responsabilità genitoriale l’avere deprivato i figli della figura genitoriale paterna, che costituisce un fondamentale punto di riferimento soprattutto nella fase della crescita, e idoneo ad integrare un fatto generatore di responsabilità aquiliana.

La voce di pregiudizio de quo sfugge a precise quantificazioni in termini monetari, per cui si impone la liquidazione dei danni in via equitativa ex art. 1226 c.c.; in merito alla quantificazione in concreto del risarcimento, in caso di danno endofamiliare da privazione del rapporto genitoriale, può essere applicata, sul piano liquidatorio, la voce ad hoc prevista dalle Tabelle giurisprudenziali adottate dall’Osservatorio sulla Giustizia Civile di Milano (“perdita del genitore”).

Tribunale Milano sez. IX, 23/07/2014

Privazione del rapporto genitoriale

Ogni figlio ha diritto di instaurare e mantenere con ciascuno dei genitori il rapporto parentale sulla scorta del diritto alla bigenitorialità, anche in riferimento alla filiazione fuori dal matrimonio. Il disinteresse mostrato da un genitore nei confronti di un figlio naturale integra la violazione degli obblighi di mantenimento, istruzione ed educazione della prole, e determina la lesione dei diritti nascenti dal rapporto di filiazione tutelati dagli artt. 2 e 30 Cost., sicché tale condotta è suscettibile di integrare gli estremi dell’illecito civile e legittima l’esercizio, ai sensi dell’art. 2059 cod. civ., di un’autonoma azione volta al risarcimento dei danni non patrimoniali sofferti dalla prole. In altre parole, l’illecito endofamiliare c.d. da privazione del rapporto genitoriale, contempla quale soggetto attivo il genitore che omette di svolgere il ruolo da egli stesso scelto con la procreazione, mentre soggetto passivo diviene il minore, che perde, senza sua colpa, uno dei genitori.

Tribunale Lecce sez. I, 01/10/2019, n.3024

Totale disinteresse di un genitore nei confronti del figlio

Il totale disinteresse di un genitore nei confronti del figlio con conseguente violazione del dovere di mantenerlo, educarlo ed istruirlo si pone in contrasto con i diritti sanciti dalla nostra Costituzione agli articoli 2 e 30, integra gli estremi dell’illecito aquiliano di cui all’art. 2043 c.c. e costituisce fondamento di una domanda di risarcimento del danno non patrimoniale ai sensi dell’art. 2059 c.c., danno denominato “endofamiliare”.

La violazione del complesso dei doveri facenti capo al genitore naturale cui corrispondono diritti inviolabili e primari della persona del destinatario costituzionalmente garantiti (di cui agli articoli 2 e 30 Cost.) comporta, infatti, la sussistenza di un illecito civile.

Tribunale Bergamo sez. I, 17/01/2020, n.142

Il risarcimento del danno endofamiliare 

Il disinteresse mostrato dal genitore nei confronti del proprio figlio importa la violazione dei doveri giuridici connessi alla genitorialità e, riverberandosi negativamente sul diritto di rango costituzionale del figlio ad essere amato, mantenuto e curato dai propri genitori, sorge una responsabilità in capo al genitore per illecito aquiliano endofamiliare che lo vincola al risarcimento del danno non patrimoniale sofferto dal figlio in conseguenza del suddetto comportamento.

Tuttavia il presupposto di tale responsabilità e del conseguente diritto del figlio al risarcimento dei danni è costituito dalla consapevolezza del concepimento, la quale deve intendersi come potenziale conoscenza della procreazione.

Tribunale Tivoli, 10/09/2019, n.1077

Fondamento della pretesa risarcitoria

In tema di domanda di risarcimento del danno endofamiliare successiva alla sentenza di divorzio, il danno non patrimoniale in tanto può essere invocato in quanto sia stato conseguenza della separazione coniugale posto che l’illecito si consuma all’interno del rapporto matrimoniale, che, quand’anche non avente natura meramente contrattuale, è pur sempre il vincolo da quale discendono gli specifici obblighi e diritti reciproci in capo ai contraenti: l’assenza di una pronuncia di addebito nel decreto di omologa, che costituisce, in base ai principi della responsabilità aquiliana, il presupposto cui agganciare la richiesta risarcitoria, esclude pertanto il fondamento della pretesa risarcitoria.

Tribunale Roma sez. I, 25/06/2015

Danno endofamiliare alla crescita equilibrata del figlio

L’assenza del genitore (secondo l’approccio interpretativo alla norma nel suo ubi consistam), violando uno dei doveri inderogabili della genitorialità, è suscettibile di per sé di cagionare il danno endofamiliare alla crescita equilibrata del figlio e rende, quindi, ammissibile la domanda risarcitoria, dispiegabile direttamente dal figlio maggiorenne non economicamente autosufficiente o, se minorenne o affetto da grave handicap, attraverso il suo rappresentante legale.

Tribunale Ascoli Piceno, 21/05/2015

Deliberata volontà di condizionamento psicologico della figlia

Ha diritto al risarcimento del danno endofamiliare ex art. 388, comma secondo, c.p., per elusione sistematica dei provvedimenti sull’affidamento stabiliti dal giudice della separazione, il comportamento ostile attuato dalla madre affidataria nei confronti del padre, tradottosi nella deliberata volontà di condizionamento psicologico della figlia della coppia, indotta così a non voler incontrare il padre nei termini stabiliti nella separazione, e volto ad annullare la figura paterna,.

Cassazione penale sez. fer., 03/09/2009, n.34838

Riconoscimento ai figli del risarcimento dei danni non patrimoniali

In tema di danno endofamiliare, a seguito della separazione dei genitori, deve essere riconosciuto ai figli anche il risarcimento dei danni non patrimoniali, qualora il padre, intraprendendo una relazione extraconiugale e lasciando la casa coniugale, non provveda tuttavia economicamente, nonostante le decisioni giudiziarie in merito, al loro sostentamento e non si curi dei loro bisogni, rifiutando dolosamente ogni contatto e ogni tentativo di ristabilire con gli stessi una relazione affettiva. Tale comportamento, connotato da gravi violazioni all’interno della famiglia, comporta infatti gravi lesioni dei diritti costituzionali della persona nell’ambito del nucleo familiare.

Tribunale Torino sez. IV, 17/07/2018, n.3690

Risarcimento del danno endofamiliare nel giudizio di separazione

La dichiarazione pubblica della esistenza di un rapporto di fidanzamento con l’amante e la gravità delle offese rivolte al marito anche tramite Facebook – con elezione dello status di “separata” prima dell’instaurazione del procedimento di separazione – sono sufficienti a ritenere lesa la dignità e la reputazione del coniuge, attesa la oggettiva lesività della sfera psico-fisica, per la sofferenza morale e psicologica subita dal medesimo, con conseguente diritto al risarcimento del danno exart. 2043 c.c..

Tribunale Torre Annunziata sez. I, 24/10/2016, n.2643

Danno da privazione della figura paterna: natura, risarcibilità e prova

Nell’ambito di un giudizio volto alla declaratoria giudiziale della paternità, ai sensi dell’art. 269 c.c., il comportamento di un genitore connotato da totale disinteresse nei confronti del figlio, con conseguente violazione del dovere di mantenerlo ed istruirlo, si pone in contrasto con i diritti sanciti agli artt. 2 e 30 Cost. ed è idoneo, pertanto, ad integrare gli estremi dell’illecito extracontrattuale ex art. 2043 c.c, fondando, in particolare, un’autonoma domanda di risarcimento del danno non patrimoniale ex art. 2059 cc., denominato danno endofamiliare, derivante dalla privazione della figura paterna, per la cui prova è sufficiente ricorrere a presunzioni semplici e a nozioni di comune esperienza.

Tribunale Bergamo sez. I, 20/11/2018, n.2437



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